
“Appian è una process company, orientata cioè a offrire agli utenti una piattaforma in grado di capire al meglio come funzionano i loro processi aziendali, analizzarli, ottimizzarli e migliorarli di continuo”. Così Matt Calkins, Ceo, president e co-fondatore, nel 1999 a soli 26 anni, di Appian ha focalizzato il posizionamento della società. “Perché i processi sono elementi peculiari, unici e identitari di un’azienda; evolvono di continuo nel tempo, definiscono la sua reputazione e il suo successo e le consentono di connettersi efficacemente con i propri clienti e di distribuire con efficienza prodotti e servizi”.
Ad Appian Europe 2024, tenutosi di recente come da tradizione a Londra, è stata presentata la versione 24.4 della piattaforma orientata a incrementare i livelli di flessibilità operativa delle aziende che devono innovare e competere in mercati sempre più imprevedibili e disruptive agendo appunto sulla ottimizzazione dei processi.
Ecco allora che a questo scopo l’originaria piattaforma per lo sviluppo rapido di applicazioni attraverso low code si è evoluta e strutturata negli anni integrando tecnologie sviluppate e acquisite di AI, RPA-Robotic Process Automation, analytics, process mining e data insight per diventare un centro di orchestrazione intelligente di workflow in cui le risorse tecnologiche e umane concorrono a un corretto bilanciamento finalizzato a riduzione di costi, rilascio di progetti innovativi, rapidità di sviluppo applicativo e relativa ottimizzazione di processo, integrazione organizzativa tra i diversi silos aziendali. Si tratta di un’impostazione che viene concretizzata attraverso tecnologie evolute di cui, per capirne l’efficacia, dobbiamo almeno accennarne i punti focali.
Una AI privata per proteggere i dati
La nuova versione della piattaforma introduce Autoscale (l’auto-scaling è una funzione cloud che alloca automaticamente le risorse elaborative in base alla domanda del sistema) e una serie di funzioni di AI potenziate. Con Autoscale, un servizio erogato in licenza separata in Appian Cloud, oltre a consentire la raccolta e il collegamento di informazioni isolate nei diversi silos in un unico ambiente orchestrandone il funzionamento tramite un workflow centralizzato, è ora possibile bilanciare dinamicamente la capacità di esecuzione dei processi in rapporto alla domanda, con la libertà di scegliere dove l’autoscale può essere più utile abilitarlo, ad esempio, nei processi più critici, prioritari o ad alta intensità in un determinato workflow. Con questa feature, Appian dichiara che è possibile scalare fino a sei milioni di processi l’ora.
Ma è nell’AI, “privata” proposta da Appian che vengono compiuti importanti passi avanti, per integrare intelligenza artificiale e machine learning (ML) nei processi aziendali in modo sicuro: viene infatti garantito agli utenti che gli algoritmi di ML dell’AI generativa integrati nel Copilot (un agente intelligente in grado di capire il linguaggio umano) saranno addestrati sui dati proprietari normalizzati nel layer data fabric Appian.
Il Copilot è un assistente virtuale integrato nella piattaforma che supporta gli utenti business a ricavare insight utili nel loro utilizzo delle applicazioni, mentre agli sviluppatori facilita il lavoro nelle diverse fasi del ciclo di sviluppo applicativo low code.
La nuova release offre tempi di risposta fino al 40% più rapidi, aggiornamenti in tempo reale sugli stati di avanzamento e supporta fino a 250 tipi di record. Il data fabric è invece un’architettura di integrazione dei dati distribuiti in azienda, un “virtual data layer” che ne migliora l’accessibilità e la loro interconnessione per sviluppare applicazioni data driven. Ora permette anche un filtraggio più preciso e il ripristino immediato della sincronizzazione per gli aggiornamenti automatici dei dati dopo una sincronizzazione non andata a buon fine. Grazie a descrizioni matematiche delle caratteristiche dei dati, questo data base virtuale Appian consente una migliore comprensione del contesto, dando così risposte più pertinenti rispetto alle query.
L’AI Copilot è stato integrato nel Process Insights per una creazione più rapida e precisa di business KPI. Con suggerimenti, rilevazioni di eventi particolari, summary di insight specifici, l’AI diventa così un efficace supporto nella comprensione delle criticità e nelle relative azioni di miglioramento dei processi, con le AI Skills che, attraverso la creazione di nuovi agenti AI, ne migliorano l’orchestrazione, raggruppano automaticamente le tabelle a più pagine semplificando l’estrazione dei dati.
Questa AI privata di Appian punta a fornire il più alto livello di precisione delle risposte e a eliminare il rischio di esporre i dati all’alimentazione indiscriminata dei grandi modelli linguistici generalisti (LLM) tipici della GenAI. Innalza il livello di security garantendo agli utenti, afferma Appian, che i dati sensibili aziendali non vengono condivisi al di fuori del perimetro dell’Appian cloud, che sono usati solo per istruire i modelli dell’utente, che quest’ultimi non sono condivisi con altri clienti e infine che i dati restano sempre sotto diretto controllo dell’utente.
Ma come per tutte le società di eccellenza tecnologica, anche per Appian c’è un passaggio obbligato, un “collo di bottiglia” da evitare: la capacità di gestire con la massima efficacia il proprio ecosistema di partner, tradizionalmente suddiviso per mercati, tipologie e dimensioni di clienti allo scopo di realizzare implementazioni in grado davvero di incidere sull’efficienza organizzativa e la capacità innovativa complessiva delle aziende. Si opera con partner specifici in settori e territori, con global system integrator e anche con un approccio diretto laddove necessario.
Ed è proprio nella governance ottimizzata di questo ecosistema e, paradossalmente, nel rendere il più efficace possibile i processi di relazione azienda-partner-cliente che Appian potrà continuare a crescere sul mercato. Per il 2024 l’azienda prevede un fatturato totale compreso tra 615 e 617 milioni di dollari, con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente. C’è ancora spazio per diventare grandi.

