Nel progetto ROM1, Schneider Electric non interviene come semplice fornitore di tecnologie, ma come Energy Tech Partner coinvolto in una logica di co-progettazione. La collaborazione con Digital Realty, costruita in oltre 20 anni, si è sviluppata su scala internazionale, con esperienze comuni in diversi mercati europei.
Uno dei più recenti esempi di collaborazione più recente tra le due aziende è HER 1 a Heraklion, un data center realizzato a Creta, che rappresenta un percorso di lavoro, sviluppo, ingegnerizzazione e co-ingegnerizzazione orientato a una visione integrata e all’innovazione tecnologica al servizio dell’efficientamento energetico e della sostenibilità.

“Schneider Electric è un’azienda che investe moltissimo in ricerca e sviluppo – spiega Silvia Olchini vice presidente Secure Power di Schneider Electric Italia – il 5% del suo fatturato a livello globale. Questo ci fornisce le competenze per accelerare il time to market ed essere subito pronti ad accogliere le nuove richieste tecnologiche di un mercato in continua evoluzione”.
La sostenibilità nasce dall’integrazione
Nel data center romano, il contributo di Schneider Electric riguarda componenti essenziali dell’infrastruttura: distribuzione elettrica in media e bassa tensione, sistemi di raffreddamento, chiller, monitoraggio dell’edificio e integrazione digitale. La logica non è quella del singolo prodotto, ma di una soluzione end-to-end capace di accompagnare l’evoluzione del data center nel tempo. “La sostenibilità non si esaurisce nell’efficientamento energetico – puntualizza Olchini – ma comprende progettazione, monitoraggio, adattabilità, impatto sul territorio e capacità di costruire un’infrastruttura digitale coerente con gli obiettivi industriali del Paese.”
Nel progetto romano, un elemento rilevante è l’utilizzo di soluzioni di distribuzione in media tensione SM AirSeT, isolate in aria e prive di SF6. È un punto importante perché il superamento dei gas fluorurati ad alto impatto ambientale rappresenta uno dei passaggi più significativi nella trasformazione sostenibile delle infrastrutture elettriche. Schneider Electric ha lanciato sul mercato con largo anticipo sulla normativa l’adozione di SM AirSeT come tecnologia basata sull’aria e sul vuoto al posto del gas SF6, con benefici in termini di sostenibilità, efficienza e sicurezza elettrica.
Accanto alla distribuzione elettrica, il raffreddamento è un altro nodo centrale. I chiller installati nel sito romano sono parte di una progettazione calibrata sulle esigenze operative del campus e sulla necessità di gestire carichi variabili, densità crescenti e scenari futuri legati all’AI. A questo si aggiunge la piattaforma software di building management EcoStruxure Building Operations (EBO) che garantirà una governance efficiente, intelligente e olistica di tutti i sistemi di edificio.
“Abbiamo dimensionato l’infrastruttura elettrica e di raffreddamento in funzione dei carichi di oggi, ma in modo adatto a sostenere quelli futuri – afferma Olchini -. Predisponendo un monitoraggio efficace di tutti gli asset che regolano il building e quindi il data center, possiamo comprendere come evolvono i requisiti e mantenere un’ottimizzazione costante”.
La chiave sta nella capacità di integrare tecnologie, progettazione e governance dell’infrastruttura. In un mercato in cui l’intelligenza artificiale aumenta la domanda di potenza, densità e raffreddamento, la competitività di un data center, infatti, non dipenderà soltanto dai megawatt disponibili, ma dalla qualità dell’architettura complessiva: energia, continuità, raffreddamento, software, monitoraggio e capacità di evolvere senza perdere efficienza.
“Il data center è oggi un asset strategico per il Paese, ma deve essere progettato con una visione che tenga insieme innovazione, efficienza, sostenibilità e valore per il territorio – conclude Olchini -. Il progetto ROM1 è l’esempio concreto di un’ambizione condivisa da Digital Realty e Schneider Electric: portare in Italia un digitale sostenibile, capace di crescere con responsabilità, insieme alla riqualificazione del territorio e a un ritorno positivo per l’ecosistema locale”.
I tre livelli dell’integrazione
“Il valore dell’efficienza, in un data center di nuova generazione, non nasce dalla semplice somma dei componenti – sottolinea Roberto Esquinazi, head of C&SP Segment Secure Power Schneider Electric Italia -. Il punto centrale è la visione di sistema: le tecnologie diventano realmente efficaci quando sono progettate, integrate e governate come parti di un’unica infrastruttura critica”.
Esistono tre livelli fondamentali su cui operare per ottenere massima sostenibilità, continuità operativa e adattabilità lungo l’intero ciclo di vita del data center.
Il primo livello è quello elettrico. Riguarda la catena di alimentazione, la distribuzione in media e bassa tensione, la continuità di servizio e l’efficienza dell’intero sistema energetico. È la base su cui poggia la resilienza operativa del data center.
Il secondo livello è il raffreddamento. Qui l’efficienza non può essere valutata solo sulla capacità nominale, ma sulla capacità delle tecnologie di correlarsi ai carichi effettivi. Un campus cresce per moduli, attraversa fasi di “ramp up” e lavora spesso con carichi parziali. Le soluzioni adottate devono, quindi, mantenere efficienza anche in condizioni dinamiche, accompagnando la scalabilità dell’infrastruttura.
Il terzo livello è l’integrazione. Raccolta dati, monitoraggio, controllo e ottimizzazione costante consentono di leggere il comportamento dell’infrastruttura nel tempo e di preservarne le prestazioni.
TECHBAU dà FORMA AI PROGETTI MISSION CRITICAL
La realizzazione del data center ROM1 di Digital Realty conferma quanto, nel settore mission critical, l’affidabilità esecutiva dipenda anche dalla solidità della filiera tecnologica. Techbau opera come EPC contractor su un’infrastruttura di 5.000 mq, articolata in quattro moduli da 0,8 MW, per una capacità IT complessiva di oltre 3 MW nella prima fase.
All’interno di questo progetto, la collaborazione con Schneider Electric per la fornitura dei quadri elettrici BT e della piattaforma EcoStruxure Building Operations (EBO) rappresenta un elemento strategico: la distribuzione elettrica in bassa tensione e il sistema di building management sono determinanti per l’efficienza, la resilienza e la governance operativa del data center.
La capacità di selezionare fornitori orientati all’eccellenza tecnica e qualitativa è parte integrante del ruolo di Techbau come general contractor specializzato nella realizzazione di infrastrutture digitali ad alta complessità tecnologica.

