Il cloud: non una scelta, un’esigenza

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Senza innovazione non è possibile pensare di competere nell’attuale contesto di mercato. E non si può parlare di innovazione senza cloud. Il cloud è l’unico modello capace, non solo di abilitare la trasformazione digitale, ma di ridefinire i modelli di business delle aziende di ogni dimensione attraverso nuove modalità d’interazione con l’utente finale, la possibilità di dispiegare applicazioni e servizi agili ai ritmi imposti dal mercato e la capacità di rispondere ai dettami di connessione dell’IoT e dell’Industria 4.0. Inoltre, risponde alle problematiche delle aziende di aggiornare costantemente l’infrastruttura tecnologica, di aumentare la flessibilità, abilitare la mobilità, individuare e proteggersi dalle minacce, di avere una previsione definita dei costi tecnologici e di ovviare alla carenza di risorse competenti e specializzate. Per questa ragione il cloud non si può più considerare una scelta, ma un’imprescindibile esigenza che deve attraversare ogni decisione tecnologica e ogni strategia di business. Secondo le previsioni di McKinsey (Cloud Adoption – A Transformative Digital Solution Whitepaper, 2022) il 95% dei nuovi workload sarà distribuito su piattaforme cloud-native mentre, entro il 2024, l’85% delle aziende adotterà il principio cloud-first ovvero considererà come prima scelta l’opzione cloud a fronte di qualsiasi nuova decisione tecnologica.

Le aziende italiane sembrano aver compreso questo trend e, secondo dati Istat (Report Imprese e ICT, 2021), il 51,9% delle aziende del nostro Paese implementa già almeno un servizio cloud di livello intermedio (tipo ERP, CRM, contabilità) o avanzato (servizi quali hosting database, sicurezza, analytics, test applicativo).

L’approccio più idoneo per pianificare una migrazione verso il cloud è di procedere per step partendo sempre da un assessment per stabilire quale tipologia di modello sia la più idonea per ogni processo o applicazione. Per il prossimo futuro, il modello di riferimento sarà prevalentemente ibrido con la coesistenza di Private cloud e Public cloud. Il Public cloud si sta affermando, anche in Italia, come il principale modello di rilascio di servizi IT. Secondo Gartner (dati di ottobre 2022) la spesa mondiale degli utenti finali per i servizi cloud pubblici crescerà del 20,7% nel 2023 mentre la società di analisi IDC stima per il 2023 che in Italia la spesa aziendale per i servizi di cloud pubblico crescerà del 21,7% arrivando a sfiorare i 5,4 miliardi di euro. Di questi circa 3,24 miliardi sarà associato alla modalità Software as a Service: un dato che non sorprende considerando che la migrazione della componente applicativa è ciò che più favorisce l’evoluzione del modello di business.

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Riccardo Florio
Riccardo Floriohttp://www.riccardoflorio.it
Laureato in Fisica, ricercatore, tecnologo, giornalista iscritto all'Ordine, utilizza i computer dal 1980 e da oltre vent'anni opera nel settore dell'editoria IT. E' cofondatore e attuale general manager della media company Reportec ed è direttore responsabile delle riviste Direction e Partners. È coautore di innumerevoli libri, rapporti, studi e Survey nel settore dell’ICT.

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