Intervista a Silvia Olchini, VP Secure Power di Schneider Electric
Quali sono oggi i principali driver che stanno trasformando il settore dei data center?
La digitalizzazione sta accelerando e l’AI è diventata il motore principale del cambiamento. La densità per rack sta crescendo in modo vertiginoso: dai carichi tradizionali entro 50 kW si passa a scenari che, con l’AI, possono arrivare fino a 1 MW per rack.
In che modo questa dinamica influenza la progettazione delle infrastrutture?
Il data center va ripensato come sistema ibrido, capace di sostenere sia carichi tradizionali sia workload AI, con flessibilità e scalabilità.
La densità è diventata il parametro centrale e la complessità si misura non più sul numero di server installati ma sulla capacità del sistema di alimentazione e reffreddamento di supportare tali carichi AI.
Questo porta a un ampliamento del Green Space, cioè dell’insieme delle facility che supportano l’infrastruttura, e a un uso più efficiente del White Space che accoglie i server. Raffreddamento a liquido, modularità complessa e architetture ad alta efficienza richiedono nuove competenze. I reference design nascono proprio per fornire standard e linee guida in questo contesto sempre più complesso.
La collaborazione è un aspetto centrale in questa fase?
Assolutamente sì. Il data center è un ecosistema e non può essere definito da un singolo attore.
La collaborazione con i produttori di server è fondamentale, così come quella all’interno dell’industria italiana attraverso associazioni come l’Italian DataCenter Association (IDA).
Negli ultimi due anni l’importanza dei data center è cresciuta e oggi viene riconosciuto anche a livello governativo come un asset strategico nazionale.
Come si configura oggi la geografia del mercato dei data center in Italia?
La crescita segue tre fattori: disponibilità di energia, spazi e connettività. Milano resta il polo principale e Roma rappresenta un secondo centro strategico anche grazie al Polo Strategico Nazionale. I cavi sottomarini nel Mediterraneo rafforzeranno ulteriormente la posizione del Paese nelle reti globali. L’edge computing potrebbe favorire la nascita di poli più piccoli dove il dato richiede di essere elaborato a bassa latenza.
Le imprese italiane percepiscono rischi negli investimenti?
I rischi ci sono, perché l’evoluzione è costante, ma le opportunità sono maggiori. L’AI crescerà ancora e non si tornerà indietro. Oggi l’obiettivo è investire in modo più rapido e flessibile. Soluzioni energeticamente efficienti e modelli di manutenzione predittiva nel lungo periodo garantiscono ritorni più elevati e una riduzione dei costi operativi.
Che ruolo svolge Schneider Electric in questo scenario?
Schneider Electric vede il data center come un sistema integrato, non come la somma di sottosistemi. Supporta i clienti dall’ingegneria all’operatività, garantendo disponibilità immediata oggi e continuità negli investimenti futuri. L’obiettivo è semplificare la complessità e rendere l’infrastruttura più efficiente nel suo complesso: from grid to chip, from chip to chiller.
Come affrontate il tema della fornitura energetica?
L’aumento dei carichi richiede standardizzazione ed efficientamento, per evitare pressioni sulla rete nazionale. Oggi i data center non sono più strutture da 500 kW, ma arrivano a diversi megawatt e l’accesso all’energia anche in Italia potrebbe diventare sfidante nei prossimi anni. Schneider Electric agisce come facilitatore, aiutando i clienti non solo a migliorare l’efficienza ma anche nella gestione e accesso alle risorse energetiche.
Su quali elementi tecnologici si concentrerà l’evoluzione dei prossimi anni?
La priorità sarà l’integrazione di soluzioni end-to-end, dalla distribuzione elettrica al BMS al cooling, per poi passare all’innovazione tecnologica.
A questo proposito Schneider Electric è orgogliosa di essere all’avanguardia nell’innovazione sostenibile con soluzioni come AirSeT. Questo quadro di media tensione è stato premiato dal World Economic Forum per l’eccellenza nella progettazione sostenibile. Basato sulla tecnologia dell’aria pura e del vuoto, anziché su SF6, semplice da gestire e da integrare, resiliente all’evoluzione delle normative ambientali è nativamente digitale e trova applicazione in ambienti quali data center, siti industriali e infrastrutture.
Continueremo ad approfondire il tema del liquid cooling a partire dalla acquisizione di Motivair nei primi mesi del 2025, che ci ha permesso di apprendere l’esperienza in ambito exascale e accelerated computing e di arricchire il portafoglio con unità di distribuzione del refrigerante (CDU) di classe megawatt, scambiatori di calore per porte posteriori ChilledDoor e piastre di raffreddamento Dynamic, che garantiscono un controllo termico preciso per rack AI da 100 kW e oltre.
Proseguiremo l’impegno nel guidare l’innovazione tecnologica grazie anche alla collaborazione con NVIDIA, che ci ha portato recentemente allo sviluppo di un sidecar da 800 VDC in grado di alimentare rack fino a 1,2 MW e supportare le GPU NVIDIA di nuova generazione e le future iterazioni dell’infrastruttura di calcolo accelerato NVIDIA. Il sidecar converte l’alimentazione CA in ingresso nel data center in 800 VDC, consentendo l’erogazione di potenza rack su scala megawatt in modo sicuro, efficiente e con costi minimi in termini di materiali e infrastruttura.
Anziché concentrarsi esclusivamente sui singoli componenti, Schneider Electric adotta una visione olistica dell’infrastruttura energetica. Progettando e ottimizzando i sistemi nel loro complesso, incluse tecnologie di conversione, misurazione intelligente e meccanismi di protezione integrati, e grazie a strumenti e servizi di gestione e di manutenzione digitali, aiutiamo i clienti a ottenere prestazioni prevedibili e convalidate, con soluzioni resilienti, scalabili e dalla maggiore efficienza operativa.
Leggi anche l’intervista a Pablo Ruiz-Escribano Rodríguez, Senior Vice President Secure Power & Data Center Business Europe di Schneider Electric

