L’eterna giovinezza nel mondo dell’intrattenimento

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Le innovazioni in campo visivo e sonoro, grazie all’AI e ad altre tecnologie digitali, stanno riscrivendo le regole dell’arte e dell’intrattenimento, portando il settore verso orizzonti sempre più ampi e sorprendenti. Queste tecnologie, infatti, non solo cambiano il modo in cui i contenuti vengono prodotti, ma anche come vengono percepiti dal pubblico. In altre parole, l’AI non si limita alla riproduzione di immagini e suoni realistici ma apre nuove possibilità nella narrazione e nella rappresentazione visiva, ridefinendo i confini tra realtà e finzione e permettendo di esplorare scenari che una volta erano considerati impossibili.

Tra gli esempi più recenti e straordinari di questa tecnologia troviamo la nuova canzone “Now and then” dei Beatles, un evento che ha suscitato un’emozione incredibile. Gli ingegneri del suono hanno impiegato l’AI per isolare dal pianoforte e parzialmente ricostruire la voce di John Lennon da una vecchia cassetta demo degli anni settanta, creando così una traccia inedita che conserva l’essenza e lo stile inconfondibile del gruppo britannico.

Nel mondo del cinema e degli spettacoli, l’intelligenza artificiale non è solo uno strumento per creare illusioni convincenti ma anche un mezzo per portare le idee più audaci alla realtà, offrendo al pubblico esperienze sempre più coinvolgenti e immersive

Una delle tecnologie più significative in questo ambito è il “Deep Learning”, una sottocategoria dell’intelligenza artificiale che si basa su reti neurali complesse. Queste reti imparano da enormi quantità di dati visivi, permettendo di modificare le immagini in modo finora inimmaginabile. Un esempio emblematico di questa tecnologia si trova nel film “The Irishman” di Martin Scorsese, dove il deep learning ha permesso di ringiovanire digitalmente Robert De Niro e Al Pacino studiando migliaia di immagini degli attori e imparando a ricreare le loro caratteristiche facciali in diverse età. Questo non solo ha permesso di raccontare storie in diversi arco temporali ma ha anche stabilito un nuovo standard per il realismo visivo.

Le Generative Adversarial Networks rappresentano un’altra frontiera della tecnologia di elaborazione delle immagini, apprendendo a riconoscere e replicare dettagli e tratti caratteristici con un livello di precisione senza precedenti. Queste reti neurali sono state impiegate in produzioni come “Gemini Man”, in cui Will Smith sfida una versione più giovane di sé stesso.

Un altro caso significativo è “Indiana Jones e il quadrante del destino”, dove l’uso di tecniche di CGI avanzate e l’impiego dell’AI ha permesso di superare le limitazioni fisiche legate all’età degli attori, regalandoci un Harrison Ford nella piena gioventù del suo iconico personaggio.

L’AI sta avendo un ruolo importante anche nel restauro di film storici e tecniche di apprendimento automatico e restauro digitale sono state impiegate per ripristinare film danneggiati, migliorandone la qualità visiva e sonora. Esempi di questo possono essere trovati nel restauro di classici cinematografici come quelli di Charlie Chaplin.

Nel campo dei concerti, gli avatar olografici stanno creando nuove esperienze per il pubblico. Il grande Elvis Presley sarà presto protagonista di un “tour postumo dal vivo” sotto forma di ologramma, grazie a tecnologie avanzate di proiezione e animazione con movimenti ricreati grazie all’AI.

Il futuro dell’intrattenimento sembra quindi orientarsi verso un mondo in cui personaggi reali e virtuali diventano indistinguibili aprendo la porta a nuove forme di espressione artistica e a esperienze immersive per il pubblico.

Forse Harrison Ford vestirà ancora i panni di Indiana Jones nel 2100, ma per ora ci accontentiamo di una nuova canzone dei Beatles e del tour di Elvis Presley, sperando in un nuovo film di Marilyn Monroe.

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Riccardo Florio
Riccardo Floriohttp://www.riccardoflorio.it
Laureato in Fisica, ricercatore, tecnologo, giornalista iscritto all'Ordine, utilizza i computer dal 1980 e da oltre vent'anni opera nel settore dell'editoria IT. E' cofondatore e attuale general manager della media company Reportec ed è direttore responsabile delle riviste Direction e Partners. È coautore di innumerevoli libri, rapporti, studi e Survey nel settore dell’ICT.

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