Che il presidente degli Stati Uniti abbia un ego super sviluppato è fuori di dubbio, ma che le sue dichiarazioni e le sue guerre interne e nei vari scenari internazionali non corrispondano a un preciso disegno geopolitico, oltreché a interessi probabilmente personali, vuol dire non accorgersi di come le cose stanno cambiando. È infatti sempre più evidente come Donald Trump sia il frontman di un sistema ideologico che poggia saldamente la propria azione politica su tecnologie di analisi dati, di controllo e di sorveglianza sociale.
Dobbiamo partire dall’azienda di cui tanto si parla in questo periodo, Palantir, fondata da quel tecno-guro-teologo di Peter Thiel, sponsor politico di JD Vance e guida dei neo conservatori della Silicon Valley insieme ad Alex Karp, oggi Ceo dell’azienda. Se ne parla tanto oggi perché le tecnologie di Palantir, nata ormai nel lontano 2003 e specializzata in piattaforme di analisi dati per grandi aziende e organizzazioni governative, tra cui i servizi segreti di varie nazioni, forze armate e amministrazioni varie, sono state poste dai suoi fondatori al servizio di una visione del mondo che vede la supremazia della civiltà occidentale come punto fermo.
Palantir (ne “Il Signore degli Anelli” di Tolkien, i Palantir sono le pietre veggenti che permettono di vedere attraverso lo spazio e il tempo, proprio ciò che l’azienda punta a garantire attraverso l’analisi dei dati, per poter vedere l’invisibile, cioè le opportunità o le minacce nascoste) è nata un paio di anni dopo l’attentato dell’11 settembre con l’obiettivo di aiutare il governo americano nella lotta al terrorismo (tant’è che fu in parte finanziata da In-Q-Tel, settore di venture capital della Cia). Questa missione non ha mai abbandonato l’azienda, pur vendendo soluzioni di data mining evoluto anche per imprese. Come si legge nel recentissimo libro di Michael Steinberger, “Il filosofo nella Valley – Palantir e l’ascesa dello Stato di sorveglianza”, Karp ha da tempo preso le distanze dalle Big Tech californiane accusandole di sostenere uno sviluppo tecnologico solo per il loro tornaconto economico e non, come invece dovrebbe essere, per agire attivamente, attraverso le tecnologie, nella protezione della cultura e della civiltà occidentale.
Ma come si è passati dallo sviluppo di app e algoritmi per l’efficienza dei processi, delle informazioni e del business aziendale alla missione di affermare una cultura patriottica americano-occidentale? È evidente che esiste un’assonanza tra quanto affermano i fondatori di Palantir e l’azione politica dell’amministrazione Trump. A supporto di quest’ultima lavora incessantemente quel raffinato sistema di intelligenza artificiale, algoritmi e tecnologie di sorveglianza che Palantir offre al Pentagono, all’ICE (Immigration and Customs Enforcement), all’FBI, alla CIA e alle forze armate di diversi paesi, democratici e non, tra cui Israele.
D’altro canto questo pericoloso piegare tecnologie evolutissime a una strategia politica era già successo con Elon Musk (già socio di Thiel nella creazione di PayPal) prima della rottura con Trump nel 2025 a causa dell’approvazione di provvedimenti di spesa che secondo Musk avrebbero moltiplicato per almeno un decennio il deficit pubblico. Musk aveva messo al servizio dell’amministrazione americana le tecnologie spaziali Falcon, con i suoi vettori riutilizzabili all’interno del progetto SpaceX per andare su Marte, per costruire data center nello spazio, mentre più volte aveva garantito l’uso della costellazione satellitare Starlink per supportare situazioni belliche o di resistenza a regimi invisi agli Stati Uniti.
E l’altro socio di Palantir, Peter Thiel, compagno di studi di Karp, come lo consideriamo? Un imprenditore dell’innovazione digitale oppure un nuovo oscuro profeta? Un teologo che cerca proseliti attraverso la concretizzazione di un nuovo equilibrio sociale basato sul supporto tecnologico come leva per la supremazia? Perché se leggiamo quello che scrive nel suo recente manifesto tecnologico e ideologico di 22 punti si capisce bene quale livello di rischio antidemocratico sia correlato a un uso distorto dell’intelligenza artificiale. Thiel non parla di business, parla di Anticristo, di ostilità alle regole sovranazionali. Secondo lui l’Anticristo è il freno al progresso, chiunque ostacoli lo sviluppo tecnologico, siano movimenti, enti sovranazionali, la burocrazia europea, le ONG o lo stesso Papa che mette in guardia rispetto a una disumanizzazione dell’AI. In questo incedere, l’Anticristo parla di continuo di Armageddon, di distruzione. Viene così instillato un senso di paura della catastrofe (nucleare, climatica, di supremazia tecnologica sull’essere umano) e poi, come soluzione, si propone un governo centralizzato a cui delegare una regolamentazione diffusa e capillare con evidenti cessioni di libertà come prezzo da pagare in cambio della sicurezza. Contro l’Anticristo serve quindi una deregolamentazione totale dello sviluppo tecnologico e leader che rompano le regole stabilite. La tecnologia, quindi, al servizio di un nuovo ordine, meglio se occidentale e guidato dall’America (Make America Great Again?).
Palantir ha ricevuto milioni di dollari dal Department of Homeland Security per realizzare una piattaforma di applicazioni basata sull’Immigration Os, integrando i dati di tutte le agenzie del DHS con quelli di altri enti tipo Agenzia delle Entrate, sanità pubblica (National Institute of Health), Motorizzazione. Secondo una ricerca dell’Associated Press di fine 2025, la USBP (United States Border Patrol), prima che la sua azione venisse rallentata in seguito alle brutali azioni di Minneapolis, attraverso una rete capillare di telecamere controllava le autovetture i cui percorsi erano considerati “anomali” (sulla base di parametri definiti dall’analisi dei dati incrociati), analizzando targhe, origine e documenti dei proprietari, destinazione del percorso, abitudini del conducente e attraverso segnalazioni in tempo reale le pattuglie fermavano la vettura per interrogare e perquisire il conducente. Dietro tutto questo c’è anche Foundry, la soluzione AI di data mining di Palantir, con funzioni di indirizzo sulle azioni specifiche da intraprendere. È una tecnologia cloud based per la data integration e analytics evoluti, che opera come una piattaforma digital twin centralizzata basata su modelli di AI/machine learning per la realizzazione di workflow e di attività efficienti e in tempi molto rapidi.
Eccoci allora, ancora una volta, alle prese con il nostro essere umani: la tecnologia al servizio della parte oscura della nostra natura. Non a caso tutti i romanzi distopici raccontano di questa disumanizzazione imposta dalla tecnologia: privazione dell’individualità e della privacy allo scopo di creare società sicure, efficienti e stabilità sociale ma regolate da algoritmi che rinnegano la specificità umana. Nel frattempo ci stiamo già assuefacendo a un nuovo modello di guerre: cibernetiche e guidate da processi automatizzati. Nella garanzia, certificata dai dati analizzati dall’AI, che il target verrà raggiunto e che l’operazione avrà alte probabilità di successo. Questo è il lato oscuro, ma per fortuna esiste anche un grande lato chiaro tecnologico, quello degli avanzamenti nei principali campi scientifici e sociali, portatori di miglioramenti nella vita di tutti. È sempre una questione di natura umana e di quanto il male è radicato in noi.

