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Difendersi dai rischi dell’AI con l’AI

L’intelligenza artificiale (AI) non è un concetto nuovo; da decenni, essa permea studi, ricerche e applicazioni in vari settori. Tuttavia, negli ultimi dieci mesi, abbiamo assistito a una vera e propria rivoluzione, innescata dalla disponibilità generalizzata dell’AI generativa. L’apertura di questo “vaso di Pandora” ha democratizzato l’accesso a strumenti di una potenza inaudita, capaci di generare sia innovazioni sia rischi senza precedenti per la cybersecurity.

La facilità con cui ora si possono creare contenuti falsi, campagne di phishing sofisticate e Deepfake sempre più realistici, ha segnato un punto di svolta nell’evoluzione del cybercrimine organizzato. Questi criminali, spinti dalle nuove possibilità offerte dall’AI generativa, stanno ridefinendo i confini delle loro operazioni, rendendole non solo più efficaci ma anche più difficili da riconoscere e contrastare.

La situazione attuale, sebbene critica, potrebbe presto essere vista come un periodo relativamente tranquillo rispetto a quello che ci attende.

La riservatezza dei dati nell’era dell’AI: tra innovazione e rischi per la privacy

Nel contesto dell’espansione dell’intelligenza artificiale generativa emerge preponderante anche il tema della riservatezza dei dati. La raccolta e l’elaborazione delle informazioni personali sollevano interrogativi fondamentali su dove e come i dati inseriti nei sistemi AI vengano conservati e utilizzati anche perché esiste una comprensione limitata e superficiale da parte di molte aziende che si stanno affrettando ad adottare soluzioni di AI generativa. Questa fretta può portare all’implementazione di strumenti AI non completamente affidabili, suscettibili a errori o, peggio ancora, capaci di divulgare inavvertitamente informazioni sensibili.

Questo scenario è aggravato dalla mancanza oggi di normative chiare e coerenti che regolamentino l’uso e la gestione dei dati personali nell’era dell’AI. In Europa, la risposta normativa all’uso dell’intelligenza artificiale è in corso di definizione, con il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) che funge da pietra miliare, ma che tuttavia necessita di aggiornamenti per affrontare le sfide poste dalle nuove tecnologie AI. La situazione normativa, ancora in uno stato di evoluzione, lascia ampi spazi di incertezza che possono essere sfruttati per condurre attività illecite dai cybercriminali che trovano nelle lacune normative e nella confusione generale l’ambiente ideale per le loro operazioni.

L’impatto dell’AI sulla proliferazione di cyber-attacchi

L’intelligenza artificiale generativa ha aperto la porta a una nuova era di minacce informatiche, rendendo gli attacchi più sofisticati, mirati e difficili da prevenire. Il phishing, per esempio, in passato affidato a email mal formattate e facilmente riconoscibili, ora beneficia dell’AI per creare messaggi e siti Web estremamente convincenti, corretti linguisticamente e personalizzati sulle vittime tramite l’analisi di enormi quantità di dati raccolti online.

Le frodi online, alimentate da tecniche di AI avanzate, diventano sempre più elaborate, sfruttando i Deepfake e altre tecnologie per impersonare individui e organizzazioni con un realismo senza precedenti, rendendo sempre più difficile per gli utenti distinguere le comunicazioni legittime da quelle truffaldine. Questi strumenti AI, in grado di manipolare audio e video, stanno diventando particolarmente problematici in ambito finanziario e politico, dove possono essere utilizzati per influenzare l’opinione pubblica o commettere frodi su vasta scala.

La disponibilità di LLM sul dark Web privi di filtri etici o di sicurezza amplifica ulteriormente il rischio; questi modelli possono essere, infatti, sfruttati per generare codici maligni, inclusi ransomware e altri software dannosi, con una facilità e velocità che rendono la difesa sempre più complessa e portano le aziende

L’evoluzione del cybercrimine sotto l’impulso dell’intelligenza artificiale richiede, pertanto, un ripensamento delle strategie di difesa in ambito cybersecurity e sollecita un aggiornamento continuo delle tecnologie e delle competenze per anticipare e neutralizzare le minacce emergenti, sempre più intelligenti e automatizzate.

Di fronte ai nuovi rischi dell’AI lo strumento di difesa più efficace è l’AI stessa.

Dualismo digitale: l’AI rafforza sia il cybercrimine sia le difese

Se da un lato l’AI ha dotato i malintenzionati di strumenti più potenti per orchestrare attacchi sempre più sofisticati, dall’altro ha equipaggiato gli esperti di sicurezza informatica con strumenti per migliorare la capacità di rilevare e contrastare le minacce generate dalla stessa tecnologia.

Gli strumenti di AI sono diventati irrinunciabili nel toolkit della cybersecurity. Sistemi di rilevamento delle intrusioni basati su AI, per esempio, sono in grado di analizzare pattern di traffico in tempo reale, identificando tentativi di attacco prima che questi possano causare danni. Allo stesso modo, l’analisi predittiva, basata sul machine learning, consente di prevedere e prevenire attacchi futuri analizzando tendenze e comportamenti passati.

Inoltre, l’AI gioca un ruolo cruciale nel rafforzare i protocolli di autenticazione, rendendo l’accesso ai sistemi critici più sicuro attraverso l’identificazione biometrica e i sistemi di riconoscimento comportamentale. Questi metodi, sempre più diffusi, aiutano a ridurre significativamente il rischio di accessi non autorizzati, rappresentando un baluardo contro il phishing e altre tecniche di ingegneria sociale.

La capacità dell’AI di elaborare e analizzare vasti volumi di dati in brevissimo tempo si rivela fondamentale anche nel contrasto ai malware. Gli antivirus potenziati da AI sono in grado di identificare minacce precedentemente sconosciute attraverso l’analisi del comportamento dei file, piuttosto che affidarsi unicamente alle firme digitali, che possono essere facilmente eluse.

Questo equilibrio di potere tra attacco e difesa delinea una situazione in cui ogni avanzamento nel campo dell’intelligenza artificiale alimenta una corsa agli “armamenti digitali” che richiede un aggiornamento tecnologico costante e sottolinea, oggi più che mai, l’importanza di un approccio proattivo e innovativo nella lotta contro il cybercrimine.

OpenText Aviator Cybersecurity risponde alla sfida dell’AI

OpenText Aviator Cybersecurity rappresenta una risposta concreta e efficace a queste esigenze, offrendo una piattaforma robusta e dinamica che integra le più avanzate tecnologie AI per garantire una protezione completa.

La forza di OpenText Aviator risiede nella sua capacità di combinare analisi predittiva, machine learning e intelligenza artificiale per identificare, prevenire e neutralizzare le minacce in tempo reale. Questo approccio proattivo non si limita a offrire una difesa contro gli attacchi noti, ma si estende alla rilevazione e alla mitigazione di comportamenti anomali e potenzialmente dannosi, assicurando una protezione continua contro le minacce emergenti.

La piattaforma si distingue anche per la sua flessibilità e scalabilità, adattandosi alle esigenze specifiche di ogni azienda, indipendentemente dalle dimensioni o dal settore di appartenenza. OpenText Aviator facilita l’integrazione con sistemi esistenti, permettendo alle organizzazioni di rafforzare la loro postura di sicurezza senza causare interruzioni operative.

Inoltre, questa soluzione pone un accento particolare sulla formazione e sulla consapevolezza degli utenti, offrendo strumenti educativi e di simulazione che aiutano a prevenire gli attacchi basati sul social engineering resi sempre più sofisticati grazie all’uso dell’AI. Questa componente formativa è cruciale per costruire una cultura della sicurezza all’interno delle aziende, rendendo ogni dipendente un attore attivo nella difesa contro le minacce informatiche.

Per queste ragioni OpenText Aviator Cybersecurity rappresenta un alleato fondamentale per le aziende che navigano nel complesso panorama delle minacce digitali odierne. La sua integrazione di tecnologie avanzate e l’approccio olistico alla sicurezza informatica offrono una risposta tempestiva e efficace alle sfide poste dall’intelligenza artificiale generativa, assicurando che le organizzazioni possano continuare a innovare e crescere in un ambiente digitale sicuro e protetto.

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