Il percorso di crescita di ReeVo negli ultimi anni racconta la trasformazione di un operatore cloud italiano in un player europeo sempre più strutturato, capace di coniugare espansione internazionale, innovazione tecnologica e una visione strategica centrata su sovranità digitale, integrazione tra cloud e cybersecurity e valorizzazione del canale. Una traiettoria che, come emerge dalle parole dei due co-fondatori, i fratelli Antonio e Salvatore Giannetto, si basa su scelte precise e su una capacità di adattarsi rapidamente a un mercato in continua evoluzione.
Tornare a una dimensione privata
Il punto di svolta arriva nel 2023, quando l’azienda decide di uscire dalla Borsa e tornare a una dimensione privata, sostenuta dal fondo White Bridge Investments. Una scelta che non rappresenta un passo indietro, ma piuttosto un’accelerazione. Come sottolinea Antonio Giannetto, Ceo dell’azienda, “abbiamo deciso di intraprendere un percorso di crescita internazionale per accelerare questo percorso”, liberandosi dei vincoli tipici di una società quotata. Questo passaggio segna l’inizio di una nuova fase, caratterizzata da acquisizioni mirate e da una strategia di consolidamento che prende forma nel 2024.
Nel corso di quell’anno, ReeVo porta a termine operazioni significative: l’ingresso in Francia con l’acquisizione di Abbana (realtà consolidata dei segmenti cloud e cyber security) e il rafforzamento del core business cloud attraverso l’acquisizione in Italia di ItNet e Sighup. Queste contribuiscono a delineare una nuova linea di business dedicata al cloud native, ambito sempre più centrale per le aziende che adottano architetture moderne basate su container e DevOps. “Abbiamo incorporato ItNet per incrementare quello che per noi era già il core business, il mondo private cloud”, spiega Antonio Giannetto, evidenziando come la crescita non sia solo geografica ma anche tecnologica.
Il 2025 è stato l’anno del consolidamento. L’integrazione delle società acquisite consente di creare un unico grande team, armonizzare il portafoglio di offerta e ampliare la presenza internazionale con nuove cloud region in Francia e Spagna. Questo lavoro di unificazione non è solo organizzativo, ma rappresenta un passaggio fondamentale per costruire una piattaforma coerente e scalabile, in grado di sostenere l’ambizione dichiarata: triplicare i ricavi, che attualmente sono attorno ai 70 milioni di euro, entro il 2030.
Cloud e cybersecurity convergono per proteggere il business
Al centro di questa strategia c’è una visione chiara: cloud e cybersecurity non sono più ambiti distinti, ma due facce della stessa medaglia. ReeVo nasce infatti con un approccio integrato, che oggi si conferma come uno dei principali elementi distintivi. “Noi li vediamo integrati sin dal primo giorno, sono due mezzi per raggiungere lo stesso scopo: proteggere il business delle aziende”, afferma Antonio Giannetto. In un contesto in cui le minacce informatiche sono sempre più sofisticate e pervasive, questa integrazione diventa un requisito imprescindibile.
A rafforzare ulteriormente questa impostazione contribuisce il tema della sovranità digitale, diventato negli ultimi anni uno dei pilastri della strategia aziendale. Non si tratta solo di localizzazione dei dati, ma di controllo e governance degli stessi. ReeVo investe in infrastrutture locali, certificazioni e competenze per garantire che i dati dei clienti restino sotto giurisdizione europea. “Non basta che i dati siano in Europa, bisogna avere la governance”, sottolinea Salvatore Giannetto, oggi presidente dell’azienda, evidenziando una sensibilità crescente soprattutto dopo le tensioni geopolitiche e le implicazioni normative.
Nuove opportunità dalla repatriation
Questo scenario ha aperto nuove opportunità di business, in particolare nel fenomeno della repatriation per riportare workload e infrastrutture dai grandi hyperscaler internazionali verso provider locali. “Vediamo un aumento significativo di clienti che scelgono ReeVo per ragioni di sovranità digitale”, afferma Salvatore Giannetto. Tuttavia, il processo non è semplice: “spostare un’infrastruttura è come il trasloco di casa, è una cosa impegnativa”. Le aziende più grandi, che hanno adottato per prime il cloud pubblico, si trovano oggi ad affrontare progetti complessi di migrazione inversa, mentre le PMI possono partire direttamente con scelte più consapevoli.
In questo contesto emerge con forza il ruolo del cloud privato, o meglio di modelli ibridi che combinano flessibilità e controllo. Molti clienti, infatti, cercano una soluzione intermedia tra il cloud pubblico e l’on-premise. “Ci viene chiesto di avere una piccola ReeVo on premise”, racconta Antonio Giannetto, descrivendo la domanda di ambienti dedicati che garantiscano maggiore governance senza rinunciare ai vantaggi del cloud. La risposta dell’azienda è un’offerta flessibile, capace di adattarsi alle diverse esigenze, combinando componenti dedicate e condivise.
Valorizzare il canale con un nuovo partner program
Un elemento chiave per rendere possibile questa evoluzione è rappresentato dai partner, che per ReeVo “non sono solo un canale di vendita ma il driver principale della crescita”, afferma Salvatore Giannetto. Con circa 400 partner in Europa, di cui la grande maggioranza in Italia, l’azienda ha costruito nel tempo un ecosistema solido e diversificato, composto da MSP, system integrator e consulenti.
Proprio la varietà del canale ha portato alla definizione del nuovo programma Synergy, pensato per valorizzare le diverse tipologie di partner e rispondere in modo più efficace alle esigenze del mercato. Da un lato, ci sono partner che operano in modalità più autonoma (come gli MSP), utilizzando piattaforme self-service e modelli “click and pay”; dall’altro, system integrator che lavorano su progetti complessi e richiedono un supporto più strutturato. “Vogliamo evidenziare il meglio del nostro canale, supportandolo nel modo migliore”, spiega Salvatore Giannetto.
Il nuovo programma introduce maggiore chiarezza anche in termini di responsabilità, un aspetto cruciale in progetti complessi come quelli di migrazione o repatriation. I partner possono scegliere se investire per acquisire competenze e gestire in autonomia progettazione e delivery, oppure delegare queste attività a ReeVo. “Si vuole delegare a ReeVo la progettazione e il delivery? Lo facciamo noi per conto del partner”, chiarisce il presidente dell’azienda, sottolineando la flessibilità del modello.
Pmi e settore pubblico
Il ruolo del canale diventa ancora più centrale nei progetti di trasformazione, dove la conoscenza del cliente finale è determinante. “Il system integrator è il trait d’union tra il mercato e ReeVo: conosce i workflow del cliente e ci aiuta a identificare gli asset strategici”, evidenzia Giannetto. Questa collaborazione è fondamentale soprattutto nelle Pmi, dove spesso manca una struttura IT interna e il partner diventa un vero e proprio consulente di fiducia.
Parallelamente, ReeVo continua a rafforzare il proprio posizionamento anche nel settore pubblico, un ambito in cui la sovranità digitale e la compliance normativa assumono un ruolo ancora più rilevante. La partecipazione a gare e accordi quadro ha consentito all’azienda di entrare in progetti significativi, spesso in collaborazione con partner di primo piano. Questo approccio conferma l’importanza dell’ecosistema anche nei contesti più complessi.
Il 40% del fatturato dal mercato estero
Guardando al futuro, la strategia di ReeVo appare chiara: consolidare la presenza in mercati chiave come Italia e Francia. Ma anche in quelli di Spagna e Svizzera, dove nel 2026 sono state rispettivamente acquisite Hispasec Sistemas e Security Lab, entrambe operanti nella cybersecurity. L’obiettivo è aumentare il peso dei ricavi internazionali, puntando a raggiungere il 40% del totale, continuando a sviluppare un modello basato su servizi gestiti, integrazione tra cloud e cybersecurity e forte collaborazione con il canale.
In un mercato in cui la tecnologia è sempre più percepita come un mezzo e non come un fine, l’approccio di ReeVo sembra intercettare una domanda in evoluzione. “I clienti vogliono servizi, vogliono un partner che garantisca continuità e sicurezza”, conclude Salvatore Giannetto. In tal senso, il valore non sta solo nell’infrastruttura, ma nella capacità di costruire un ecosistema che unisca competenze, tecnologia e relazioni.

