L’AI Generativa per la crescita rapida delle Pmi italiane

Una ricerca, presentata durante il forum internazionale Ambrosetti di Cernobbio, ha fatto il punto sugli impatti che le tecnologie di Intelligenza artificiale generativa potranno avere sulla struttura produttiva italiana, composta in prevalenza da Pmi. Aspettative di risultati molto elevati per bassi costi di sperimentazione e implementazione, con nuova produttività per le aziende e necessaria attenzione ai rischi per dare al paese una spinta verso una nuova digitalizzazione di settori e processi. Intanto Microsoft, partner di questa iniziativa, annuncia il lancio di un Artificial Intelligence Lab sul nostro territorio

Alla 49ma edizione del Forum Ambrosetti di Cernobbio, in realtà Teha, The European House Ambrosetti, tenutasi ai primi giorni di settembre, è stata presentata una ricerca originale tra le numerose che riguardano in questi anni l’Intelligenza artificiale: “AI 4 Italy: impatti e prospettive dell’intelligenza artificiale generativa per l’Italia e il Made in Italy”. Una visione, quindi, sull’impatto che le tecnologie di AI possono avere sulla struttura produttiva tipica del nostro Paese, costituita in gran parte da piccole e medie imprese che del brand “Made in Italy” hanno fatto la chiave distintiva del loro business.

Giorgio Metta, Scientific director, Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, Corrado Panzeri, Partner, The European House Ambrosetti e Vincenzo Esposito, Ceo, Microsoft Italia hanno brevemente commentato i risultati del lavoro. Perché Microsoft in questo panel? Perché nella AI Generativa (GenAI), ChatGPT, lanciata nel 2022, è “la stella che brilla di più”, sviluppata da OpenAI, società in teoria no-profit fondata nel 2015 con sede a San Francisco per rendere i propri brevetti e ricerche sull’AI aperti al pubblico (tra i cui fondatori c’è anche quel geniaccio di Elon Musk) e che ha tra i partner principali proprio Microsoft, impegnata nella battaglia, sempre in tema di AI, contro Google e che sta integrando sempre più ChatGPT nel proprio motore di ricerca Bing e nella piattaforma Microsoft 365.

Perché l’impatto su produttività, competenze e sviluppo di business dovrebbe essere significativo dall’utilizzo di queste tecnologie? Perché in tema di AI generativa, e nello specifico di ChatGPT, si parla di bassi costi di sperimentazione e implementazione per una tecnologia dall’estrema semplicità d’uso nel rispondere a domande o partecipare a conversazioni grazie alla comprensione e generazione di linguaggio naturale attraverso l’apprendimento automatico, il Deep Learning. È di fatto un chatbot che simula una conversazione umana comprendendo, attraverso algoritmi di apprendimento automatico, le domande o i commenti e rispondendo in modo colloquiale e apparentemente “intelligente” dal punto di vista dell’abitudine umana.

Più produttività e digitalizzazione per un mercato del lavoro a saldo negativo

Fatta questa doverosa premessa, guardiamo ad alcuni dati interessanti dello studio.

108 sono state le imprese coinvolte nel lavoro di analisi, con stakeholder chiave nonché una serie di advisor scientifici incontrati per lo studio e affinamento dei risultati. I key point emersi, al di là dei dati, toccano aspetti interessanti. Ad esempio: se in passato si è sempre guardato a questo tipo di tecnologie “intelligenti e autonome” come “pericolose” dal punto di vista dell’erosione del mercato del lavoro, oggi l’Italia ha invece bisogno della GenAI per raggiungere nuova produttività e a fronte di un invecchiamento marcato di popolazione. Le previsioni dello studio in merito alla struttura produttiva del sistema Italia, ipotizzano, grazie all’utilizzo diffuso della GenAI, un aumento di produttività fino al 18% per un paese, il nostro, in cui la produttività è ferma da circa 30 anni.

E anche sul fronte dell’occupazione il rapporto tra nuovi ingressi nel mondo del lavoro e persone che ne usciranno, vede un saldo negativo di circa 3,7 milioni di individui. Nei confronti degli occupati, indicano i relatori dello studio, servirà quindi attivare percorsi di aumento della produttività attraverso una diffusione tecnologica che passerà inevitabilmente da una digitalizzazione capillare tramite proprio tecnologie di AI nelle quali soluzioni come ChatGPT potrebbero fare da forte acceleratore proprio per la loro semplicità di uso e ampio spettro di applicazione.

Il lavoro di analisi si è spinto anche più in là, andando a rilevare quali settori e processi potrebbero maggiormente beneficiare dall’utilizzo dell’AI generativa, con Servizi finanziari, Manifattura, Salute e Life Science, Telco & Ict tra i segmenti maggiormente impattati da queste tecnologie, su processi quali Ricerca e sviluppo, Progettazione, Produzione (vedi figura 3 per un’analisi degli impatti in altri settori e processi). I campi di applicazione sono numerosi nella creazione di contenuti con produzione di audio, codice, immagini, testi, video. Molto interessanti anche quelli in ambito strettamente tecnologico, con l’applicazione dell’AI generativa per nuove modalità di query ai database e per avere in modalità “linguaggio naturale” le informazioni: “Chat with your data” è infatti un tipo di utilizzo rilevato in modo diffuso nel campione per applicare l’AI generativa nella scoperta di nuovi metodi di interazione con i dati. Anche nella scrittura di codice, un’area sempre alla ricerca di efficienza e di riduzione di costi e tempi per le fortissime esigenze di sviluppo applicativo, può beneficiare di incrementi di produttività dall’utilizzo dell’AI generativa con stime nell’ordine di una riduzione del 55% del tempo necessario a risolvere problematiche di scrittura codice rispetto all’attività tradizionale senza queste tecnologie.

Non dimenticando i rischi

Con l’Intelligenza artificiale, soprattutto in questi primi anni di diffusione commerciale massiccia, i rischi e i pericoli sono però dietro l’angolo. Serve averne coscienza per realizzare un utilizzo “responsabile”. Privacy, output falsati da errate fasi di addestramento dei sistemi, Bias derivati dalla tendenza del sistema istruito, anche inconsapevolmente, a produrre risultati non equi, frutto di pregiudizi e di errate priorità, nonché, a un livello sociale e di implementazione di scala un utilizzo dell’AI generativa per diffondere notizie false e condizionanti, nuove modalità di apprendimento in campo scolastico senza un adeguato accompagnamento didattico, l’applicazione  fraudolenta di queste tecnologie in area cybercrime, suggeriscono approcci di cautela e di controllo. Anche per contribuire a questa fase di crescita culturale sul tema, Microsoft Italia, durante l’incontro, ha annunciato attraverso il proprio Ceo l’apertura di un Artificial Intelligence Lab sul nostro territorio, a partire dalla sede milanese e a seguire nelle altre filiali italiane, un’iniziativa che coinvolgerà associazioni di categoria, università, enti locali e naturalmente i partner Microsoft per accompagnare le aziende nella scoperta e soprattutto nell’implementazione corretta di queste tecnologie “disruptive”.

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