Data Center Nation evento di riferimento in Italia

La quarta edizione milanese della kermesse internazionale si è conclusa con oltre 150 sponsor e 3000 visitatori, segno dell’interesse del mercato italiano e del valore dei contenuti proposti dalla manifestazione

Data Center Nation ha scelto ancora una volta Milano come palcoscenico italiano per il suo evento internazionale, confermando una presenza che si rinnova da quattro anni e che si affianca agli appuntamenti organizzati in città chiave come Riyadh, Varsavia e Zurigo. L’edizione 2025, ospitata il 2 aprile presso Allianz MiCo, ha registrato numeri da record, che ne hanno sancito il ruolo di punto di riferimento per l’intero ecosistema nazionale dei data center. Davide Ortisi, CEO di Data Center Nation ha descritto la portata dell’evento con l’aggettivo “impensabile” con un numero record di 3000 partecipanti, 150 sponsor e una cinquantina di sessioni tecniche a copertura dell’intero spettro di argomenti collegati al tema del data center.

L’esigenza di un approccio integrato

L’interesse crescente per questo evento riflette l’evoluzione di un comparto che, sotto la spinta dell’intelligenza artificiale, sta ridefinendo i paradigmi dell’infrastruttura IT. La crescente imprevedibilità e intensità dei carichi energetici ha imposto una riflessione profonda sulla progettazione dei data center che si è espressa attraverso le molte voci dei manager presenti all’evento.

Ne ha parlato in modo diretto Stefano Mozzato, vice president marketing EMEA di Vertiv, che ha evidenziato come l’AI stia modificando radicalmente le condizioni operative, richiedendo soluzioni in grado di affrontare variazioni rapide e flussi di potenza non lineari. La risposta, secondo Mozzato, deve essere un’integrazione sempre più stretta tra le componenti di power, cooling e management.

Sul fronte delle soluzioni infrastrutturali, Simone Ferreri, responsabile vendite prescrizione e data center presso Bticino, capofila del Gruppo Legrand in Italia, ha sottolineato come la complessità dei moderni ambienti IT richieda una coerenza progettuale capace di garantire ottimizzazione dell’efficienza energetica, continuità del servizio, abilitazione della scalabilità e protezione delle apparecchiature critiche.

A ribadire la centralità della questione energetica è stato anche Maurizio Frizziero, director cooling innovation and strategy di Schneider Electric, che ha posto l’accento sulla necessità di ripensare i sistemi di raffreddamento in funzione dei nuovi requisiti posti da AI e server ad alta densità. Frizziero ha parlato dell’importanza delle soluzioni “direct to chip cooling”

e ha invocato un sottolineato l’importanza della collaborazione tra costruttori di infrastrutture per data center e vendor di server e GPU come Nvidia.

Hans Obermillacher, business development manager sr. Enterprise DC di Panduit ha sottolineato come anche il tema della sovranità digitale e dell’autonomia sui dati si leghi strettamente all’esigenza di realizzare infrastrutture resilienti e connesse, capaci di sostenere i nuovi carichi elaborativi e garantire prestazioni costanti anche nei contesti più esigenti.

Alla voce dell’energia si è aggiunta quella di Glauco Pensin, CSO e board member di Siel, che ha ricordato come nel settore dei data center, caratterizzato da investimenti consistenti, la continuità operativa rappresenti un valore assoluto che non può passare in secondo piano rispetto agli investimenti capex.

All’evento era presente anche Rolls-Royce, con il marchio MTU Onsite Energy, presentando generatori diesel di quarta generazione per le esigenze di backup in grado di operare con un fattore di carico fino al 100% in ambito data center e, secondo l’azienda, caratterizzati da emissioni che non penalizzano in alcun modo l’ambiente.

Efficienza e sostenibilità

La sostenibilità è stato un altro tema trasversale dell’evento. Giancarlo Giacomello, head of data center & colocation services di Aruba, ha spiegato come il contesto normativo, dalle pratiche ESG alla Direttiva UE sull’efficienza energetica, stia formalizzando un percorso già intrapreso dal mercato. Per Giacomello, l’adozione di pratiche sostenibili non è più una possibilità, ma una condizione necessaria per rimanere competitivi. I data center legacy, secondo il suo punto di vista, potrebbero presto trovarsi in difficoltà nel rispettare standard sempre più stringenti, anche alla luce della classificazione europea che introdurrà soglie minime di prestazione energetica.

Tra gli esempi più concreti di applicazione dei principi di sostenibilità è emerso il progetto di Rozzano, frutto di una collaborazione tra Getec, il Comune di Rozzano e TIM. In quest’iniziativa, il calore residuo generato dal data center TIM di Rozzano da 90mila metri quadrati di superficie viene recuperato tramite scambiatori e pompe di calore  poi reimmesso nella rete di teleriscaldamento locale. Il sistema, che oggi serve oltre 5.000 abitazioni del quartiere ALER, rappresenta un modello virtuoso di simbiosi energetica, reso possibile da un’attenta fase di modellazione e simulazione e gestito attraverso una società di scopo partecipata dal territorio.

Nuovi modelli di diffusione geografica

Anche la geografia dei data center è in rapida trasformazione. Colyn Wyatt, Sector director Data Centres di Deerns, ha spiegato come gli edge data center stiano diventando una risposta interessante alle esigenze di sostenibilità e integrazione urbanistica, offrendo flessibilità installativa e impatti ambientali contenuti.

In un’ottica più ampia, Giorgio Girelli di Core Stack (Lazzari Holding) ha offerto una riflessione sul modello dei data center distribuiti, evidenziandone i vantaggi sia in termini di latenza, sia dal punto di vista della ridondanza e dell’efficienza energetica. Girelli ha sottolineato come questa architettura consenta di ridurre le congestioni, migliorare la resilienza e favorire la riqualificazione di siti industriali dismessi, particolarmente numerosi nel contesto italiano.

I prossimi appuntamenti previsti per il 2025 sono a Varsavia il 9 ottobre e a Zurigo il 25 novembre.

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