All’MSP Global che si è tenuto in Spagna, a Tarragona, Ezequiel Steiner, CEO di Acronis, ha delineato con chiarezza l’evoluzione mercato dei managed service provider e quale roadmap l’azienda intende seguire per consentire ai propri partner di affrontare le nuove sfide. Una rotta fondata su due pilastri: iperautomazione e produttività. “Per noi è tassativo automatizzare e garantire la sicurezza intorno allo stack per i nostri MSP, al fine di proteggere i loro clienti”, ha spiegato Steiner. La missione, in sintesi, è rendere la protezione informatica realmente efficace e accessibile, superando la logica del semplice ‘spuntare una casella’ nelle checklist di sicurezza.
Nuovi strumenti per supportare di più e meglio gli MSP
Secondo Steiner, il mercato MSP soffre una cronica mancanza di competenze. “Molti provider non si sentono preparati, non si sentono a loro agio nell’utilizzare gli strumenti che esistono sul mercato per proteggere l’infrastruttura dei clienti. Alla fine, dicono ‘sì, ti stiamo proteggendo’, ma in realtà non c’è protezione reale”, ha sostenuto. Per colmare questo vuoto, Acronis sta investendo appunto su automazione e intelligenza artificiale, con l’obiettivo di fornire uno staff integrato che supporti i partner dalla protezione dell’endpoint fino ai servizi gestiti. “È un’idea semplice, ma tecnicamente molto complessa. Tuttavia, con le nuove funzioni in arrivo entro il primo trimestre del prossimo anno, saremo in grado di mantenere la promessa di una sicurezza integrata che consenta ai provider di proteggere davvero i propri clienti”.
Ricordiamo che Acronis è una realtà in forte espansione: cresce cinque volte più velocemente del mercato complessivo, con oltre 21.000 MSP che utilizzano le sue soluzioni. “Il mercato fornitori di servizi gestiti cresce tra il 7% e il 10% globalmente, ma noi viaggiamo a una velocità molto superiore”, ha osservato Steiner, ricordando che la compagnia ha una struttura fortemente europea, con sede in Svizzera, centri di sviluppo in Bulgaria, Italia, Serbia e Turchia e 29 data center nel continente. “Siamo molto orgogliosi delle nostre radici europee e del fatto di essere leader in tre aree chiave: sicurezza, protezione dei dati e gestione remota”.
Il punto cardine è la produttività
Il secondo grande asse della strategia riguarda la produttività. “Un tecnico MSP gestisce in media 250 endpoint e lavora con margini EBITDA intorno al 7%. È un settore a margini sottilissimi, dove oltre l’80% dei costi è legato alla manodopera”, ha spiegato Steiner. Per migliorare la redditività, l’unica via è aumentare la produttività dei tecnici, riducendo il tempo speso in attività ripetitive. L’intelligenza artificiale può occuparsi della gestione dei ticket, della risoluzione di problemi semplici, della configurazione di nuovi utenti. “Tutto questo può essere gestito dall’AI. Quando lo si rimuove dalla vita quotidiana del tecnico, la produttività raddoppia”, ha detto il CEO.
Ma la rivoluzione non è solo tecnologica: è anche economica e strategica. L’automazione, infatti, sta accelerando un processo di consolidamento nel mercato MSP. “Adottare o meno queste tecnologie non è un optional – ha avvertito Steiner –. O le si adotta, o si è fuori dal business. È un mondo dove o mangi o vieni mangiato”. La diffusione dell’intelligenza artificiale sta creando un divario competitivo tra chi innova e chi resta indietro. Le aziende che integrano soluzioni automatizzate migliorano i margini e, di conseguenza, il proprio valore di mercato. “Acquisire oggi società con margini bassi è un’ottima opportunità: adottando l’automazione e l’AI, quei margini crescono e la valutazione esplode. È questo che alimenterà una nuova ondata di fusioni nel settore”.
L’AI è la chiave per una sicurezza autonoma
A fare eco alla visione del CEO è Gerald Beuchelt, Chief information security officer di Acronis, che ha delineato la nuova frontiera della cybersicurezza: “L’intelligenza artificiale e la sicurezza sono oggi a un punto di svolta. Per anni abbiamo parlato del divario di competenze, ma è diventato un ostacolo strutturale. L’unica risposta è automatizzare”.
Beuchelt ha spiegato come la Threat Intelligence, un tempo parola d’ordine e oggi pilastro operativo, stia evolvendo verso sistemi capaci di generare actionable insights, intuizioni operative basate su dati aggiornati e processabili dai sistemi stessi. “Non basta avere un report. Bisogna tradurre i dati in strategie difensive concrete”, ha precisato.
Acronis, attraverso la sua Threat Research Unit, analizza miliardi di eventi. Questo, nel solo 2024, le ha permesso di bloccare oltre 100 milioni di URL malevoli e un miliardo di email potenzialmente pericolose. Il CISO ha raccontato come persino attori non sofisticati stiano sfruttando tecniche avanzate, come la steganografia nelle immagini per nascondere codice dannoso, un tempo appannaggio di gruppi di state sponsored. “Vediamo oggi quotidianamente attacchi che solo pochi anni fa erano impensabili per piccole aziende. L’AI è stata adottata anche dal lato degli avversari”.
Da qui l’urgenza di un nuovo paradigma: piattaforme di sicurezza unificate, integrate con funzioni di gestione remota (RMM) e capacità di operare anche offline, per ambienti on-premise. “Dobbiamo costruire ambienti di sicurezza semi-autonomi – ha ribadito – in grado di reagire in tempo reale senza dover contare su un esercito di analisti umani”.
La produttività parte dalle persone e dalla diversità
Se Steiner e Beuchelt rappresentano la dimensione tecnologica e strategica della transizione, Alona Geckler, senior vice president Business Operations e responsabile ESG di Acronis, porta il discorso sul piano umano. Nella sua ricerca sul settore IT, condotta su 666 professionisti in otto Paesi (Italia inclusa), Geckler ha esplorato il legame tra produttività, talento e diversità. “L’80% dei costi dei nostri MSP è legato al lavoro. I dipendenti sono l’asset più importante del settore IT”, ha ricordato.
La mancanza di competenze e la difficoltà di assunzione rendono ancora più cruciale la crescita interna: “Anche quando troviamo il talento, dobbiamo svilupparlo per restare al passo con le innovazioni”. Ma il tema centrale della sua analisi è l’equilibrio tra vita professionale e personale. “Il 63% delle donne nel settore IT ha problemi con il work-life balance, contro meno della metà degli uomini. E il 52% teme di perdere opportunità di carriera se si dedica alla famiglia”.
Per Geckler, il mentoring è una risposta concreta: “Il 43% delle donne chiede programmi di mentorship, contro il 23% degli uomini. È una delle misure più efficaci per favorire la crescita e trattenere il talento femminile”. In Acronis questi programmi sono ormai misti, ma con una presenza femminile garantita di almeno il 50%.
Il suo intervento si è chiuso con un accento sull’impegno ESG: riduzione delle emissioni, attenzione ai fornitori e iniziative sociali globali. “Acronis è nata anche dal desiderio di restituire valore. Costruiamo scuole, organizziamo corsi per bambini, anziani e migranti, perché la conoscenza è la prima forma di sicurezza”.
Un ecosistema guidato dall’AI, ma centrato sull’uomo
Dalle parole dei tre dirigenti emerge un messaggio univoco: la rivoluzione digitale del settore MSP passa dall’intelligenza artificiale, ma non può prescindere dalle persone. Steiner vede nell’AI la chiave per liberare i tecnici dai compiti ripetitivi; Beuchelt la considera l’unico modo per difendere infrastrutture sempre più complesse; Geckler ricorda che, senza talento motivato e diversità, nessuna automazione potrà reggere nel lungo periodo.
“L’AI end-to-end nel flusso di lavoro quotidiano del fornitore di servizi non è il futuro – ha concluso Steiner –. È l’oggi. Ed è ciò che rivoluzionerà il nostro settore”.

