Innovaway: la complessità applicativa pesa sul business

La diffusione di strumenti per la collaborazione ha abilitato nuovi modelli operativi, ma la loro crescita non governata sta generando inefficienze, criticità di sicurezza e un peggioramento della digital employee experience. La sfida per le imprese è passare da ecosistemi frammentati a piattaforme integrate e proattive.

Il digital workplace ha rappresentato negli ultimi anni uno dei pilastri della trasformazione organizzativa: collaborazione distribuita, smart working, accesso ai dati da qualsiasi luogo e nuovi modelli operativi. Ma la crescita accelerata delle piattaforme ha prodotto un effetto collaterale che oggi molte aziende stanno iniziando a misurare in modo concreto: la frammentazione tecnologica.

Secondo un’analisi dell’Enterprise Strategy Group, il 44% delle organizzazioni statunitensi utilizza tra sei e dieci soluzioni di comunicazione e collaboration, mentre il 37% ne adotta più di dieci. Un mosaico applicativo che, invece di aumentare la produttività, rischia di rallentare processi e decisioni.

Antonio Burinato, direttore generale di Innovaway
Antonio Burinato, direttore generale di Innovaway

“La proliferazione di tool ha abilitato modelli di lavoro più flessibili, ma ha anche creato ecosistemi digitali complessi da governare. Il risultato è una perdita di visibilità end-to-end e un aumento dell’inefficienza operativa”, osserva Antonio Burinato, direttore generale di Innovaway.

Context switching e governance: quando la complessità diventa costo

Il passaggio continuo tra dashboard e ambienti diversi – il cosiddetto context switching – incide direttamente sui tempi decisionali e sulla qualità delle attività operative. A questo si aggiunge una governance più difficile dell’intero ambiente digitale, con impatti misurabili sulle performance di business.

La frammentazione non riguarda solo la produttività. Anche la sicurezza ne risente. Strumenti non integrati generano zone d’ombra in cui le minacce possono muoversi lateralmente senza essere intercettate in modo tempestivo.

“Senza una correlazione strutturata degli eventi, la postura di cybersecurity resta inevitabilmente reattiva e frammentata, aumentando il livello di rischio aziendale”, sottolinea Burinato.

Collaboration e DEX: il paradosso degli strumenti digitali

Uno degli obiettivi del digital workplace era superare i silos organizzativi. In molti casi, però, la moltiplicazione delle piattaforme ha prodotto l’effetto opposto: informazioni e processi restano confinati in domini separati, rendendo più complesso il coordinamento tra IT, security e line of business.

L’impatto è evidente anche sulla Digital Employee Experience. La ricerca Gray Work Index 2024/2025 di Quickbase evidenzia che il 90% dei lavoratori si sente sopraffatto dal numero di applicazioni utilizzate ogni giorno.

“In assenza di un layer tecnologico unificato, la collaborazione cross-funzionale si indebolisce e l’esperienza digitale dei dipendenti peggiora”, aggiunge Burinato.

Piattaforme unificate: dal modello reattivo a quello proattivo

Per molte organizzazioni la risposta non è ridurre semplicemente il numero dei fornitori, ma adottare un approccio integrato alla gestione degli endpoint e dell’ambiente digitale.

L’obiettivo è ottenere:

  • visibilità centralizzata su dispositivi e performance
  • integrazione tra endpoint management e sicurezza
  • automazione delle attività operative
  • monitoraggio proattivo

Un cambio di paradigma che trasforma il ruolo dell’IT.

“Una gestione unificata del workspace digitale consente di passare da un modello reattivo a uno proattivo, con benefici in termini di costi operativi, sicurezza e soddisfazione degli utenti”, evidenzia Burinato.

Un prerequisito per scalare AI e nuovi modelli di lavoro

Il tema non riguarda solo l’efficienza attuale. Una piattaforma integrata diventa un fattore abilitante per l’adozione di nuove tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale, senza dover riprogettare l’infrastruttura.

La gestione centralizzata e coerente degli endpoint permette infatti di governare ambienti sempre più distribuiti e dinamici, mantenendo controllo e flessibilità.

“Un approccio unificato non è solo la risposta alla complessità generata dalla frammentazione, ma il presupposto per affrontare le prossime evoluzioni del digital workplace”, conclude Burinato.

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