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Clusit: 5 consigli per un’estate cyber sicura

Clusit: 5 consigli per un’estate cyber sicura

Siamo sempre più disinvolti a digitare sul nostro smartphone password e codici, magari connessi a reti di esercizi pubblici non protette o davanti a sguardi indiscreti. In vacanza è ancora più facile abbassare la guardia: è più facile distrarsi mentre siamo in viaggio, lontani da casa e alle prese con nuove abitudini. Ma i cyber criminali sono sempre in azione, confermano gli esperti di Clusit, Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica.

Di seguito 5 punti di attenzione per trascorrere ferie cyber sicure, con un alert comune: prudenza nella condivisione di dati, informazioni, immagini.

  1. Foto e video, condividere responsabilmente

“In vacanza siamo sempre meno attenti – sottolinea Gabriele Faggioli, presidente Clusit – . Occorre ricordarsi che ogni foto o video che condividiamo, anche via messaggio, potrà essere usato e manipolato, magari con l’aiuto dei comuni strumenti di intelligenza artificiale. Bisogna pensare a ogni azione che compiamo e a ogni rischio, anche in momenti di divertimento e spensieratezza. I criminali non vanno in vacanza”.

Dello stesso parere anche Alessio Pennasilico, comitato scientifico Clusit: “Attenzione soprattutto a quel condividiamo sui social: dichiarare che la casa che appare nei mie post, in cui custodisco tra le altre cose i gioielli indossati nelle foto pubblicate, non sarà presidiata per i prossimi 15 giorni mentre sarò in una location esotica, potrebbe facilitare un po’ troppo la vita di ladri analogici che usano anche il digitale per scegliere le loro vittime”.

  1. L’AI ci aiuta… ma attenzione ai dati che forniamo

Con l’AI che diventa sempre più integrata nelle nostre vite, dobbiamo essere consapevoli delle implicazioni etiche e legali del trattamento dei dati, assicurandoci che vengano rispettate normative sulla privacy e che vengano adottate misure per prevenire abusi o fughe di informazioni sensibili. “L’intelligenza artificiale può aiutarci ad organizzare le nostre vacanze – spiega Alessio Pennasilico, comitato scientifico Clusit –. Bisogna fare però attenzione a quanti e a quali dettagli che ci riguardano condivideremo per le nostre ricerche. Non tutte le piattaforme li tratteranno allo stesso modo.

  1. Pagamenti cashless e smartphone, la distrazione è dietro l’angolo

Utilizzare il proprio dispositivo mobile per effettuare pagamenti può indurre a non prestare la dovuta attenzione alla sicurezza, come l’autenticazione a due fattori o la verifica delle transazioni. “Quando siamo in vacanza siamo più distratti, e spesso ci troviamo a fare pagamenti in condizioni non abituali. Il nostro smartphone è ormai custode dei nostri accessi alle informazioni personali, ai sistemi di pagamento, ai conti bancari: per questo è bene proteggerlo con un PIN o con l’impronta digitale, attivare gli avvisi bancari sulle operazioni di pagamento e, soprattutto, guardarli quando arrivano, in modo da poter bloccare eventuali operazioni fraudolente” chiosa Claudio Telmon, comitato direttivo Clusit.

  1. Le allucinazioni dell’Intelligenza Artificiale

L’intelligenza artificiale generativa, che include tecnologie come i modelli di linguaggio avanzati e la creazione di contenuti visivi, sta trasformando vari settori, dalla produzione di contenuti digitali all’arte e al design. Tuttavia, insieme ai suoi straordinari vantaggi, emergono pericoli significativi anche nelle nostre abitudini quotidiane come spiega Anna Vaccarelli, comitato direttivo Clusit: “Siamo ormai abituati a chiedere con disinvoltura risposte a curiosità, ma anche a questioni serie – a volte anche diagnosi mediche – alla cosiddetta Intelligenza Artificiale Generativa (ChatGPT, Gemini, Copilot, o altre). Bisogna fare molta attenzione alle risposte che otteniamo e verificarle con altre fonti o con esperti del settore perché può succedere, con maggiore frequenza di quanto non si creda, che l’IA “inventi” la risposta o la dia sbagliata. Le informazioni su cui si basa possono essere parziali o non corrette, e gli algoritmi possono essere tratti in inganno. Sono le cosiddette “allucinazioni” dell’Intelligenza Artificiale”.

5. I data breach ci riguardano

La violazione dei dati, o “data breach”, può avere gravi conseguenze per i consumatori, esponendo le loro informazioni personali e finanziarie a usi fraudolenti. “Quando sentiamo parlare di “data breach” (violazione dei dati) pensiamo a un evento lontano da noi, che non ci possa riguardare. Dobbiamo invece considerare che continuamente affidiamo i nostri dati in rete alla banca, alle strutture sanitarie, ai social, alle compagnie telefoniche, ai siti di e-commerce, al cloud… Questi soggetti e servizi proteggono i dati che gli affidiamo; tuttavia, non possono essere mai considerati sicuri al 100%. È per questo che dobbiamo agire con prudenza limitando al minimo indispensabile la diffusione dei nostri dati e informandoci sulle politiche di sicurezza di chi li raccoglie e sulle strategie di comunicazione agli utenti nel caso di violazione” illustra Anna Vaccarelli, comitato direttivo Clusit.

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