Industria 4.0 e digital transformation spingono il mercato rugged

Non solo dispositivi ma veri e propri strumenti di valenza strategica per un mercato che cresce al ritmo del 6% a livello globale, molto attivo anche in Italia sotto la spinta del PNRR e della transizione digitale

Negli ultimi anni, la crescente complessità delle operazioni industriali, logistiche e militari ha generato una forte spinta verso l’adozione di soluzioni IT in grado di garantire continuità e affidabilità anche nelle condizioni operative più severe.

Tuttavia, l’interesse per i dispositivi rugged non è più limitato a una logica difensiva, legata alla necessità di protezione fisica, ma deriva anche dalla loro capacità di integrarsi con le tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0. Oggi questi dispositivi sono progettati per supportare connettività 5G, architetture edge computing, moduli GNSS per la localizzazione avanzata e sensori IoT, rendendoli veri e propri abilitatori tecnologici per il futuro prossimo.

Un altro elemento che contribuisce all’adozione di queste soluzioni è la crescente attenzione verso la sostenibilità e la gestione centralizzata dei dispositivi aziendali. Le imprese stanno privilegiando prodotti con cicli di vita estesi, supportati da piattaforme di gestione unificata, aggiornamenti remoti, componentistica modulare e programmi di ricondizionamento. Questo approccio permette di ridurre l’impatto ambientale e, allo stesso tempo, massimizzare il ritorno economico sugli investimenti.

La difesa, la logistica e l’energia (in particolare nel settore oil&gas) figurano tra gli ambiti in cui la domanda di rugged è più marcata. Tuttavia, anche settori come la sanità d’emergenza e la produzione manifatturiera stanno adottando sempre più frequentemente questi terminali.

Secondo una recente analisi pubblicata da Global Growth Insights, il mercato globale dei dispositivi rugged nel 2025 supererà i 7 miliardi di dollari con previsioni di crescita fino a 11,99 miliardi entro il 2033 con una CAGR del 6.25%.

A trainarlo soprattutto il Nord America, che rappresenta circa il 37% del valore complessivo, seguito da Europa (25%) e Asia-Pacifico (28%).

La segmentazione del mercato per tipologia di prodotto rivela che i rugged computer coprono il 39% della quota totale, mentre le soluzioni di comunicazione (come smartphone o handheld rugged) costituiscono il 33%, seguite dai display rugged (al 28%). Anche in Italia si registra un crescente interesse per queste tecnologie. In particolare, l’ambito ferroviario, i servizi ambientali e la gestione delle emergenze rappresentano aree in cui la robustezza e l’affidabilità dei dispositivi diventano determinanti per garantire sicurezza operativa, efficienza e conformità normativa.

Secondo un’analisi condotta da IDC Italia, il valore del mercato dei dispositivi rugged nel nostro Paese è stimato in crescita con un CAGR superiore al 6% fino al 2027, trainato da un mix di digitalizzazione industriale, investimenti sul piano transizione 4.0 e iniziative collegate al PNRR.

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