Compliance, cybersecurity e il futuro del digitale in Italia sottovalutato

Come la compliance sta ridefinendo lo scenario IT per le MSP e le imprese.

Articolo a cura di Andrés Mendoza, technical director Southern Europe di ManageEngine

Lecosistema digitale italiano è entrato in una nuova, decisiva fase, incentrata sull’allineamento strategico delle normative in un quadro nazionale unificato. Con il consolidato della GDPR, ora integrata dalla direttiva NIS2 e dal DORA, il Paese sta guidando la spinta verso un’economia digitale più sicura e resiliente. Con il decreto legislativo nazionale che integra il DORA nell’ordinamento italiano, rafforzando questo impegno, è diventato chiaro che la conformità non è più solo una casella da spuntare, ma una mossa strategica che garantisce competitività, fiducia e solidità operativa.

L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), l’autorità pubblica italiana per la sicurezza e la resilienza informatica, sta ora applicando nuovi requisiti cybersecurity che riguardano direttamente sia le imprese sia gli IT service provider che le supportano. Al contempo, le autorità di regolamentazione finanziaria che aderiscono al DORA stanno rafforzando le aspettative di resilienza ICT per banche, assicurazioni e i loro fornitori terzi.

È chiaro che le aziende italiane di tutti i settori, dal manifatturiero alla finanza, devono implementare un profondo cambiamento verso una maggiore vigilanza e resilienza informatica. La cybersecurity e la compliance sono ormai parte integrante della continuità di business e della crescita.

Un passo fondamentale verso la resilienza digitale e operativa

La direttiva NIS2, recepita dalla legge italiana nel 2024 — sottopone migliaia di organizzazioni e i loro fornitori, inclusi gli MSP (Managed service provider), a un controllo normativo diretto. Nel frattempo, il DORA (Digital Operational Resilience Act) stabilisce un quadro armonizzato per la gestione del rischio ICT nel settore finanziario europeo.

Queste normative vanno ben oltre la semplice richiesta di sistemi sicuri: richiedono una documentazione di governance chiara, la responsabilità della supply chain e una pianificazione proattiva della resilienza. “Compliance”, in questo nuovo contesto, significa essere in grado di dimostrare la maturità in materia di sicurezza informatica e non limitarsi a dichiararla.

Da MSP a MSSP: l’evoluzione dei modelli di servizio IT

Con l’adattarsi delle aziende italiane a quadri normativi più rigorosi, i tradizionali modelli MSP, incentrati esclusivamente sulla manutenzione dell’infrastruttura IT e sull’uptime, necessitano di un aggiornamento. Le organizzazioni ora cercano partner in grado di monitorare, rilevare e rispondere alle minacce 24 ore su 24, 7 giorni su 7, allineare le operazioni ai requisiti NIS2 e integrare la sicurezza in modo approfondito nelle operazioni quotidiane.

Questo ha alimentato l’ascesa di modelli ibridi MSP-MSSP, in cui i service provider combinano gestione IT, sicurezza informatica e consulenza sulla conformità in un’unica offerta gestita. Per molti MSP, questa evoluzione non è facoltativa; è essenziale per rimanere rilevanti e competitivi nel nuovo contesto normativo italiano.

La necessità di una piattaforma MSP unificata

Con l’integrazione tra MSP e MSSP per rispondere ai requisiti normativi, una piattaforma MSP centralizzata potrebbe rappresentare un punto di svolta. Una piattaforma di questo tipo dovrebbe unificare le operazioni di RMM, ITSM e cybersecurity in un unico ambiente sicuro, offrendo visibilità e controllo su tutti i domini IT e di sicurezza.

Una soluzione integrata di questo tipo garantirebbe la conformità con reportistica pronta per l’audit per tutti i requisiti normativi, protezione dei dati e crittografia integrate per gli asset gestiti, il tutto seguito da un’infrastruttura resiliente e conforme alle normative dell’Unione europea.

Integrando sia la conformità che la sicurezza informatica fin dalla progettazione, questa soluzione consentirebbe alle aziende italiane di trasformare i requisiti normativi in punti di forza operativi.

La strategia di cybersecurity italiana pone la resilienza digitale come priorità. Gli sforzi collaborativi dell’ACN, delle autorità di regolamentazione finanziaria, del governo e del settore privato mirano a creare un ambiente digitale più sicuro e affidabile, che possa favorire l’innovazione, dando priorità alla protezione delle infrastrutture critiche.

Questo rappresenta un punto di svolta in Italia: compliance e cybersecurity non sono più questioni separate, ma un linguaggio condiviso di fiducia tra aziende, fornitori di servizi e utenti.

Che cosa riserva il futuro

Il futuro appartiene a chi considera la compliance non come un peso, ma come un modello per un ambiente digitale migliore. Allineando le operazioni con NIS2, DORA e GDPR e abbracciando la convergenza dei modelli MSP e MSSP, le organizzazioni italiane possono andare oltre la semplice compliance. Possono essere leader in termini di cyber-resilienza, sicurezza informatica e operazioni IT, stabilendo un punto di riferimento per il resto d’Europa.

Cosa può offrire una moderna piattaforma unificata MSP-MSSP

L’evoluzione delle normative in ambito digitale impone a imprese e service provider di unire in modo sinergico la gestione, la cybersecurity e i supporti alla conformità. Per molti MSP l’evoluzione sarà essenziale per continuare a fornire servizi a clienti e restare competitivi. Di seguito una sintesi delle capacità oggi offerte dalla piattaforma MSP Central di ManageEngine.

  1. UNIFICAZIONE OPERATIVA. Un’unica piattaforma integra ITSM, endpoint e cybersecurity, elimina i silos e migliora visibilità e controllo tramite correlazione eventi.
  2. COMPLIANCE E PROTEZIONE DATI. Piattaforma con compliance e cybersecurity native, report rapidi per audit, protezione dati con crittografia e DLP, tracciamento accessi a sistemi e app.
  3. RESILIENZA E RISPOSTA.Piattaforma resiliente e conforme UE, operativa 24/7, con visibilità su infrastrutture ibride, automazione, gestione incidenti e rapido recovery.

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