Data center modulari prefabbricati (PFM): vantaggi e miti da sfatare

I data center modulari prefabbricati (PFM) permettono l'assemblaggio offline accelerando i tempi di rilascio e garantendo un maggiore controllo

I data center modulari prefabbricati (PFM) prevedono di assemblare unità o moduli di infrastrutture di data center in fabbrica per poi spedirli in loco. Questa tecnologia esiste da oltre un decennio e continua ad evolversi, con un numero sempre maggiore di fornitori che sviluppano nuove tecnologie e servizi.

Le strutture PFM occupano ancora una parte relativamente piccola del mercato, ma questa fetta è in costante crescita grazie alla domanda dei fornitori di servizi di “colocation” che ne apprezzano l’agilità e grazie alla futura domanda di nuovi micro-data center Edge legati al 5G.

Secondo la società di analisi Omdia, il mercato dei data center PFM è destinato a espandersi molto rapidamente per diventare una componente abilitante critica per rispondere alle esigenze di consumo energetico dei data center.

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Questo metodo presenta notevoli vantaggi in termini di controllo della qualità, velocità di installazione e conformità costruttiva.

Sebbene la prima serie di prodotti PFM (sviluppati da aziende come Sun Microsystems) si basasse sui container ISO, oggi la metodologia PFM comprende l’intero spettro componenti infrastrutturali per data center, dalle postazioni a file, alle “room”, alle strutture complete, incluse le componenti infrastrutturali di alimentazione e termiche.

Uno dei vantaggi più importanti di un data center PFM è quello di abilitare economie di scala e di garantire processi semplificati resi possibili dall’assemblaggio fuori sede che consentono, in generale, un’implementazione più rapida e un TCO più basso.

La portabilità dei fattori di forma di un data center PFM non ha, invece, alcun impatto limitante sulla sicurezza fisica o sulla resilienza; inoltre, grazie alla pre-integrazione dei componenti, è possibile ridurre i problemi di manutenzione derivanti da un’installazione non corretta dei componenti stessi.

Per quanto riguarda la resilienza, inoltre, la principale organizzazione di certificazione del settore dei data center, l’Uptime Institute, ha sviluppato il programma Tier-Ready per semplificare la certificazione delle strutture costruite in parte o in toto con componenti PFM.

Aziende come Vertiv hanno messo a punta un’offerta flessibile di sistemi PFM che si affianca ed eventualmente si integra a quella di tipo tradizionale. La capacità flessibile delle soluzioni prefabbricate Vertiv le rende una scelta idonea per i data center di ogni dimensione, da quelli di piccole e medie dimensioni a quelli di livello hyperscale, fornendo scalabilità e adattabilità in linea con la crescita dinamica delle aziende.

Il PFM non si limita a sostituire le tecniche di costruzione standard ma è una tecnologia flessibile che può essere utilizzata anche per ampliare le strutture costruite in modo convenzionale. Per esempio, le unità PFM specializzate possono essere impiegate per aggiungere ulteriore capacità di alimentazione (UPS) o di raffreddamento a un sito esistente che può disporre di uno spazio sufficiente ma che risulta limitato dal punto di vista termico o della resilienza.

Un esempio specifico di questa tecnologia è rappresentato dalla famiglia di prodotti Power Module di Vertiv, progettata per essere implementata sia all’interno di strutture nuove sia esistenti che richiedono un modo agile e flessibile per incrementare la distribuzione dell’energia e la resilienza.

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