Per i cyber criminali, i dispositivi di stampa rappresentano un ottimo punto di accesso alla rete e ai dati aziendali. Lo confermano i dati. Secondo la ricerca Print Security Landscape 2025, condotta da Quocirca nei mesi di maggio e giugno presso 400 responsabili IT, nell’ultimo anno il 56% delle aziende ha riportato almeno una perdita di dati legata alla stampa. Lo studio ha evidenziato poi un importante divario tra chi deve gestire un parco macchine di un singolo fornitore e chi invece ha una flotta multi-fornitore: questi ultimi hanno quasi il doppio delle probabilità di segnalare interruzioni dell’attività a seguito di una violazione legata alla stampa. Violazione che costa in media 715.000 euro per le aziende che si affidano a un unico fornitore, mentre supera 1 milione di euro per quelle con flotte multi-fornitore.
A fronte di questo panorama, l’83% dei decisori IT prevede un aumento della spesa per la sicurezza della stampa nei prossimi mesi. L’86% ritiene però che sia importante che i produttori dotino le loro apparecchiature di funzioni che aiutino a proteggere i dispositivi in modo più efficace da eventuali compromissioni.
In tal senso, Brother ha integrato architetture di difesa basate sulla stratificazione. L’approccio Triple Layer Security proposto si basa sulla protezione simultanea di tre aree fondamentali – il dispositivo, il documento e la rete – così da garantire che la confidenzialità, l’integrità e la disponibilità del dato siano mantenute in ogni fase, dalla generazione del file fino alla sua materializzazione cartacea. Tale approccio olistico mira a blindare l’intero workflow di stampa.
Sicurezza del dispositivo
La protezione efficace di una stampante o di un multifunzione inizia dal dispositivo stesso, che deve essere considerato un elemento strategico dell’infrastruttura informatica. La prima linea di difesa consiste nella gestione delle credenziali: l’uso della password predefinita è uno dei vettori di attacco più diffusi, perché consente l’accesso diretto alle impostazioni di configurazione, alle funzioni di rete e in alcuni casi anche ai documenti temporaneamente archiviati. Brother permette di impostare credenziali complesse e applicare politiche di rinnovo periodico per ridurre in modo significativo la probabilità di compromissione.
Un ruolo altrettanto importante è svolto dal controllo granulare delle funzioni. Attraverso strumenti come il Secure Function Lock è possibile assegnare privilegi diversi ai singoli utenti, garantendo che solo chi è autorizzato possa utilizzare funzioni come copia, scansione o invio verso e-mail.
Poiché i multifunzione archiviano temporaneamente dati sensibili nella memoria interna, l’assenza di una cancellazione sicura espone al rischio di recupero forense. Le funzioni di secure delete usate da Brother sovrascrivono ripetutamente la memoria, garantendo che nessuna informazione possa essere ricostruita. La protezione del firmware è un ulteriore pilastro: installando aggiornamenti e patch in modo regolare è possibile chiudere vulnerabilità note e prevenire attacchi basati su exploit specifici del modello. I dispositivi Brother verificano automaticamente l’autenticità e la legittimità del firmware e avvisano non appena è disponibile una nuova versione.
Sicurezza della rete
Una stampante connessa è un punto d’accesso alla rete aziendale e deve essere protetta con lo stesso rigore degli altri endpoint. La cifratura del traffico rappresenta la base della sicurezza del canale di comunicazione. Brother utilizza HTTPS per la gestione via browser così da garantire che i dati di configurazione non possano essere intercettati, mentre SNMPv3 consente un monitoraggio sicuro e autenticato. Disattivare protocolli non cifrati o obsoleti è essenziale per limitare le superfici d’attacco e impedire manomissioni a distanza.
Il controllo a livello di rete passa anche attraverso il filtro degli indirizzi IP, che permette di definire in modo preciso quali dispositivi possano dialogare con la stampante. Questo meccanismo è utile soprattutto in reti complesse, in cui è necessario mantenere rigorosamente separati gli ambienti sicuri da quelli aperti o non presidiati. Nel caso di connessioni wireless, Brother usa protocolli come WPA2 o WPA3, insieme a password robuste e regolarmente aggiornate, per proteggere da tentativi di accesso non autorizzato e da attacchi di intercettazione. In questo modo, il percorso dei documenti dalla workstation al dispositivo rimane protetto da eventuali intrusioni.
Sicurezza dei documenti
Il momento in cui un documento diventa cartaceo è uno dei punti più critici per la protezione dei dati. Molte violazioni avvengono quando un file riservato viene lasciato nel vassoio di uscita, dove può essere visualizzato o prelevato da personale non autorizzato: Gartner ha riscontrato che per il 38% dei responsabili IT i documenti stampati lasciati incustoditi o non protetti hanno comportato la violazione di sicurezza più significativa.
La stampa protetta di Brother mitiga tale rischio: il documento resta memorizzato nel dispositivo ma non viene stampato finché l’utente non si autentica, per esempio tramite PIN. Questo semplice accorgimento riduce drasticamente il rischio di divulgazione involontaria.
I sistemi dotati di tecnologie di autenticazione tramite NFC introducono ulteriore praticità e sicurezza. L’utente può identificarsi rapidamente con un badge aziendale, velocizzando il processo e garantendo un’elevata affidabilità nell’associazione dei job alla persona corretta. La restrizione per nome utente rappresenta una soluzione efficace anche in ambienti in cui non si utilizzano badge, poiché lega ogni stampa all’account con cui è stata inviata.
Tutte queste misure adottate da Brother si integrano in un approccio orientato alla tracciabilità, fondamentale per dimostrare la conformità al GDPR e alle policy interne. La registrazione di tutte le attività, dagli accessi agli errori fino alle funzioni utilizzate, consente agli amministratori di verificare la correttezza dei comportamenti e identificare tempestivamente eventuali anomalie.
La strategia multilivello di Brother permette di trasformare le stampanti da potenziale punto debole a solido elemento della difesa aziendale, garantendo protezione completa lungo l’intero ciclo di vita del documento.

