Automatizzare l’It con intelligenza artificiale e predittività

Ansible Automation Platform si amplia con le soluzioni Lightspeed ed Event-Driven che portano l’Ai e modalità proattive nei processi di automazione, semplificando il lavoro dei futuri automation architect

Automatizzare. Una delle parole chiave per il futuro dell’It secondo Red Hat è questa. Per trasformare la parola in azione la soluzione per la società americana è Ansible Automation Platform. Perché l’automazione per Red Hat è così importante? Perché può diventare uno strumento per accelerare il business delle aziende che ne fanno, faranno, uso, soprattutto alla luce dei prossimi sviluppi di questa piattaforma che vedono arrivare l’intelligenza artificiale a supporto del lavoro dell’automation architect. Figura professionale con il compito di gestire i processi di automazione, già presente all’estero, mentre in Italia deve ancora prendere piede, che deve avere competenze per comprendere come automatizzare i processi e scrivere il codice necessario per farlo. Purtroppo sul mercato queste competenze mancano e allora l’arrivo di Ansible Lightspeed con Ibm Watson Code Assistant può essere la soluzione a questo tipo di problema.

Ansible Automation Platform

Si tratta di un servizio di intelligenza artificiale generativa in grado di aiutare le figure inesperte a gestire i processi, mentre quelle esperte saranno sgravate dalle attività a basso valore. L’obiettivo di questo software, al momento in technology preview, sarà quello di generare codice Yaml per la creazione o modifica dei Playbook Ansible attraverso l’utilizzo di un linguaggio naturale, ma potrà fare anche il contrario, cioè leggere il codice Yaml descrivendo in linguaggio naturale le azioni programmate. Una soluzione per rendere più semplice l’adozione di Ansible Automation Platform, così da poter usufruire dei vantaggi portati dall’automazione in modo naturale e senza troppe complessità. Questa piattaforma si inserisce in qualunque architettura, locale, cloud o ambienti ibridi, ed è dotata di migliaia di moduli che le consentono di interagire con prodotti di terze parti e può così automatizzare azioni che riguardano hardware e software, dalla creazione di macchine virtuali alla gestione dei desktop, dalla creazione di utenti alla allocazione di spazio aggiuntivo per un database, passando per la gestione del networking.

Secondo Red Hat l’automatizzazione si deve applicare anche in modo proattivo, la piattaforma di automazione deve riuscire ad anticipare le richieste e le necessità della struttura, per questo ha reso disponibile Event-Driven Ansible. Una soluzione capace di velocizzare la risposta ai problemi in grado anche di prevenirli. Event-Driven raccoglie informazioni da tool di terze parti, tenendo così sotto controllo tutta l’architettura, e le utilizza per determinare le azioni da compiere successivamente: tutto questo senza necessità di intervento umano nel processo, a meno che non sia richiesto. Gli operatori dovranno creare le regole d’intervento, stabilire le soglie di allarme e le azioni necessarie. Nel momento che le condizioni programmate vengono soddisfatte viene eseguita in automatico l’azione desiderata attraverso Ansible Playbooks o dei moduli di esecuzione diretta. È possibile anche concatenare più eventi creando azioni di automazione più complesse e intervenire prima dell’apertura di un ticket. Anche in questo caso non ci sono limiti alle potenzialità d’intervento, diventa possibile intervenire a ogni livello della infrastruttura automatizzando gli interventi più comuni e anche quelli straordinari.

Il percorso tracciato da Red Hat sull’automazione come elemento portante per le realtà del futuro è chiaro. L’obiettivo è semplificare le operazioni a basso valore aggiunto, ma anche operazioni più complesse, così da restituire tempo e forza lavoro ai team It, e non solo, per operare su attività a più alto valore. Lavorare sui processi di automazione coinvolge non solo l’It, ma anche gli altri dipartimenti, i risultati migliori si possono ottenere attraverso la collaborazione tra tutte le anime dell’azienda. In fondo Red Hat nasce proprio dalla collaborazione e fa della collaborazione, tipica del mondo Open Source, uno dei suoi elementi distintivi.

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