Sì, viaggiare, evitando le buche più dure …

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Avete mai sentito il termine Revenge Travel? Con la pandemia in gran parte alle spalle, sembra che tutti stiano andando ovunque contemporaneamente. I dati mostrano che i viaggi sono in aumento, nonostante gli alti prezzi dei biglietti aerei, poiché molti paesi allentano le restrizioni COVID-19 e riaprono i confini. Gli analisti di settore affermano che le persone, affamate di vacanze (ma anche di viaggi di business), stanno recuperando il tempo perduto durante la pandemia. Da qui la locuzione Revenge Travel, una sorta di volontà di vendicare il tempo perduto recuperando il recuperabile (emozioni, sensazioni, informazioni, movimento, business).

Cosa mostrano i numeri?

Ultimamente sta aumentando tutto: tariffe aeree, costi del carburante ma, al contempo, il che può apparire strano, anche il numero di viaggi effettuati. La compagnia di assicurazioni Allianz Partners ha analizzato 40.000 itinerari di viaggio pianificati per questa estate dall’America all’Europa e ci informa che aumenteranno del 600% rispetto allo scorso anno. Analogamente, durante una conferenza di settore, il CEO di Delta Air Lines ha affermato che la domanda è fuori scala e che l’industria del trasporto aereo sta facendo il possibile per tenere il passo. Sempre negli Stati Uniti, negli scorsi anni c’è stata la corsa all’acquisto delle Peloton (cyclette assai sofisticate per tenersi in forma durante il lockdown). Ora invece la gente compra viaggi nonostante i prezzi dei biglietti aerei venduti finora per luglio 2023 siano al +35% rispetto a luglio 2019 (l’ultima estate prima della pandemia). Nel frattempo, l’industria dei trasporti aerei non è ancora in grado di operare al livello pre-pandemia. Meno rotte di volo, meno membri dell’equipaggio e meno attrezzature portano a una diminuzione di capacità del 15%. Insomma, un bel problema.

E le aziende?

Un rapporto pubblicato da Deloitte (basato su un sondaggio tra i responsabili dei viaggi in grandi aziende negli Stati Uniti e in Europa) rivela un quadro più complesso. Mentre, come detto, i viaggi di piacere hanno superato i massimi pre-pandemia, non si prevede che i viaggi di affari tornino a quei livelli fino alla fine del 2024. Il rapporto recita:

  • La spesa aziendale per i viaggi raggiungerà il 57% dei livelli del 2019 nella prima metà del 2023 e i due terzi nella seconda metà. Il 71% delle aziende statunitensi prevede una ripresa completa entro fine 2024
  • I viaggi d’affari internazionali sono in aumento, rappresentando il 33% di tutti i viaggi d’affari negli Stati Uniti nel 2023, rispetto al 21% nel 2022
  • I viaggi per conferenze ed eventi dal vivo sono tornati in auge e rappresentano il principale fattore scatenante dell’aumento della spesa nel 2023, rispetto al quinto posto nel 2022. Sembra esserci una domanda ora non più repressa di conferenze di settore ed eventi aziendali
  • Alcune grandi aziende (le più strutturate e lungimiranti) sostengono però che le preoccupazioni climatiche potranno frenare la crescita dei viaggi d’affari. Un terzo delle grandi aziende statunitensi ed europee dovranno infatti ridurre i viaggi per dipendente di oltre il 20% per raggiungere i propri obiettivi di sostenibilità fissati per il 2030

E lo smart working?

Sempre secondo questo sondaggio, le aziende hanno affermato che la normalità per i giorni di lavoro da casa si stabilizzerà a circa 2,2 giorni a settimana, in calo rispetto a 3,9 al picco della pandemia, ma tre volte la media pre-pandemia di 0,7. Tre volte! Il post-COVID vede lo Smart working a un livello 3x rispetto al pre-COVID!

Chiariamolo subito: sono personalmente favorevole al lavoro (parzialmente, ma significativamente) a distanza, e, soprattutto, al lavoro smart:

  • Non è smart passare un’ora bloccati in tangenziale, consumando benzina e producendo inquinamento e incidenti stradali
  • È smart andare in ufficio quando è utile e non andarci quando è inutile. Cosa è utile e cosa non lo è lo decide sia il management (alcune riunioni sono indubbiamente meglio in presenza, se ci sono tutti), sia il collaboratore: alcune persone fanno fatica a concentrarsi a casa, o non dispongono di una zona lavoro adeguata, o abitano in un’area rumorosa, o necessitano di sentirsi parte di un gruppo e hanno bisogno di vedere più persone possibile, oppure, prosaicamente, non hanno piacere di stare 24 ore al giorno nelle vicinanze del proprio partner …

C’è chi dice che, quando siamo tutti insieme, le idee vengono dal confronto ed è indubbio che le connessioni in ufficio possano aiutare il rapido fluire del lavoro. Però non è vero che l’ufficio è l’unico posto dove si possano creare connessioni utili. Anche una riunione online o un confronto telefonico o un mix fisico/online può essere utile, se ben disciplinato. Però tutto ciò richiede organizzazione e impegno, capacità mentali e il voler fare accadere attività di cui trarre vero beneficio. Richiede motivazione e disciplina.

Se lo gestiamo con intenzione, in modo strutturato e organizzato, il lavoro smart funziona meglio di quello tradizionale per vari task:

  • Possiamo collaborare in tempo reale su documenti condivisi con persone che non saremmo in grado di incontrare facilmente faccia a faccia
  • Possiamo improvvisare una sessione di brainstorming di 15 minuti e ritrovarcela trascritta automaticamente in un documento condiviso
  • Possiamo condividere uno schermata quando siamo bloccati, questo non con la persona più vicina, bensì con la persona più adatta
  • Possiamo gestire un imprevisto personale e poi recuperare fino a tardi
  • Possiamo finire il lavoro nel tempo che avremmo dedicato alle 2 ore e mezza in tangenziale + attività correlate (un’ora all’andata, un’ora al ritorno, mezzora per fare la borsa e mettere e togliere giacca e cravatta). Avendo così più tempo libero per noi e le nostre famiglie o per il lavoro

Non parliamo quindi più di work-life balance, bensì, più consapevolmente, di work-life integration. Non sarà un problema scorrere la mail durante le vacanze, se saremo capaci di integrare fluidamente la nostra vita aziendale e personale.

Insomma, come recita il bardo, Sì, viaggiare, evitando le buche più dure, … Dolcemente viaggiare, Rallentando per poi accelerare, Con un ritmo fluente di vita nel cuore, Gentilmente senza strappi al motore. Riprendiamo quindi a viaggiare ma gentilmente senza strappi al motore.

Far funzionare lo smart working in azienda è priorità #1. Il resto segue.

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Primo Bonacina
Primo Bonacina
Bergamasco di nascita (1961), bresciano di adozione e internazionale per professione, si occupa da sempre di IT e Digitale. Primo in ordine temporale a laurearsi (1984) presso la neocostituita Facoltà di Informatica di Milano ha operato con ruoli di responsabilità crescente per aziende multinazionali dell’IT, tra cui Olivetti, 3Com, Tech Data, Microsoft e Acer. Nel 2014 ha creato un’attività di servizi e consulenza commerciale, marketing, HR e imprenditoriale, PBS – Primo Bonacina Services. Nel 2019 ha co-fondato e dirige RADIO IT.

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