Sicurezza digitale, se la password non basta più

In occasione della Giornata Mondiale della Password, il 4 maggio, Clusit - Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica - ribadisce la necessità di abbandonare numeri, lettere e caratteri speciali a favore delle tecnologie più avanzate oggi disponibili per garantire sicurezza senza condizioni 

Si celebra il 4 maggio in tutto il mondo la decima ricorrenza del “World Password Day”. Creata da Intel nel 2013, la giornata mondiale della password ha, secondo gli esperti di cybersecurity di Clusit, certamente contribuito alla consapevolezza dei comportamenti più corretti da adottare in rete “Tuttavia, oggi abbiamo a disposizione ben altri strumenti per mettere al sicuro la nostra vita digitale”, afferma Alessio Pennasilico, del Comitato Scientifico Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica È come se mettessimo il nostro conto corrente, il nostro allarme di casa, i nostri dati sanitari – per fare solo qualche esempio – in una cassaforte e lasciassimo la chiave in vista poco distante. Prima o poi qualcuno la utilizzerà”.

Come evidenziato nel recente Rapporto Clusit, che fornisce annualmente il quadro esaustivo della situazione globale della sicurezza informatica, ben il 64% degli incidenti a livello globale hanno come causa azioni “maldestre” degli utenti. “Rileviamo che i criminali informatici utilizzano tecniche molto comuni e poco complesse per violare account e impossessarsi di dati e identità digitali: questo significa che dall’altra parte ancora non abbiamo imparato a difenderci: non sappiamo gestire correttamente i nostri account, utilizziamo password sempre uguali e non teniamo aggiornati i nostri dispositivi”, commenta Pennasilico.

“Alla luce delle tecnologie oggi disponibili è doveroso abbandonare numeri, lettere e caratteri speciali, che puntualmente dobbiamo ripristinare perché difficili da ricordare, a favore di una autenticazione sicura, che può comprendere l’autenticazione multi fattore tramite app o la biometria. Entrambe sono ampiamente disponibili e gratuitamente sui servizi digitali più comuni e la loro efficacia va molto oltre il vecchio concetto di password. Senza contare la semplificazione di utilizzo”, conclude Pennasilico.

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