La cyber resilience passa dalla sicurezza unificata

La crescita degli ambienti ibridi, il ruolo centrale delle identità e la necessità di risposte più rapide stanno cambiando l’approccio alla cyber security. Ivan De Tomasi, country manager Italia e Malta di WatchGuard Technologies, analizza l’evoluzione del mercato e il ruolo di piattaforme integrate, automazione, MDR e MSP nella protezione delle aziende.

La sicurezza informatica è entrata in una fase in cui la protezione dell’azienda non può più essere letta solo come presidio tecnologico. La trasformazione digitale ha esteso la superficie di attacco, ha portato applicazioni e dati fuori dai confini tradizionali dell’organizzazione e ha reso più difficile mantenere una visione coerente di utenti, accessi, dispositivi e servizi. Per molte imprese, soprattutto nel mid market, la sfida non è solo scegliere nuove soluzioni, ma costruire un modello di sicurezza sostenibile, governabile e capace di adattarsi alla velocità con cui cambiano infrastrutture, minacce e modalità operative.

In questo quadro, la cyber resilience diventa un criterio di maturità più ampio rispetto alla sola prevenzione. Significa mettere l’organizzazione nelle condizioni di continuare a operare, riconoscere tempestivamente i segnali di compromissione, reagire con processi chiari e ridurre l’impatto degli incidenti. Ne parliamo con Ivan De Tomasi, country manager Italia e Malta di WatchGuard Technologies.

Qual è oggi il principale fattore di complessità per la cyber security delle aziende italiane?

Dal nostro punto di osservazione, come azienda di cyber security che opera da 30 anni sul mercato, negli ultimi tre decenni la sicurezza di rete si è evoluta allo stesso ritmo delle infrastrutture aziendali. Quello che inizialmente era un modello basato su un perimetro chiaramente definito ha lasciato spazio ad ambienti ibridi in cui infrastrutture on-premises, servizi cloud, applicazioni SaaS, utenti remoti e dispositivi mobili coesistono.

Oggi il principale elemento di complessità è la frammentazione: spesso le aziende gestiscono la sicurezza di questi ambienti ibridi con strumenti disconnessi. Questo genera silos operativi, aumenta il tempo di risposta agli incidenti e rende difficile avere visibilità completa.

Le imprese italiane hanno capito davvero cosa significa cyber resilience?

C’è maggiore consapevolezza, ma spesso è ancora teorica. Cyber resilience significa capacità di prevenire, rilevare, rispondere e ripristinare rapidamente. Molte imprese si concentrano ancora sulla prevenzione, trascurando detection e response.

La resilienza non nasce spontaneamente nel momento del disastro. È il risultato di preparazione proattiva, adattamento e pianificazione strategica. Implementare un’architettura di sicurezza resiliente richiede l’adozione di misure specifiche. Ma per raggiungere una vera cyber resilienza, è necessario adottare un approccio olistico che coinvolga tutti i livelli dell’organizzazione, dai dipendenti al top management. In questo senso, disporre di una piattaforma di sicurezza unificata è fondamentale, perché consente di eliminare la frammentazione degli strumenti isolati, facilitando la gestione e migliorando la capacità di risposta alle minacce.

Quali minacce sono più sottovalutate dal mid market italiano?

Il furto di credenziali è oggi uno dei principali vettori di ingresso. Quando si verifica e una password finisce nelle mani sbagliate, un attaccante può sfruttarla per accedere all’ambiente aziendali: il sistema non rileva un’intrusione, ma un accesso legittimo. Da quel momento, l’attaccante si muove nell’ambiente come un utente qualsiasi. Eppure, la tecnologia per proteggersi esiste ed è l’autenticazione multi-fattore: è accessibile e la sua efficacia è dimostrata. La percezione di molte aziende però è che non sia una priorità.

Quanto conta oggi avere una gestione centralizzata della sicurezza, invece di strumenti separati?

È diventata fondamentale. Una gestione centralizzata consente visibilità unificata, correlazione degli eventi e risposta più rapida. Senza integrazione, anche le migliori tecnologie perdono efficacia. L’approccio a piattaforma unificata è oggi strategico per ridurre complessità operativa e costi, soprattutto per organizzazioni con risorse limitate.

Quanto pesa oggi la sicurezza delle identità?

Pesa moltissimo: l’identità è il nuovo perimetro. Nello scenario moderno, in cui utenti e applicazioni sono distribuiti ovunque, il controllo degli accessi è diventato centrale.

Piattaforme come il nostro FireCloud Total Access riflettono questa evoluzione, combinando accesso internet sicuro e accesso zero trust alle applicazioni private in un’unica soluzione cloud progettata per ambienti distribuiti. Questa soluzione protegge gli utenti ovunque si trovino, riducendo la complessità rispetto ai modelli tradizionali.

Dove l’automazione può fare davvero la differenza nella cyber security?

L’automazione fa la differenza nella fase di detection e response: consente di ridurre drasticamente i tempi di analisi e risposta agli incidenti, limitando l’impatto degli attacchi. Inoltre, aiuta a gestire il volume crescente di alert, riducendo il carico sui team IT.

È uno strumento che fa fare la differenza anche agli MSP. Insieme all’AI, l’automazione consente agli MSP di accelerare le indagini, le azioni correttive e la reportistica, fornendo servizi di valore più elevato con meno risorse.

Perché il modello MDR e il ruolo degli MSP stanno diventando più importanti?

Perché la cyber security richiede competenze e copertura continua che molte aziende non possono sostenere internamente. Il modello MDR offre monitoraggio 24/7 e risposta guidata agli incidenti, consentendo agli MSP di diventare dei veri e propri partner strategici per le aziende. Questo approccio inoltre permette anche alle PMI di accedere a livelli di protezione avanzati.

Il nostro modello WatchGuard Total MDR è un servizio MDR completamente integrato e potenziato dall’intelligenza artificiale. Offre sicurezza di livello enterprise per gli endpoint, le identità, la rete e le applicazioni cloud di terze parti dell’ecosistema WatchGuard, permettendo ai partner di rilevare attacchi complessi e rispondere rapidamente, tutto da un’unica piattaforma. Riduce il rumore di fondo, fa risparmiare tempo e offre agli MSP una visione più chiara delle minacce, bloccando attivamente gli attacchi in tutto l’ambiente WatchGuard. L’ultima evoluzione, WatchGuard Open MDR, estende il rilevamento e la risposta 24/7 anche agli strumenti di terze parti supportati, consentendo agli MSP di fornire servizi di sicurezza gestiti full-stack in diversi ambienti dei clienti, senza imporre modifiche di piattaforma invasive.

Che cosa significa per WatchGuard “Real Security for the Real World”?

Significa offrire una sicurezza concreta, efficace e accessibile, progettata per le esigenze reali delle aziende e degli MSP. Non solo tecnologie avanzate, ma soluzioni integrate, semplici da gestire e pensate per affrontare minacce reali in contesti operativi complessi. Una sicurezza che funziona davvero nel quotidiano, non solo sulla carta.

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