Cloud computing servizi e multi-cloud

Il passaggio dal cloud ibrido al multicloud sarà inizialmente concentrato su servizi specifici aggiunti a cloud privati e/o pubblici che saranno via via aggiornati.

Dopo un decennio di crescita al 30% annuo, terminato a fine 2022 con un fatturato di 446 miliardi di dollari, nei prossimi anni la crescita del cloud sarà dura. È questa la previsione di Forrester, che viene giustificata principalmente da effetti di concorrenza tra grandi operatori, che devono competere anche sull’innovazione.

Lotta per il dominio

La lotta tra i quattro maggiori fornitori di cloud pubblico aumenta a dismisura gli investimenti in analisi, AI/ML e altri servizi premium. Il mercato continuerà comunque a crescere molto, circa il 20% l‘anno. Forrester stima quindi che il mercato raddoppierà entro il 2026, superando quota mille miliardi di dollari. La metodologia aggiornata del report Forrester si allontana definitivamente dal modello “as a service” per concentrarsi sui servizi di infrastruttura cloud, database cloud e servizi di analisi, servizi di sviluppo cloud e applicazioni. L’infrastruttura, che è un altro punto di differenziazione, è una quota importante delle entrate, non del profitto.  Gli enormi investimenti richiesti per competere al massimo livello giustificano che le quote di mercato maggiori siano di Alibaba, AWS, Google e Microsoft. Nel frattempo, l’infrastruttura cloud di base è sempre più standardizzata sul progetto Kubernetes open source, spingendo i grandi fornitori (gli hyperscaler) a innovare più in alto nello stack.

Cloud computing. Ibrido e servizi

Il cloud computing ha rivoluzionato il modo in cui le aziende e gli utenti finali consumano e gestiscono le risorse informatiche. La possibilità di accedere a servizi on demand ha portato a un’esplosione di nuove opportunità per le aziende di tutte le dimensioni. 

Oggi solo una percentuale trascurabile di organizzazioni, meno dello 0,5%, non distribuisce affatto applicazioni nel cloud pubblico. Già nel 2022 (dati Osterman) il 95% delle organizzazioni utilizza almeno due tipi di infrastruttura e quasi la metà delle organizzazioni distribuisce applicazioni su quattro o più piattaforme diverse.

C’è ancora una forte inerzia sul cloud ibrido, al quale il mercato si rivolge. Tante aziende preferiscono una strategia morbida che consideri l’ibrido prima del multicloud, mentre i numeri sono forti sul multi e anzi vedono un’avanguardia di servizi che superi entrambi i paradigmi. Al di là dei pionieri, che già usano questa tecnologia, anche le organizzazioni avvedute ma non avanguardistiche si stanno spostando sempre più verso il multi-cloud. 

Il Multicloud

Il multi-cloud è un approccio che prevede la fruizione di più servizi cloud da parte di una singola organizzazione. È una scelta successiva al primo dilemma tra cloud pubblico, cloud privato e on-premises, ma anche al secondo passo, l’ibridazione dei cloud.

Sul mercato sono disponibili offerte da tutti i vendor tradizionali, che però non si equivalgono né per prestazioni, né per calcolo dei costi. Inoltre non c’è neanche compatibilità, per cui spostare dei carichi di lavoro da un cloud a un altro, al verificarsi di particolari condizioni tecniche o commerciali, non è per nulla facile.

Inoltre prende sempre più piede l’importanza dell’aderenza alle varie normative in vigore in specifici Stati di varie dimensioni o di aree geografiche estese. In particolare l’Europa, dove vige il GDPR, richiede attenzioni superiori a quelle di aree come il Nordamerica.

Oltre all’adesione alle politiche locali, la distribuzione geografica delle richieste di elaborazione possono avere specificità particolari: l’esecuzione su un’unità cloud fisicamente vicina riduce la latenza e semplifica le prime azioni in caso di disaster recovery.

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