Internet of Things, un mercato in costante crescita

Ogni italiano ha più di due dispositivi IoT, ce ne sono oltre 120 milioni nel nostro Paese, e il giro d’affari supera gli otto miliardi nel 2002. Il futuro di questo settore è tutto da scrivere, ma è ricco di opportunità

Stiamo vivendo in una società sempre più connessa, ma non si parla di cellulari e app, bensì di tutto il resto, dell’Internet delle cose, Internet of Things (IoT), che sta diventando sempre più pervasivo.

Internet of Things (IoT)

Oggi è un mercato che vale in Italia 8,3 miliardi di euro nel 2022, con una crescita del 13 per cento rispetto al 2021. Mercato che nel 2015 valeva circa 2 miliardi. Questo dato è emerso durante il convegno Internet of Things tra continuità e innovazione organizzato dell’Osservatorio Internet of Things dalla School of Management del Politecnico di Milano. L’evento ha evidenziato come il mondo IoT sia variegato, tanto che nel 2022 in Italia si sono contanti 124 milioni di oggetti connessi, circa 2,1 per ogni abitante, e non fanno parte del conteggio le smart tv e i dispositivi per la demotica e quelli indossabili. Numeri importanti che collocano il nostro Paese in media con il resto del mondo ed evidenziano come l’Internet delle cose è un mercato in costante crescita ed evoluzione.

Solo il settore delle Utility (Smart Metering e Smart Asset Management) dà segni di saturazione e il momento della sostituzione non è ancora vicino, tutti gli altri campi di applicazione dell’IoT sono invece in espansione e per alcuni l’orizzonte è sgombro di ostacoli. Anzi, tutti i player coinvolti, stanno guardando con molta attenzione l’evoluzione delle tecnologie 5G e la creazione di reti private basate su questa tecnologia. Le potenzialità che il 5G Nr-Light offre nella realizzazione di dispositivi IoT che si integreranno con le tecnologie Lte-M e Nb-IoT – le attuali soluzioni per realizzare Lpwa (Low power wide area) – sono pressoché infinite. Attraverso questa evoluzione, la cui strada è segnata, si possono pensare nuovi servizi, capaci di modificare profondamente l’accesso alla tecnologia e al suo utilizzo. Alcune idee sono già applicate nell’ambito delle Smart Car, dove aggiornamenti e attivazione di nuove funzionalità avvengono senza dover andare in officina, ma tutti gli ambiti possono usufruire di questa evoluzione.

Cambiano i modelli di business

È sempre più vicina e reale la creazione di un modello di business di servizi e di tecnologie pay-per-use dove si paga solo quello che si utilizza e che serve estesa a tutto quello che ci circonda. Le opportunità sulla carta ci sono, devono essere però trasformate in realtà. Dalla ricerca svolta dall’Osservatorio Internet of Things è emerso come gli incentivi abbiamo svolto un ruolo importante nell’avviare progetti IoT, sia nelle grandi realtà sia nella Pmi e anche nell’ambito privato con gli ecobonus e il 110% nello Smart Building e Smart Home. Incentivi che non saranno infiniti, ma che sono, ancora, necessari.

Il Pnrr è una opportunità per tutto il settore, in particolare per quello energetico e le Smart Grid, ma fondi sono disponibili anche per i comparti Smart Factory per innovare i sistemi produttivi, Smart City per la transizione digitale delle città e Assisted Living per l’attivazione di programmi di assistenza domiciliare. I miliardi in gioco sono molti, un’occasione da non lasciarsi scappare.

Competenze: un gap ancora da colmare

Un ostacolo da superare per tutti è quello delle competenze; molti progetti non prendono il via perché mancano le figure in grado di capire e spiegare, specialmente nel mondo della Pmi, le opportunità e i vantaggi che derivano dall’adozione di soluzioni IoT. Internet of Things è un mondo in costante evoluzione, tocca tutti gli aspetti della società da quelli produttivi al sociale. Viene prodotta una notevole mole di dati che se utilizzati in modo corretto possono aiutare a trovare soluzioni in grado di impattare in modo positivo sulla qualità della vita.

Il futuro è ancora da scrivere, ma le premesse sono interessanti.

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