Data center, in Italia la potenza installata triplicherà entro il 2030

Secondo lo studio AGICI, entro il 2030 la capacità dei data center italiani triplicherà, con oltre 18 miliardi di euro di investimenti e un impatto economico significativo sul sistema energetico nazionale.

Secondo lo studio di AGICI “Scenari di mercato dei data center: prospettive per il sistema energetico e la competitività italiana”, la capacità installata dei data center in Italia è destinata a passare dagli attuali 600 MW a 2 GW nei prossimi cinque anni. Un’evoluzione che potrebbe generare oltre 18 miliardi di euro di investimenti in tecnologie IT, 70mila nuovi posti di lavoro e un impatto sul PIL stimato tra i 17 e i 28 miliardi di euro.

Lo studio, presentato all’Università degli Studi di Bergamo, analizza le prospettive del settore in un’Europa dove la domanda di infrastrutture digitali cresce a ritmo sostenuto, spinta da intelligenza artificiale, cloud e Internet of Things. Il mercato europeo dei dati, valutato in circa 1.000 miliardi di euro al 2030, è trainato dalla Germania, ma l’area mediterranea sta emergendo come nuova area di sviluppo, con Italia e Spagna in rapida ascesa.

L’Italia dispone di condizioni favorevoli: aree industriali da riconvertire, una rete elettrica moderna, ampia disponibilità di energia rinnovabile e collegamenti sottomarini di rilievo. Tuttavia, lo studio evidenzia la necessità di evitare un’eccessiva concentrazione geografica delle nuove infrastrutture: oggi metà delle richieste di connessione, pari a 55 GW, si concentra in Lombardia, con 7 GW solo nell’area milanese.

Per AGICI, la sfida è distribuire gli investimenti su tutto il territorio e integrare la crescita del comparto con la pianificazione energetica nazionale. La domanda elettrica legata ai data center è destinata a salire da 7 TWh nel 2024 a 20 TWh nel 2030, pari a circa il 6% dei consumi nazionali. Da qui l’importanza di una governance nazionale e di un approccio coordinato tra operatori energetici e industria digitale.

Le sinergie con le utility, sottolinea lo studio, possono ridurre l’impronta carbonica e generare nuovi modelli di business fondati sul riutilizzo dell’energia termica prodotta dai data center. Si tratta di un ambito che può dare impulso anche a settori complementari come edilizia, ICT e manutenzione.

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Stefano Clerici, Consigliere Delegato di AGICI

I data center, secondo Stefano Clerici, Consigliere Delegato di AGICI, sono una leva strategica per la crescita economica e l’innovazione del Paese. Perché questa opportunità generi benefici duraturi, “serve una pianificazione che assicuri una distribuzione equilibrata delle infrastrutture e una politica industriale organica”.

Come sottolineato da Gianluca Pratesi, direttore advisory di AGICI, il mercato dei data center è in forte espansione, ma la crescita non basta se non è coordinata con la transizione energetica. “Servono partnership industriali e un’integrazione multi-livello per rendere sostenibile lo sviluppo e attrarre investimenti internazionali”.

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