Siamo sempre più disinvolti a digitare sul nostro smartphone password e codici, magari connessi a reti di esercizi pubblici non protette o davanti a sguardi indiscreti. In vacanza è ancora più facile abbassare la guardia: è più facile distrarsi mentre siamo in viaggio, lontani da casa e alle prese con nuove abitudini. Ma i cyber criminali sono sempre in azione, confermano gli esperti di Clusit, Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica.
Di seguito 5 punti di attenzione per trascorrere ferie cyber sicure, con un alert comune: prudenza nella condivisione di dati, informazioni, immagini.
- Foto e video, condividere responsabilmente
“In vacanza siamo sempre meno attenti – sottolinea Gabriele Faggioli, presidente Clusit – . Occorre ricordarsi che ogni foto o video che condividiamo, anche via messaggio, potrà essere usato e manipolato, magari con l’aiuto dei comuni strumenti di intelligenza artificiale. Bisogna pensare a ogni azione che compiamo e a ogni rischio, anche in momenti di divertimento e spensieratezza. I criminali non vanno in vacanza”.
Dello stesso parere anche Alessio Pennasilico, comitato scientifico Clusit: “Attenzione soprattutto a quel condividiamo sui social: dichiarare che la casa che appare nei mie post, in cui custodisco tra le altre cose i gioielli indossati nelle foto pubblicate, non sarà presidiata per i prossimi 15 giorni mentre sarò in una location esotica, potrebbe facilitare un po’ troppo la vita di ladri analogici che usano anche il digitale per scegliere le loro vittime”.
- L’AI ci aiuta… ma attenzione ai dati che forniamo
Con l’AI che diventa sempre più integrata nelle nostre vite, dobbiamo essere consapevoli delle implicazioni etiche e legali del trattamento dei dati, assicurandoci che vengano rispettate normative sulla privacy e che vengano adottate misure per prevenire abusi o fughe di informazioni sensibili. “L’intelligenza artificiale può aiutarci ad organizzare le nostre vacanze – spiega Alessio Pennasilico, comitato scientifico Clusit –. Bisogna fare però attenzione a quanti e a quali dettagli che ci riguardano condivideremo per le nostre ricerche. Non tutte le piattaforme li tratteranno allo stesso modo.
- Pagamenti cashless e smartphone, la distrazione è dietro l’angolo
Utilizzare il proprio dispositivo mobile per effettuare pagamenti può indurre a non prestare la dovuta attenzione alla sicurezza, come l’autenticazione a due fattori o la verifica delle transazioni. “Quando siamo in vacanza siamo più distratti, e spesso ci troviamo a fare pagamenti in condizioni non abituali. Il nostro smartphone è ormai custode dei nostri accessi alle informazioni personali, ai sistemi di pagamento, ai conti bancari: per questo è bene proteggerlo con un PIN o con l’impronta digitale, attivare gli avvisi bancari sulle operazioni di pagamento e, soprattutto, guardarli quando arrivano, in modo da poter bloccare eventuali operazioni fraudolente” chiosa Claudio Telmon, comitato direttivo Clusit.
- Le allucinazioni dell’Intelligenza Artificiale
L’intelligenza artificiale generativa, che include tecnologie come i modelli di linguaggio avanzati e la creazione di contenuti visivi, sta trasformando vari settori, dalla produzione di contenuti digitali all’arte e al design. Tuttavia, insieme ai suoi straordinari vantaggi, emergono pericoli significativi anche nelle nostre abitudini quotidiane come spiega Anna Vaccarelli, comitato direttivo Clusit: “Siamo ormai abituati a chiedere con disinvoltura risposte a curiosità, ma anche a questioni serie – a volte anche diagnosi mediche – alla cosiddetta Intelligenza Artificiale Generativa (ChatGPT, Gemini, Copilot, o altre). Bisogna fare molta attenzione alle risposte che otteniamo e verificarle con altre fonti o con esperti del settore perché può succedere, con maggiore frequenza di quanto non si creda, che l’IA “inventi” la risposta o la dia sbagliata. Le informazioni su cui si basa possono essere parziali o non corrette, e gli algoritmi possono essere tratti in inganno. Sono le cosiddette “allucinazioni” dell’Intelligenza Artificiale”.
5. I data breach ci riguardano
La violazione dei dati, o “data breach”, può avere gravi conseguenze per i consumatori, esponendo le loro informazioni personali e finanziarie a usi fraudolenti. “Quando sentiamo parlare di “data breach” (violazione dei dati) pensiamo a un evento lontano da noi, che non ci possa riguardare. Dobbiamo invece considerare che continuamente affidiamo i nostri dati in rete alla banca, alle strutture sanitarie, ai social, alle compagnie telefoniche, ai siti di e-commerce, al cloud… Questi soggetti e servizi proteggono i dati che gli affidiamo; tuttavia, non possono essere mai considerati sicuri al 100%. È per questo che dobbiamo agire con prudenza limitando al minimo indispensabile la diffusione dei nostri dati e informandoci sulle politiche di sicurezza di chi li raccoglie e sulle strategie di comunicazione agli utenti nel caso di violazione” illustra Anna Vaccarelli, comitato direttivo Clusit.

