Nel futuro, spazio a aeroponica e idroponica

Grazie all’utilizzo di sensori IoT, software specifico e robotica si aprono nuove opportunità con colture che non consumano suolo

Una nuova frontiera per il mondo agricolo sono le coltivazioni urbane o in strutture che non consumano ulteriore suolo. Il vertical farming, l’idroponica e l’aeroponica permettono di sfruttare al meglio vecchi container, recuperare aree industriali dismesse e spazi urbani periferici e non solo. Si tratta di soluzioni per coltivare un’ampia varietà di vegetali in un ambiente tecnologicamente avanzato, che sfrutta le potenzialità dei sensori IoT (Internet of Things), dell’Intelligenza Artificiale e della robotica. 

La startup torinese Agricooltur ha progettato e brevettato Aerofresh, un sistema di agricoltura aeroponica. Si tratta di una soluzione capace di ridurre molto il consumo idrico, irrorando quando è necessario le radici delle piante con miscele nutritive. Vengono coltivati tipicamente degli ortaggi (diversi tipi di insalate), erbe aromatiche, fragole e così via. Questa soluzione sarà oggetto di studio dagli studenti del Ciofs-Fp Piemonte, scuola che ha aderito al progetto Edu Farm di Agricooltur. Nelle sedi di Nizza Monferrato (Asti), Casale Monferrato e Tortona (Alessandria), gli alunni potranno scoprire e conoscere gli strumenti e le tecniche necessarie per conoscere l’agricoltura aeroponica.

Robot per curare l’insalata 

Molte realtà, specialmente nel Nord Europa, stanno lavorando a questo tipo di soluzioni che grazie a una rete di sensori IoT consente di controllare tutti i parametri necessari alla crescita delle piante, come l’illuminazione, l’umidità ambientale, l’acqua utilizzata, il posizionamento delle piante nella struttura. Ci sono progetti di idroponica che permettono anche la pescicoltura nei canali dove le piastre di coltivazione sono inserite. L’utilizzo di robot, specialmente in strutture di certe dimensioni, permette di automatizzare molte delle operazioni, come l’irrorazione delle radici o lo spostamento delle piastre nelle posizioni richieste per la crescita ottimale e la raccolta. La danese Seasony ha creato Watney, un robot modulare che permette diverse operazioni logistiche all’interno delle vertical farming in modo autonomo, inoltre è pensato per raccogliere dati e immagini da inviare a sistemi di AI che gestiscono e controllano l’andamento della crescita. L’italiana Vdn sta sperimentando molte soluzioni in questo ambito e sta collaborando con diversi istituti e università per creare figure tecniche in grado di sfruttare al meglio queste soluzioni nel prossimo futuro perché l’agricoltore di domani deve avere anche competenze IT.

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