Nutanix Next On Tour: Italia tra cloud, AI e libertà dal lock-in

Con la tappa nel nostro Paese del suo evento itinerante, Nutanix ha voluto evidenziare sfide e opportunità di cloud ibrido, centralità del dato, intelligenza artificiale, sicurezza e un modello operativo aperto per innovare in azienda

Alla tappa italiana dell’evento itinerante Nutanix Next On Tour, è stata l’innovazione cloud a imporsi come il fulcro di una discussione che attraversa tecnologia, geopolitica, sicurezza e nuovi modelli operativi. A introdurre i lavori è stato Marco Del Plato, direttore tecnico di Nutanix Italia, che ha descritto l’attuale momento storico come un crocevia complesso, dove l’IT non è più un semplice supporto, ma un asset strategico determinante. Come ha spiegato Del Plato, oggi l’IT ha il compito di rispondere a sfide che possono arrivare a coinvolgere non solo le imprese, ma “addirittura paesi o continenti

La visione di Del Plato si è concretizzata nell’immagine di un viaggio digitale che necessita di tre elementi essenziali: una destinazione, una strada e un mezzo. La destinazione, ha chiarito, è “l’innovazione, la semplicità, la capacità di rispondere alle sfide quotidiane”. La strada è un percorso spesso irto di compromessi tecnologici, che Nutanix punta a ridurre al minimo, mentre il mezzo deve essere “una piattaforma che risponda a queste esigenze”, capace di abilitare un ecosistema integrato e sostenibile.

L’innovazione tra controllo e libertà

Secondo Del Plato, innovare non significa solo adottare nuove tecnologie, ma costruire un modello operativo coerente e sicuro. Parafrasando un noto claim commerciale, ha sottolineato come “l’innovazione senza controllo sia un puro esercizio di stile” e che il vero valore emerge solo quando sicurezza, compliance e gestione del rischio dialogano con semplicità e integrazione.

Nel suo intervento ha affrontato anche uno dei nodi più critici per le imprese moderne: la libertà dal vendor lock-in. Nutanix vuole offrire la possibilità di eseguire applicazioni ovunque, consentendo ai clienti di scegliere consapevolmente se collocarle in un public cloud, presso un service provider o nel data center aziendale. Del Plato ha ribadito che l’obiettivo è la libertà architetturale: “Voi deciderete dove eseguire le applicazioni e noi vi possiamo aiutare a ottenere il risultato atteso”.

Il tema centrale rimane il dato, considerato il punto focale dell’intera strategia, soprattutto in ottica AI e sovranità digitale. Il percorso verso il sovereign cloud, oggi sempre più indispensabile, si basa sulla capacità di preservare la proprietà e il controllo del contenuto informativo.

Una crescita solida e un ecosistema aperto

Sammy Zoghlami, senior vice president EMEA di Nutanix, ha ampliato la visione offrendo una fotografia del percorso di crescita dell’azienda. Nutanix è oggi tra le prime 50 software company al mondo e continua a registrare una crescita a doppia cifra, supportata da oltre 30.000 clienti e da un Net Promoter Score oltre 90, un valore, come ha ricordato Zoghlami, che pone Nutanix “probabilmente in prima posizione nella classifica del modo in cui le aziende si prendono cura dei propri clienti”.

Il manager ha ribadito come la strategia di Nutanix si fondi su un principio cardine: “Siamo un’azienda molto aperta ai partner”. In tal senso, Zoghlami ha spiegato come l’integrazione nei contesti esistenti e la collaborazione con l’ecosistema siano elementi centrali nella crescita e nell’adozione della piattaforma.

Parlando dell’espansione del mercato, Zoghlami ha individuato tre grandi tendenze che stanno facendo da traino: la necessità di soluzioni ibride e multicloud, l’approccio orientato al cliente e la crescente accelerazione dei programmi di migrazione verso il cloud. In questo scenario, l’Italia rappresenta un punto di forza e lo prova il fatto che “in questo momento, il suo tasso di crescita è superiore a quello dell’area EMEA”.

L’urgenza dell’AI e il nuovo ruolo dell’IT

Leonardo Boscaro, sales leader database EMEA di Nutanix, ha affrontato il tema della crescente pressione dell’intelligenza artificiale nelle strategie delle imprese. Nonostante la fiducia degli amministratori delegati, il livello di preparazione reale è molto basso: “l’84% dei data leader ammette che la propria organizzazione è affatto pronta” per affrontare progetti AI su larga scala, principalmente per la mancanza di dati AI-ready. La sfida maggiore arriva dalla totale assenza di precedenti: “Nessuno ha conoscenze o competenze, è una cosa totalmente nuova. I CIO percepiscono che hanno bisogno dell’intelligenza artificiale, ma non sanno di preciso a cosa gli serve”.

Boscaro ha denunciato anche i rischi dello shadow IT, amplificati dall’accessibilità degli strumenti low-code e generativi, che “espone l’azienda ai pericoli che dervivano dalla cybersecurity”. Questa complessità grava sui team tecnici, costretti a dedicare fino a “11 settimane l’anno” alla gestione di sicurezza e compliance.

Da qui nasce la figura emergente del platform manager, che supera il ruolo dell’infrastructure manager tradizionale per offrire servizi integrati e automatizzati: database, container, VM e persino un catalogo aziendale di LLM. Nutanix abilita questo cambio di paradigma con il suo modello Hybrid Multicloud e con iniziative come Project Beacon, pensato per consentire di eseguire applicazioni ovunque, senza alcun vincolo.

Dall’HCI all’AI: una piattaforma che evolve

A delineare l’evoluzione tecnologica è intervenuto Manosiz Bhattacharyya, CTO di Nutanix, che ha ribadito la missione originaria: “portare l’esperienza cloud ovunque”. L’azienda si ispira al modello degli hyperscaler pubblici, offrendo una piattaforma capace di eseguire “qualsiasi applicazione, in qualsiasi luogo. La trasformazione delle applicazioni, passate da monoliti a microservizi, richiede un cambio di paradigma nella resilienza: containerizzare un’app non basta, perché “si tratta in realtà di cambiare il paradigma di disponibilità e resilienza”.

Nutanix ha sviluppato un’architettura a livelli che replica il modello cloud: NCI come base IaaS, servizi dati per Kubernetes, gestione unificata tramite Nutanix Cloud Manager e la centralizzazione globale offerta da Nutanix Central, definito come “il gateway per l’intera proprietà infrastrutturale di un’azienda”.

Con NC2, l’intero stack Nutanix è ora disponibile in AWS, Azure e presto GPC, abilitando scenari flessibili come burst, disaster recovery e gestione edge-to-cloud. Il futuro guarda all’AI, che Bhattacharyya definisce “uno dei problemi di infrastruttura più impegnativi”, perché richiede piattaforme solide per computing, dati, servizi e deployment sicuro degli agent.

Tre mercati chiave per l’Italia

Dal canto suo, Christian Turcati, senior director presales Systems Engineering per il Sud Europa, ha delineato le dinamiche del mercato italiano. Ha ricordato che il Paese ha saputo comprendere fin da subito il valore della semplicità: “la tecnologia era facile da comprendere e questo ha permesso alle aziende italiane di vedere rapidamente il ritorno dell’investimento”.

Secondo Turcati, tre segmenti mostrano particolare vitalità: il Public Sector, spinto dai fondi PNRR; l’enterprise, destabilizzato dalle scelte commerciali post-acquisizione Broadcom-VMware; il Mid-Market, sostenuto da un ecosistema di partner sempre più forte.

Per i service provider, Nutanix offre modelli flessibili che consentono di erogare servizi base o completamente gestiti, un’efficace risposta alle molteplici richieste di un mercato in profonda evoluzione.

 

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