Red Hat guida la transizione digitale

La società americana vuole essere protagonista in questa fase, dove il mercato digitale in Italia mostra una forte crescita, con le proprie soluzioni in grado di coprire ogni esigenza in ambienti cloud privati o pubblici ed edge

La sfera di cristallo di Red Hat ha mostrato il (un) futuro. Questo futuro è fatto di open source, automazione, intelligenza artificiale, cloud ed edge. In un momento particolare, dove l’economia mondiale subisce pressioni da diversi punti, alta inflazione, la guerra in Ucraina, le tensioni commerciali tra Usa/Europa/Cina/Russia, diventa fondamentale continuare a innovare. Un percorso di innovazione dove gli investimenti devono essere fatti in modo oculato, per non disperdere risorse in progetti irrealizzabili.

I capisaldi dell’offerta 

L’impegno di Red Hat e dei suoi partner è di mettere a disposizione dei propri clienti una infrastruttura in constante evoluzione, capace di intercettare i cambiamenti e le innovazioni tecnologiche e renderle subito disponibili. 

L’offerta si basa dunque su questi capisaldi:

  • Framework per sviluppare applicazioni in grado di trarre il meglio dalle architetture cloud ed edge (container, micro-servizi, machine learning, intelligenza artificiale);
  • Strumenti per costruire ambienti cloud e ibridi;
  • Soluzioni per il monitoraggio e l’automazione delle infrastrutture;
  • Soluzioni sempre più sicure per prevenire problemi derivati da attacchi informatici;
  • Flessibilità e agilità nell’acquistare tecnologie e servizi offerti che possono essere gestiti on premise o attraverso hyperscaler.

Soluzioni per ogni problema 

L’offerta della società americana vuole rispondere così alle esigenze e ai problemi che i clienti stanno affrontando, dalla mancanza di competenze alla necessità di ridurre la complessità, dalla riduzione dei tempi di sviluppo alla sicurezza, sino ad arrivare a soluzioni per la sostenibilità. Per ogni problema Red Hat ha una soluzione, per esempio il Progetto Kepler, che riguarda la sostenibilità, è in grado di analizzare le prestazioni delle Cpu e di altri parametri per stimare il consumo energetico dei Kubernetes Pods così da calcolare l’impronta di carbonio e agire in modo da ridurla (per esempio migliorando l’efficenza del codice, piantando alberi o mettendo nuovi pannelli solari per alimentare i data center).

Mercato italiano in crescita 

Un approccio che ha permesso alla società americana di ritagliarsi importanti spazi nel mercato. Si sono affidati alle sue soluzioni realtà diverse come Airbus, La Banque Postale (le poste francesi), Grupo Pinero (turismo spagnolo), Clalit (sanità israeliana), Akbank (banca turca), mentre in Italia troviamo per esempio Conad, Istat, Italgas. In Europa e in Italia le operazioni di Red Hat sembrano dare i loro frutti, ma la società americana non rilascia ancora numeri precisi (l’ultimo bilancio italiano disponibile è del 2021). 

Analizzando con attenzione la situazione italiana, salta all’occhio il ruolo della pubblica amministrazione che è diventata il maggior investitore e traino in questo processo di innovazione. In questo momento tutti gli indicatori evidenziano come il mercato digitale italiano stia crescendo più del Pil: la stima per il 2023 vedo il Pil crescere dello 0,9%, mentre questo settore farà segnare un più 3,1%. 

I trend evidenziano come nel 2026 il Pil dovrebbe crescere dell’1,1%, mentre il mercato digitale del 5,5% e passare dai 79,4 miliardi di euro del 2023 ai 91,7 del 2026. L’Italia sta cercando di colmare il divario che ha con altre economie mondiali sul fronte tecnologico.

Intelligenza artificiale nel futuro 

L’offerta di soluzioni firmate Red Hat permette dunque alla società della California di proporsi come player di riferimento per creare infrastrutture che vanno dal bare metal sino all’edge, passando per il cloud privato o pubblico con i principali Hyperscaler. Nel futuro prossimo di Red Hat ci sarà sempre più spazio a servizi e soluzioni che sfrutteranno l’intelligenza artificiale generativa, già presente in Ansible Automation Platform, così da semplificare il lavoro degli sviluppatori e degli It manager.

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