Tecnologie responsabili per fare business in una società che cambia

Accanto a giusti obiettivi di contenimento costi, le imprese iniziano a guardare allo sviluppo e alla proposta tecnologica secondo modelli di maggiore responsabilità. Una recente ricerca del MIT Technology Review Insights descrive quanto le aziende percepiscano oggi la criticità di una società in cui le tecnologie presidiano e guidano ambiti sempre più delicati e complessi.

Il concetto di “Tecnologia responsabile”, come sta avvenendo per le strategie di sostenibilità ambientale, va ormai oltre il solo aspetto etico. Un approccio responsabile alla tecnologia, alla sua implementazione e utilizzo genera, infatti, nuovo valore, potenziale sviluppo di business, considerazione e fidelizzazione da parte degli utenti e conseguenti margini di crescita. 

Ma cosa significa oggi seguire percorsi di innovazione tecnologica ponendo attenzione agli impatti che questa può avere su persone, benessere individuale e sociale? 

Come sviluppare il business attraverso una digitalizzazione che rispetti valori e avvenga attraverso l’uso di pratiche responsabili? 

Quanto e in quali modalità i business leader oggi stanno implementando policies, modelli e strategie che concretizzino obiettivi di sviluppo tecnologico responsabile? 

La ricerca del MIT

Una ricerca realizzata dal MIT Technology Review (azienda media indipendente fondata dal Massachusetts Institute of Technology) in collaborazione con la società di consulenza tecnologica internazionale Thoughtworks, illustra quanto le aziende percepiscano oggi la criticità di una società in cui le tecnologie presidiano e guidano ambiti sempre più delicati e complessi, dalla medicina alla finanza, dalle infrastrutture critiche a una digitalizzazione diffusa in tutti i settori di mercato e sia a livello sociale sia individuale, con impatti continui sulle nostre interazioni quotidiane.

Accanto quindi a giusti obiettivi di contenimento costi, le aziende iniziano a guardare allo sviluppo e alla proposta tecnologica secondo modelli di maggiore responsabilità, sia nell’utilizzo interno aziendale sia nell’offerta sul mercato, per evitare contraccolpi sul fronte normativo, ridurre criticità nel rapporto con i propri clienti, attrarre nuove competenze e talenti, creare modelli che supportino un nuovo sviluppo di business.

Tra luglio e agosto 2022 sono stati coinvolti per questa indagine 550 senior executive e direttori di aziende operanti nei principali settori merceologici, a livello mondiale con fatturati annuali di almeno 500 milioni di dollari. Sono inoltre state effettuate interviste approfondite a responsabili di tecnologia all’interno di un significativo panel di aziende utenti del campione oltre ad esperti di gestione dati, data ethics, digital privacy, matematici, CTO, analisti delle strutture degli algoritmi, realtà aumentata e intelligenza artificiale.

Una sensibilità al tema molto alta

Definire il concetto di tecnologia responsabile non è banale. Può considerarsi l’insieme di elementi tecnologici hardware, applicazioni software e prodotti analogici diventati smart, integrato con riferimenti culturali e valori umani rispettosi di alcuni aspetti oggi vitali nell’utilizzo digitale (per esempio, la protezione dei dati e la privacy), favorendo la massima inclusività. 

In questo sviluppo tecnologico è, pertanto, essenziale evitare che vi siano velocità diverse di accesso, potenziali discriminazioni, condizionamenti occulti, vantaggi e svantaggi intrinseci alla struttura stessa del prodotto e alla sua diffusione, in modo che garantisca un utilizzo ottimale anche sul piano etico. Non semplice!

A oggi le aziende, prima di tutto per salvaguardarsi, vedono in un utilizzo tecnologico rispettoso di quanto definito dalle normative il proprio riferimento primario (59%) ma è importante notare come la sensibilizzazione su questo tema sia già molto alta in chiave di sviluppo business: per il 73% del campione l’importanza assegnata a questo tema in un futuro prossimo è analoga agli aspetti di business o finanziari. 

Più di un utente ritiene, infatti, che la guida normativa non sia sufficiente a garantire che i processi di implementazione e diffusione tecnologica assicurino un pieno rispetto etico e non nascondano, anche inconsapevolmente, elementi di discriminazione.

Le ragioni per un approccio tecnologico responsabile

Ma quali sono le principali motivazioni delle aziende nel perseguire un approccio responsabile alle tecnologie? 

Ben il 52% lo vede come il driver primario per migliorare la percezione della propria azienda sul mercato. 

Segue la motivazione di essere sempre più attrattivi per investitori e partner (49%) e dalla possibilità (43%) di riuscire a innescare un “circolo virtuoso” con il mercato che consenta di sviluppare prodotti sempre più inclusivi e adatti ai propri clienti. 

Considerando il livello “executive” dei rispondenti, si può quindi desumere come questo tipo di approccio possa già oggi essere potenzialmente attuato dai business leader per indirizzare verso obiettivi di inclusività, tecnologie responsabili e sostenibilità le proprie strategie aziendali.

Interessante sottolineare un importante aspetto psicologico che riguarda le giovani generazioni in ingresso oggi nel mondo del lavoro: esiste, oltre alle giuste aspettative economiche, un idealismo legato alla partecipazione alla mission dell’azienda per cui si lavora, dove non solo il tema del profitto e del business viene considerato predominante.

Per esempio secondo Linda Leopold, responsabile dell’area AI & Data di H&M Group, testimonial citata nel Report: “Una AI etica unita a modalità corrette sono oggi uno dei fattori attrattivi per giovani talenti e devono essere diffuse dal basso all’interno delle organizzazioni, garantendo globalmente lo stesso livello di priorità di utilizzo”. 

Ralf Sigmund, responsabile tecnologico di Moia, un’azienda tedesca che si occupa di mobilità condivisa dice: “Abbiamo circa 217 persone che lavorano al disegno, sviluppo e produzione di servizi in Moia; tutti hanno accettato il lavoro soprattutto per essere parte di una mission che vede la tecnologia come strumento per cambiare e migliorare lo stato delle cose”. 

Una priorità che viene confermata dalla quarta voce di scelta dal campione per motivare l’adozione di uno sviluppo tecnologico responsabile: ben il 42% ha l’obiettivo di rafforzare la fidelizzazione dei propri dipendenti e mantenere alto l’interesse dei propri talenti.

Attenzioni, rischi e problemi

Il tema delle tecnologie responsabili non è filosofico bensì si concretizza in una serie di “practice” ben precise da seguire per evitare una serie di problemi e il raggiungimento di determinati obiettivi di cui le imprese sono ben consapevoli. 

Tra le priorità da dare a queste tecnologie vi è ad esempio un disegno che garantisca accessibilità semplice e inclusività (57%), rispetto di data privacy e security, sostenibilità ambientale e, interessante da notare in relazione alla diffusione di tecnologie smart sempre più embedded nei prodotti, l’eliminazione dei “bias” negli algoritmi di Intelligenza Artificiale, cioè di tutte quelle potenziali discriminazioni che i sistemi di machine learning all’interno di soluzioni di AI, possono autonomamente determinare nella correlazione e apprendimento di determinati data set, indipendentemente dalla volontà di chi ha inizialmente progettato il sistema.

Un accenno, infine, ai problemi che, in questo caso, sono spesso di natura più sfumata e che devono essere affrontati secondo prospettive più ampie, di tipo culturale, soprattutto. 

Ecco infatti, come voce primaria nelle barriere da superare per lo sviluppo di tecnologie responsabili, la mancanza di consapevolezza nei livelli senior delle organizzazioni aziendali (52%), una resistenza al cambiamento che potremmo definire strutturale a ogni processo di innovazione (46%) e la scarsa attenzione alle tecnologie responsabili (35%).

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