Ritrovare in ufficio la serenità di casa: secondo Jabra, gli strumenti tecnologici sono la prima risorsa per il benessere mentale e la performance sul posto di lavoro.
Il 47% dei professionisti non vuole lasciare la scrivania di casa
Dopo il boom dello smart working, per alcuni professionisti tornare in ufficio non è stato più lo stesso. Secondo un’indagine di Jabra, il 47% dei dipendenti tra Europa e Stati Uniti si dichiara stressato e deconcentrato sul luogo di lavoro. Una condizione a cui quasi la metà dei lavoratori non vuole più sottostare. Ma come riportare la serenità domestica all’interno degli uffici? Il successo dello smart working ha tolto i riflettori al lavoro in sede: lavorare da casa, spiega Jean Baptiste Pain, managing director e vice presidente del South Europe & North West Africa di Jabra, “permette di scegliere i propri momenti di silenzio, il proprio ritmo di lavoro e ritrovare una forma di controllo, essenziale per l’equilibrio psicologico. Tuttavia – precisa – contrapporre l’ufficio al domicilio sarebbe un errore. L’ufficio resta un luogo indispensabile per alimentare il confronto, la creatività condivisa e il legame umano”. Secondo uno studio People at Work 2025, il 25% dei professionisti si dice più coinvolto dal proprio lavoro operando in modalità ibrida, rispetto a chi lavora solo in sede (21%) e chi solo da remoto (11%). “La sfida, dunque – continua Pain – non è scegliere tra due mondi, ma portare le virtù dell’uno all’interno dell’altro”.
Jabra: la tecnologia prima risorsa del lavoratore
Oggi gran parte delle riunioni di lavoro si svolge in modalità ibrida, tra il comfort di casa e la scrivania dell’ufficio. Secondo il barometro Phygital Workplace 2023, sono gli strumenti digitali, messi a disposizione del dipendente, la prima risorsa che permette di adattarsi a questo nuovo modo di lavorare. “Senza attrezzature adeguate, le riunioni diventano fonte di attrito: qualità audio scadente, affaticamento cognitivo, difficoltà a interagire efficacemente”, sottolinea Pain. Alle aziende basterebbero “dispositivi ben progettati che integrano tecnologie come la riduzione del rumore ambientale, una captazione della voce nitida e una buona qualità video” per permettere “scambi più fluidi, naturali e quindi meno stancanti”. Anche l’intelligenza artificiale, secondo Pain, può essere un alleato per ridurre il carico mentale dei dipendenti: “Trascrizione automatica degli appunti, sintesi delle riunioni, gestione intelligente dell’agenda. Soluzioni che liberano tempo cognitivo e permettono di ricentrarsi sull’essenziale”. Specialmente, quando il lavoro d’ufficio diventa davvero fonte di stress e distrazioni.
Oltre gli strumenti digitali, il primo passo è ripensare l’ufficio
Ritrovare sul luogo di lavoro la serenità di casa è diventata una nuova priorità per i professionisti. Oltre alla tecnologia, come primo passo bisognerebbe “ripensare gli uffici, introdurre zone silenziose, postazioni per la concentrazione e spazi flessibili – puntualizza Pain -. Riportare in ufficio la serenità tipica della casa non è un’utopia. È un nuovo parametro della qualità della vita sul lavoro, un’aspettativa crescente dei collaboratori e una leva di impegno duraturo. Un ufficio sereno non è necessariamente un luogo silenzioso, ma uno spazio in cui ognuno può lavorare senza sentirsi aggredito dall’ambiente circostante, dove la chiarezza prevale sul rumore e dove la tecnologia supporta senza distrarre”.

