L’intelligenza artificiale sta entrando in una nuova fase della sua evoluzione: non più soltanto uno strumento per migliorare l’efficienza operativa, ma una leva strategica capace di trasformare il modo in cui le imprese lavorano, innovano e creano valore. È questo il messaggio emerso dal Microsoft AI Tour 2026, che ha fatto tappa a Milano coinvolgendo oltre 2.500 partecipanti tra imprenditori, manager, sviluppatori e professionisti IT. Al centro dell’evento la visione della Frontier Transformation, il modello con cui Microsoft propone di guidare le organizzazioni verso una trasformazione profonda basata sull’intelligenza artificiale.
Secondo Judson Althoff, chief commercial officer di Microsoft, questa evoluzione richiede molto più dell’introduzione di nuove tecnologie. “È necessario anche un ripensamento delle modalità con cui l’impresa opera, innova e produce valore – ha spiegato durante l’evento –. Per questo i processi aziendali devono evolvere. Non si tratta di rallentare il cambiamento, ma di sbloccare tutto il potenziale che abbiamo a disposizione. Questo è il vero significato della Frontier Transformation”.
Dalla produttività alla trasformazione del business
La Frontier Transformation nasce dall’idea che l’AI possa diventare un vero partner per le persone, integrandosi nei processi aziendali e ampliando la capacità di innovazione delle organizzazioni. In questa visione, la trasformazione riguarda anche la cultura, le competenze e i modelli di lavoro.
“L’intelligenza artificiale deve integrarsi nel workflow quotidiano – ha sottolineato Althoff –. Deve far parte delle normali attività delle persone, non essere uno strumento separato dove si copiano e incollano informazioni. L’AI deve essere presente negli strumenti che le persone utilizzano ogni giorno”.
Un cambiamento che riguarda anche il modo in cui nasce l’innovazione nelle imprese. “Spesso chi lavora più vicino ai problemi reali dell’azienda è anche chi può trovare le soluzioni più rapidamente – ha aggiunto Althoff –. Per questo è fondamentale mettere nelle mani delle persone strumenti di innovazione basati sull’AI”.
Secondo il manager di Microsoft, l’adozione dell’intelligenza artificiale si fonda su due pilastri fondamentali: Intelligence e Trust. “Molti pensano che il fattore decisivo siano i modelli di AI o l’infrastruttura tecnologica – ha precisato –. In realtà, l’elemento più importante è l’intelligenza delle persone. L’AI serve ad amplificare quell’intelligenza, proteggendo allo stesso tempo le idee e garantendo una base affidabile per sviluppare soluzioni”.
L’impatto economico dell’AI in Italia
Il potenziale impatto economico di questa trasformazione è significativo. Secondo l’AI Skills 4 Agents Observatory 2026 di TEHA Group, sviluppato con Microsoft e Avanade, una diffusione pervasiva dell’intelligenza artificiale potrebbe generare entro il 2040 un incremento annuo del PIL italiano pari al 18%, equivalente a circa 336 miliardi di euro.
Il settore manifatturiero potrebbe essere tra i principali beneficiari, con oltre 60 miliardi di euro di valore aggiunto e una crescita stimata intorno al 19%.
Nonostante queste prospettive, molte imprese italiane sono ancora nelle prime fasi del percorso. Oggi quasi il 90% delle grandi aziende utilizza soluzioni di intelligenza artificiale, ma principalmente per migliorare l’efficienza operativa. Una grande impresa su tre registra già incrementi di produttività superiori al 5%.
Tuttavia, solo il 27% delle organizzazioni considera l’AI agentica un vero motore di trasformazione del business. Il 29% delle aziende la vede come un’evoluzione naturale da adottare nel breve periodo, mentre il 55% ritiene che rappresenti un salto tecnologico che richiede ancora maturità organizzativa.
Tra gli ostacoli principali emergono la carenza di competenze e le difficoltà culturali. Il 70% delle imprese indica proprio skill e cambiamento organizzativo come primi freni all’adozione, mentre il 47% segnala problemi di integrazione con i processi aziendali esistenti.
“In uno scenario in cui un’adozione pervasiva dell’AI può generare un incremento annuale del PIL italiano del 18%, è fondamentale passare dalla sperimentazione all’adozione su larga scala”, ha dichiarato Vincenzo Esposito, amministratore delegato di Microsoft Italia.
“La quasi totalità delle grandi aziende italiane vede l’AI agentica come driver di efficienza e produttività, ma solo un quarto la considera un vero motore di business. Occorre un cambio di mindset che porti a concepire l’AI non più come uno strumento IT accessorio ma come una leva strategica”, ha concluso Esposito.
Le nuove tecnologie: Copilot e l’AI agentica
Durante l’evento Microsoft ha presentato anche le ultime evoluzioni della propria piattaforma di intelligenza artificiale, a partire dalle nuove funzionalità di Microsoft 365 Copilot.
La cosiddetta Wave 3 introduce capacità agentiche più avanzate integrate nelle principali applicazioni di lavoro – Word, Excel, PowerPoint e Outlook – consentendo agli utenti di automatizzare attività e flussi di lavoro complessi. Attraverso Copilot Chat, le organizzazioni possono inoltre creare agenti personalizzati capaci di gestire processi aziendali specifici.
Un’altra novità riguarda la possibilità di utilizzare modelli di AI diversi all’interno dell’ecosistema Microsoft, inclusi quelli sviluppati da Anthropic, ampliando la flessibilità delle piattaforme.
Sul fronte della sicurezza e della governance, Microsoft ha presentato Microsoft 365 E7: Frontier Suite, una piattaforma integrata che combina Copilot, Agent 365 e gli strumenti di sicurezza dell’azienda per consentire alle organizzazioni di implementare l’AI su larga scala in modo controllato.
Competenze e formazione: la sfida più grande
Se la tecnologia evolve rapidamente, la vera sfida resta quella delle competenze. In Italia mancano circa 4,5 milioni di professionisti con competenze digitali avanzate e il mismatch potrebbe superare i 10 milioni di lavoratori entro il 2030.
Per affrontare questo divario Microsoft sta investendo in programmi di formazione e collaborazione con imprese, università e partner tecnologici. Il progetto AI L.A.B. ha già coinvolto oltre 500 aziende e 38 partner in più di 700 progetti di innovazione.
A questo si aggiunge la Microsoft AI Skills Alliance, che offre percorsi di formazione, webinar e contenuti on demand per sviluppare competenze sull’intelligenza artificiale in diverse funzioni aziendali, dal marketing alle risorse umane.
I casi italiani: Maire, Gruppo FS e FiberCop
Durante il Microsoft AI Tour sono stati presentati anche alcuni esempi concreti di Frontier Transformation in Italia.
Uno dei casi più avanzati è quello di Maire, gruppo di ingegneria e tecnologia attivo nei servizi energetici e nella chimica. L’azienda ha avviato il proprio percorso di trasformazione digitale circa dieci anni fa adottando il cloud Microsoft Azure come piattaforma tecnologica.
Con l’introduzione dell’AI generativa e di Microsoft 365 Copilot, Maire ha sviluppato circa 1.500 agenti AI utilizzati per supportare attività come procurement, ricerca e sviluppo ed engineering. Attraverso la piattaforma Nextbrains, il gruppo punta inoltre a creare soluzioni basate sull’intelligenza artificiale applicate all’industria.
Anche il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane sta utilizzando l’AI per modernizzare il sistema della mobilità. Oltre 50.000 dipendenti hanno accesso a strumenti di produttività basati su Copilot, accompagnati da programmi di formazione dedicati. L’obiettivo è migliorare l’efficienza operativa e sviluppare nuovi servizi per i passeggeri, aprendo la strada a soluzioni di mobilità sempre più integrate.
Infine, FiberCop sta collaborando con Microsoft per sviluppare un’infrastruttura nazionale di edge cloud, che integra la rete di telecomunicazioni con le piattaforme Azure per offrire servizi cloud e AI più veloci, sicuri e accessibili alle imprese e alla pubblica amministrazione.
Una trasformazione tecnologica e culturale
L’intelligenza artificiale sta quindi ridefinendo il modo in cui le organizzazioni innovano e competono. Tuttavia, come emerso dal Microsoft AI Tour, la vera trasformazione non riguarda soltanto le tecnologie. Richiede nuove competenze, un cambiamento culturale e una visione strategica capace di integrare l’AI nei processi quotidiani delle imprese.
Come ha concluso Judson Althoff, “il mercato cambia rapidamente: ogni mese emerge un nuovo modello o una nuova tecnologia. Ma al di là delle mode del momento, ciò che conta davvero è avere una piattaforma solida basata su intelligenza e fiducia. Sono questi gli elementi fondamentali della Frontier Transformation”.

