Durante il recente evento NetApp Insight, l’azienda specializzata in soluzioni di storage ha presentato una serie di importanti novità. Tra queste, nuovi dispositivi di storage ad alte prestazioni, servizi per la protezione dei dati, mentre l’offerta cloud continua a evolversi sia in ottica hybrid sia multicloud. Anche l’AI è in primo piano, con NetApp che investe per semplificare e rendere più efficienti i progetti aziendali legati all’intelligenza artificiale.

Davide Marini, Country Manager di NetApp Italia, ha sottolineato come le imprese di oggi siano sempre più sotto pressione a causa della crescita esponenziale dei dati. “Le aziende devono confrontarsi con la sfida di gestire e proteggere dati in continuo aumento – spiega il manager –. NetApp risponde a queste esigenze con soluzioni che ottimizzano l’infrastruttura e abilitano una gestione intelligente dei dati, rendendo possibile una strategia completamente data-driven.”
I risultati del primo trimestre del FY 2024 sono stati talmente positivi che NetApp ha rivisto al rialzo gli obiettivi per il nuovo anno. “Abbiamo registrato una crescita del 21% nello storage flash rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente e i servizi cloud sono aumentati di circa il 40%” ha aggiunto Marini.
Più semplicità e prestazioni per lo storage Enterprise
Nel 2023, NetApp, storicamente nota per lo storage NAS, ha fatto il suo ingresso nel mercato dei sistemi flash SAN con i primi dispositivi della AFF A Series (A400, A800 e A900). Oggi, per rispondere alla modernizzazione dei data center, l’azienda ha lanciato tre nuovi modelli (A70, A90, A1K), progettati per coniugare semplicità e prestazioni elevate che andranno nel tempo a rimpiazzare i modelli attuali.
Le nuove soluzioni offrono un significativo incremento delle performance rispetto ai modelli precedenti raggiungendo i 12 milioni di Iops con una latenza inferiore ai millisecondo: il modello A70, per esempio, raggiunge un aumento del 109% rispetto all’A800, mentre l’A90 migliora dell’88% e l’A1K del 50% rispetto all’A900.
“Siamo ormai riconosciuti anche nel segmento SAN in cui stiamo crescendo molto rapidamente – assicura Marini -. I driver che guidano questa tipologia di sistemi storage sono di garantire un elevato livello di semplicità senza che ciò richieda compromessi in termini di potenza, con costi accessibili a tutte le aziende“.
L’azienda ha inoltre aggiornato la gamma FAS, composta da soluzioni ibride che combinano dischi a stato solido e rotativi, offrendo una maggiore flessibilità con un ottimo rapporto qualità-prezzo. I nuovi modelli FAS70 e FAS90 presentano un’architettura interna rivisitata per incrementare le prestazioni rispettivamente del 35% e del 85% rispetto ai modelli precedenti (FAS8300 e FAS9500).
Uno storage pensato per resistere al ransomware
“Lo storage è l’ultimo baluardo di protezione,” sostiene Marini.
NetApp ha lanciato ONTAP Autonomous Ransomware Protection, ora disponibile per il pubblico dopo un periodo di test che ha portato a ottenere la certificazione AAA per la sicurezza da parte di enti indipendenti come 3Labs.
Questa funzionalità, basata sull’intelligenza artificiale, analizza in tempo reale i dati scritti sui sistemi, creando copie di sicurezza non modificabili nel caso venga rilevato un malware. NetApp ha dichiarato che il sistema è in grado di rilevare il 99% degli attacchi, senza falsi positivi.
Ontap Autonomous Ransomware Protection non sostituisce le altre misure di sicurezza, ma si aggiunge come ulteriore livello di protezione, monitorando il comportamento degli utenti per identificare eventuali minacce e generando azioni mirate.
I dati si memorizzano sempre più nel cloud
NetApp ha migliorato l’offerta di soluzioni cloud con gli hyperscaler. Il servizio Azure NetApp File (ANF) permette di spostare i cosiddetti “dati freddi” che non richiedono di essere acceduti in modo rapido su dispositivi di storage a blocchi, riducendo i costi per i clienti. Un servizio analogo, NetApp Volumes, è disponibile in Google Cloud e offre una maggiore granularità, consentendo di scalare lo storage da 1 GB a 1 TB, rispetto ai 100 GB minimi di ANF.
Queste soluzioni si basano su Cloud Volume ONTAP, la versione software-defined del sistema operativo di NetApp, che funziona su infrastrutture cloud, supportando anche storage di terze parti.
“Manteniamo l’unicità di avere una versione unica del nostro sistema operativo, ONTAP, che funziona su tutti i prodotti e anche sugli hyperscaler come Azure, AWS e Google Cloud,” precisa Marini.
BlueXP, la piattaforma di gestione unificata di NetApp, è stata ulteriormente migliorata con nuove funzionalità, inclusa l’automazione delle attività di upgrade basata sulle vulnerabilità rilevate. Inoltre, è stato reso disponibile BlueXP Workload Factory, un servizio che facilita la migrazione di ambienti VMware verso AWS EC2.
Grazie all’AI un nuovo possibile approccio
NetApp si sta anche concentrando sull’intelligenza artificiale. Attraverso la collaborazione con NVIDIA, NetApp sta introducendo soluzioni per ottimizzare l’adozione della GenAI, inclusa la certificazione per DGX SuperPOD e nuove architetture di storage.
NetApp sta lavorando a un nuovo approccio che potrebbe portare a un annuncio tecnologico innovativo nei prossimi mesi. L’obiettivo è di migliorar la gestione dei dati in ambienti multi-cloud, automatizzare processi e accelerare l’implementazione dell’AI su larga scala.
“Abbiamo una visione particolare sull’AI– spiega Roberto Patano, senior manager Solution Engineering di NetApp Italia -. Siamo un’azienda di infrastructure data management e il nostro impegno è quello di predisporre un’infrastruttura ideale per l’AI”.
L’idea è di realizzare un Global Metadata Namespaces affiancato da un robusto data engine per lo storage e da una componente di intelligent data service per consentire l’accesso e l’analisi dei dati distribuiti sfruttando i metadati anziché replicando i dati facendo leva su una funzionalità attualmente già presente da anni all’interno di Ontap denominata Snapdiff, capace di rilevare i blocchi modificati da 4 KB.

