In un data center collocato nelle profondità di una montagna garantire continuità, scalabilità ed efficienza richiede la capacità di tenere insieme tutte le componenti dell’infrastruttura, dall’energia al controllo operativo. Un ecosistema composto da diverse sfide in cui l’integrazione tecnologica e di competenza, tra i diversi attori coinvolti nel progetto, sono state messe a fattore comune. L’obiettivo è stato sempre quello di minimizzare le frizioni tra progetto ed esercizio, così che manutenzione e operatività potessero restare coerenti con le scelte tecnologiche iniziali, mantenendo le previsioni di impatto su sostenibilità e costi.

“La possibilità di gestire interamente tutte le componenti infrastrutturali, incluso il sistema software di monitoraggio, ci ha permesso di essere efficaci nella fase di progettazione e ci consentirà di essere ancora più efficaci nella fase di gestione e operatività del data center”, precisa Silvia Olchini, vice president Secure Power di Schneider Electric.
Alimentazione sostenibile ed efficiente
Per la componente di distribuzione elettrica di Intacture sono stati utilizzati quadri di media tensione SM AirSeT, con isolamento in aria in sostituzione del gas SF6, un gas particolarmente nocivo per l’effetto serra con una ricaduta importante sulle emissioni Scope 3 Downstream delle infrastrutture elettriche e una riduzione dei costi operativi nel lungo periodo.
La piattaforma AirSeT è nativamente digitale e questo ne consente la piena integrazione con gli avanzati programmi di manutenzione sviluppati da Schneider che si avvalgono di algoritmi AI per prevedere e prevenire possibili problemi. L’intero sistema di alimentazione elettrica viene, infatti, monitorato e gestito attraverso una piattaforma dedicata, con servizi digitali per il monitoraggio e la manutenzione degli elementi più critici, per assicurare la massima disponibilità e rapidità d’intervento. Intacture si pone l’obiettivo di conseguire un Power Usage Effectiveness (PUE) pari a 1.25 inferiore alla media europea.
Monitoraggio e controllo per supportare carichi applicativi variabili
Sul fronte della gestione operativa l’adozione di EcoStruxure IT abilita all’interno di Intacture il monitoraggio e la gestione da remoto dell’infrastruttura, con strumenti di modellazione e di simulazione per mitigare il rischio e ottimizzare le prestazioni del data center nel suo complesso. In un’installazione a 40 metri di profondità, questo livello di controllo diventa un requisito di esercizio irrinunciabile. “Il sistema di monitoraggio integrato ci permette di controllare i consumi e soprattutto di ottimizzarli in funzione dei carichi applicativi che arriveranno – prosegue Silvia Olchini -. In un’infrastruttura che deve restare governabile anche in esercizio, il punto non è soltanto visualizzare i dati, ma poterli usare per prendere decisioni operative: monitorare da remoto, modellare scenari, mitigare il rischio e intervenire sui parametri di funzionamento per mantenere prestazioni ed efficienza al variare del carico. Questo approccio, in un data center ipogeo, diventa un requisito ancora più stringente. La gestione deve essere tempestiva e coerente con le scelte tecnologiche effettuate in fase di progetto, perché è lì che si costruiscono continuità operativa, manutenzione e sostenibilità”.
Soluzioni per densità e scalabilità
La continuità elettrica è garantita attraverso UPS trifase Galaxy VL, che combinano elevata densità di potenza con un ingombro contenuto. Galaxy VL lavora in doppia conversione e grazie alla modalità brevettata eConversion, offre un’efficienza fino al 99% e protezione di Classe 1. Questi sistemi all’interno di Intacture garantiscono la capacità di sostenere carichi fino a 3 MW (con gestione dei sovraccarichi del 125% per 10 minuti) e consentono di fare fronte all’estrema variabilità che caratterizza i nuovi carichi dell’AI. La componente rack e di alloggiamento dei sistemi di calcolo si basa sulle soluzioni della famiglia Schneider Electric NetShelter.
NetShelter SX Gen2 è un rack da 19 pollici per ambienti data center ad alta densità, progettato per ospitare e proteggere apparati IT e facilitare la gestione dei cavi e dei flussi d’aria, orientato a data center ad alta densità. Caratterizzato da elevata robustezza, prevede meccanismi di chiusura per la sicurezza e un’efficace perforazione delle porte per ottimizzare flusso d’aria e dissipazione del calore.
NetShelter Aisle Containment è il sistema di contenimento dei corridoi che separa fisicamente i flussi d’aria calda e fredda tra le file di rack, evitando miscelazioni che riducono l’efficienza del raffreddamento e rendendo più prevedibile la gestione termica. è compatibile con server e sistemi di qualsiasi vendor e la più recente versione di questa soluzione ha incrementato del 20% la capacità di raffreddamento rispetto alla generazione precedente rendendo possibile una riduzione della spesa energetica.
Le Rack PDU NetShelter Advanced sono le unità di distribuzione dell’alimentazione a livello di rack con gestione e monitoraggio via rete tramite Network Management Card (Secure NMC3). Supportano carichi fino a 70 kW per rack e una scheda di rete con capacità di cybersecurity, inclusi firmware certificati IEC 62443-4-2 Security Level 2 (SL2). La possibilità di sostituire a caldo la scheda (“Live Swap”) evita interruzioni di servizio in caso di anomalie.
A completare il perimetro infrastrutturale, Intacture utilizza sistemi di raffreddamento (chiller) ad alta efficienza e versatilità, con gas refrigeranti a minore potenziale di effetto serra e compressori centrifughi a levitazione magnetica Turbocor, per combinare affidabilità e adattabilità alle diverse fasi di carico, dal popolamento iniziale fino ai carichi più impegnativi legati ad AI e supercalcolo.
“Indipendentemente dei carichi, che siano tradizionali, HPC o AI, siamo in grado di monitorare le performance e abilitare la massima scalabilità – conclude Silvia Olchini -. Sul versante dei requisiti di ridondanza e continuità, Intacture garantisce il massimo livello di sicurezza e continuità operativa previsto dagli standard di riferimento. Si tratta di un risultato non banale in un ambiente sotterraneo, ottenuto grazie a un approccio progettuale rigoroso e una filiera di partner capace di gestire in modo coordinato tempi e complessità; anche in un contesto fisico fortemente vincolato”.
LEGGI ANCHE:

