L’Intelligenza Artificiale nelle scuole italiane

Intel e Junior Achievement Italia presentano AI-ENTR4YOUTH, un programma che porterà alcuni studenti italiani della scuola secondaria a formarsi sulle tecnologie e gli impatti dell'AI. Sviluppando un progetto sia tecnologico sia di sostenibilità imprenditoriale

Sarebbe anche una notizia come tante, l’accordo di un progetto congiunto di formazione tecnologica per il mondo della scuola, che vede coinvolti Intel e Junior Achievement Europe, se “in ballo” non ci fossero due elementi particolari: le tecnologie sono quelle dell’Intelligenza Artificiale e gli obiettivi di training riguardano milioni di persone. Ma andiamo con ordine.

Intel, da sempre il soggetto di riferimento nell’ambito dei semiconduttori, ha intrapreso ormai da alcuni anni un’azione di supporto alla digitalizzazione della società e delle imprese che se da un lato vede la centralità della continua evoluzione architetturale e prestazionale dei chip come elemento primario di questo percorso, dall’altro punta alla creazione di scenari nei quali si creino le migliori condizioni di sviluppo e di diffusione delle tecnologie. L’obiettivo dichiarato è infatti quello di facilitare il progresso tecnologico attraverso una corretta attenzione agli impatti culturali, sociali e organizzativi che le tecnologie, specie quelle di Intelligenza Artificiale, determinano a causa dello sviluppo di nuovi modelli di interazione tecnologie-esseri umani, che impattano ormai ogni campo del nostro vivere.

In questo contesto si inserisce il Digital Readiness Programs di Intel, una serie di programmi dedicati a soggetti non esperti, per fornire loro conoscenze, tool, competenze e quant’altro possa servire allo sviluppo di soluzioni AI non solo performanti ma destinate a impattare su modelli e processi di impresa nonché sulla società, in una forma eticamente sostenibile. Obiettivi? 30 milioni di persone formate sull’AI in 30 paesi del mondo entro il 2030.

All’interno di questi programmi formativi vi è un filone dedicato ai giovani tra i 13 e i 19 anni, AI for Youth, pensato con l’obiettivo di costruire competenze tecniche di coding, data science, computer vision, natural language processing, logiche di sviluppo algoritmico unitamente a ciò che oggi è la grande sfida di queste tecnologie: uno sviluppo “human-like” rispettoso di diritti, princìpi, riduzione dei bias, pensiero critico, con attenzione agli aspetti etici e agli impatti sociali.

L'Intelligenza Artificiale nelle scuole italiane, L’Intelligenza Artificiale nelle scuole italiane

Ecco allora, venendo al lancio di questo programma in Italia, la presentazione nei giorni scorsi di AI-ENTR4YOUTH, dove Intel e Junior Achievement Europe (la più vasta organizzazione non profit al mondo dedicata all’educazione economico-imprenditoriale e all’orientamento nella scuola, che riunisce oltre 465.000 volontari d’azienda e raggiunge più di 10 milioni di studenti al mondo) collaborano mettendo a fattor comune i rispettivi modelli formativi tecnologici e imprenditoriali. Il risultato è un percorso di formazione che vede coinvolti docenti e studenti per la corretta applicazione di soluzioni di AI nel quotidiano: 52 ore complessive per la formazione dei docenti e 52 ore di sviluppo del progetto con gli studenti, con attività curriculari, extracurriculari e il coinvolgimento di mentor. Oltre al valore del processo formativo in sé, si punta a realizzare nel concreto una soluzione di AI sviluppata dagli studenti e un correlato progetto imprenditoriale basato su fondamenti ed esigenze reali. Ad oggi il programma ha completato la fase di formazione dei docenti (è possibile per altre scuole chiedere di partecipare al programma per il prossimo anno scolastico contattando Junior Achievement Italia) mentre circa 100 studenti saranno coinvolti in questa prima sperimentazione.

Alla presentazione erano presenti due professori in rappresentanza degli istituti coinvolti, l’ITST Enrico Fermi di Francavilla Fontana (BR) e l’Istituto Superiore TaramelliFoscolo (Scientifico e Classico) di Pavia. La Prof.ssa Giorgia Martina e il Prof. Stefano Sconfietti, giovani docenti, ci viene quasi da chiamarli “eroi” per la determinazione con cui portano avanti questi progetti innovativi. Nel contesto, che ben conosciamo, della scuola italiana: dalle mille complessità della didattica e dell’organizzazione scolastica; con competenze e programmi frammentati, rigidità normative difficilmente aggirabili, rischi di pericolose assunzioni di responsabilità del docente, presenza, va detto anche questo, di docenti impreparati e poco coinvolti. E tantissimo altro. Tuttavia, nei due professori, con questo progetto, si intravvede un percorso virtuoso e di speranza: la possibilità, sperimentata da loro nel concreto, di rendere più uniformi i processi di apprendimento e di insegnamento; con modelli formativi che favoriscono l’interdisciplinarietà, uscendo così dal ghetto della materia tecnico-scientifica. Inoltre viene considerato molto utile affrontare, attraverso il progetto di AI, la costruzione di elementi di carattere imprenditoriale che devono tener conto di sensibilità, di responsabilità etica e quant’altro può generarsi dal mettere a fattor comune logiche e pensieri provenienti da un lavoro collaborativo tra studenti di materie scientifiche e umanistiche. Resta aperto, sempre da quanto detto dai professori, il tema della presenza femminile: nonostante i numerosi sforzi degli ultimi anni per l’avvicinamento alle discipline Stem, solo circa il 10% degli alunni coinvolti nel progetto è donna. Ma più si capirà che l’intelligenza Artificiale prima che essere tecnologia è una modalità di sviluppo sociale ed economico, prima questo divario si ridurrà.

 

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