Concept Car

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Cosa è una Concept Car? Con questa locuzione s’intende un prototipo di autovettura destinato a definire un nuovo concetto di utilizzo oppure l’attuale limite raggiungibile dalla tecnica, magari senza tenere conto dei vincoli imposti dai correnti standard produttivi o normativi.

Normalmente, le Concept Car vengono sviluppate per mostrare nuovi elementi funzionali (sicurezza, consumi, ergonomia, aerodinamica, tipo d’impiego) o stilistici (offrendo una visione degli stilemi nel futuro linguaggio visivo di una casa automobilistica). Raramente una concept car arriva alla produzione di massa, perlomeno nella sua veste originale. In alcuni casi, i prototipi rimangono esercizio di stile. In altri, vengono presi come modello per l’esecuzione di futuri veicoli con le modifiche necessarie per ottenere risultati in termini di gradimento, ma soprattutto di costi e omologabilità.

Le Concept Car vengono quindi realizzate come prefiguratrici per nuovi modelli o per mostrare soluzioni di design o tecnologie avanzate che potranno essere adottate nella futura produzione. L’esposizione nei saloni di questi prototipi, anche in veste di maquette (diventando una sorta di selfie point 😊) consente al costruttore di valutare il gradimento mediante le reazioni del pubblico e della stampa. Queste auto dallo stile spiazzante, che appaiono moderne e magiche sono in netto contrasto con le auto in vendita.

Perché investire su una Concept Car, se si tratta di modelli non destinati ad andare in produzione? Innanzitutto perché le case automobilistiche hanno bisogno che il loro prodotto appaia elegante. Inoltre, queste fanno sembrare vecchie le auto in vendita, creano una sorta di pressione sociale che invita a considerare di sostituire l’attuale auto (anche se va benone) per stare al passo con le tendenze. E così, ogni anno, le auto sono un po’ diverse. Non molto nelle prestazioni. Piuttosto nel modo in cui appaiono e vengono proposte.

Al contempo, però, i consumatori sono riluttanti ad acquistare un’auto nuova. È un acquisto importante, che impegna risorse, che deve durare nel tempo. Non è come comprare vestiti economici che accettiamo che vadano di moda anche solo per una stagione. Le case automobilistiche non pensano però che vi precipiterete a casa dopo il salone e rottamerete la vostra attuale auto. Le concept car sono piuttosto un’affermazione di forza e di stile: “Ecco dove pensiamo di andare, grazie per l’attenzione! Voi che amate le auto, ditelo ai vostri amici. Siamo qui per intrattenervi, divertirvi, entusiasmarvi. Sappiamo che questa auto appare oggi stravagante, ma parlandovi con continuità delle sue caratteristiche, magari per alcuni anni, quando arriverà sul mercato vi suonerà familiare”. Insomma, le case automobilistiche stanno normalizzando i progressi del design, rendendolo sicuro e accettabile nel tempo.

E le nostre aziende?

Come immaginate, questo paradigma non funziona solo per le auto. Ogni volta, l’innovazione che un’organizzazione porta sul mercato non viene adottata istantaneamente e universalmente. Mentre ci sono persone che ottengono soddisfazione, status e risultati abbracciando le novità più trendy (sono i primi a muoversi, li chiamano gli “early adopter”), la maggior parte dei clienti preferisce aspettare che si possano presentare loro credibili referenze e casi di successo. Questi clienti vedono poco vantaggio nell’investire in attività pionieristiche, muovendosi per primi e correndo il rischio di fallire. Non perché sia sbagliato muoversi in anticipo (gli early adopter pensano esattamente il contrario!), però la maggioranza dei clienti non ama correre rischi. Pensano che il fornitore, potrebbe non avere un gran successo e, magari, abbandonerà il prodotto lasciando i clienti senza manutenzione. Oppure che il prodotto si dimostrerà poco solido a lungo andare. Oppure in futuro usciranno modelli più sofisticati. Oppure, in caso di successo, ci sarà un calo dei costi grazie alle economie di scala e se ne potrà approfittare.

È quindi inutile (salvo che non siate un brand affermato e totalizzante che, qualsiasi cosa faccia, ha a disposizione un pubblico adorante; Ma di aziende di questo tipo ce ne sono pochissime al mondo!) sperare che il vostro prodotto abbia immediato successo. Qualsiasi nuova idea, prima di essere accettata dalle masse, deve potere beneficiare di un’anteprima che contemporaneamente delizi i nerd e prepari il mercato per quello che verrà.

E allora disegnate la vostra Concept Car

Che servizi fornirete tra 2-4 anni? Il vostro mix sarà quello attuale? Molto difficile. In 2-4 anni chissà cosa può succedere. Meglio quindi progettare un trend e proiettarlo in avanti. Meglio parlare tutti i giorni ai clienti delle vostre future innovazioni (non solo parlare: anche dimostrare, ovviamente). Questo vi consentirà di scaldare i cuori degli early adopter, al contempo rassicurando gli altri sul fatto che siete azienda solida, innovativa e capace di precedere e guidare il futuro. Così facendo, creerete e comunicherete una cultura dell’innovazione e normalizzerete il vostro progresso, rendendolo sicuro e prevedibile nel tempo.

Dov’è la vostra Concept Car? Ne vogliamo parlare?

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Primo Bonacina
Primo Bonacina
Bergamasco di nascita (1961), bresciano di adozione e internazionale per professione, si occupa da sempre di IT e Digitale. Primo in ordine temporale a laurearsi (1984) presso la neocostituita Facoltà di Informatica di Milano ha operato con ruoli di responsabilità crescente per aziende multinazionali dell’IT, tra cui Olivetti, 3Com, Tech Data, Microsoft e Acer. Nel 2014 ha creato un’attività di servizi e consulenza commerciale, marketing, HR e imprenditoriale, PBS – Primo Bonacina Services. Nel 2019, assieme a Matteo Ranzi, ha co-fondato e dirige RADIO IT e Podcast Italia Network.

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