Jabra sta vivendo un’evoluzione strategica del proprio focus. L’obiettivo è agevolare la produttività degli utenti sia all’interno delle sale riunioni sia nelle postazioni di lavoro individuali, intercettando le esigenze emerse con la trasformazione del mondo lavorativo. Per comprendere come l’azienda stia affrontando le nuove esigenze del lavoro ibrido, mantenendo saldi i pilastri dell’affidabilità e della facilità di utilizzo tipiche della sua offerta, abbiamo incontrato il major account manager Marco Colombini.
In che modo l’evoluzione dei prodotti Jabra risponde alle specifiche esigenze del moderno lavoro ibrido?
Il lavoro ibrido ha reso il luogo di lavoro sempre più flessibile: casa, ufficio o spazi condivisi. Ovunque si trovino, le persone devono però comunicare in modo chiaro, riducendo al minimo i rumori esterni. Per questo Jabra punta su comfort, ergonomia e affidabilità. Con la serie di cuffie Evolve2 garantisce un uso prolungato senza affaticamento, mentre la possibilità di impiego cablato anche in caso di batteria scarica assicura sempre continuità operativa. L’obiettivo è diminuire il “carico digitale” e rendere la tecnologia un supporto invisibile ma sempre efficiente.
È cambiato l’approccio delle aziende all’utilizzo della tecnologia per la collaborazione?
Totalmente. Fino a pochi anni fa bisognava spiegare perché dotarsi di cuffie professionali; oggi sono le aziende a richiedere strumenti trasversali, capaci di adattarsi a differenti modalità di lavoro. La gamma Jabra risponde alle esigenze di ogni categoria di lavoratori.
Da sempre Jabra è sinonimo di comunicazione audio, ma da alcuni anni è presente anche nel video. Quali innovazioni ha introdotto in questo segmento?
Jabra si è occupata esclusivamente di audio fino al 2018, ma il grande aumento delle videochiamate ci ha indotto a entrare nel mondo video. Ingresso che è avvenuto acquisendo un’azienda che aveva sviluppato un sistema a tre lenti che permetteva alla webcam di avere un campo visivo di 180°, l’ideale per allestire piccole sale riunioni. Il nostro primo prodotto non era certificato per le piattaforme UC. Jabra ha però creduto in quel prodotto, lo ha certificato e lo ha combinato con i suoi speakerphone. A seguito delle numerose richieste di una soluzione all-in-one che potesse coprire anche sale più grandi, è stata introdotta la Panacast 50, dotata di 8 microfoni e 4 altoparlanti integrati, che oggi è il nostro best seller.
L’ultima evoluzione è la Panacast 40 VBS, un videobar system che mantiene la copertura a 180° per consentire comode ed efficaci videoconferenze anche in sale molto piccole. Da un’indagine Jabra è infatti emerso che ad oggi solo un terzo delle sale meeting di piccole dimensioni è attrezzato per la videoconferenza, il 50% non sono dotate per nulla di tecnologia e che l’80% dei dipendenti perde mezz’ora di tempo al giorno per trovare una sala riunioni che sia attrezzata in modo adeguato e lo porta a dichiarare che la riunione che ha appena fatto non è stata produttiva perché la tecnologia non era adeguata.
Oltre alla copertura a 180°, quali peculiarità caratterizzano la Panacast 40 VBS?
È una soluzione all-in-one facile da usare e gestire. Può essere utilizzata in due modalità principali: MTR (Microsoft teams rooms) e BYOD (Bring your own device). Nel primo caso il dispositivo dispone di una licenza e di un piccolo tablet da cui gestire la call, nel secondo caso si collega via USB il proprio PC o laptop. Il prezzo di listino del dispositivo varia a seconda della configurazione scelta: si parte da circa 1.500 euro per la versione BYOD e si può arrivare a una cifra leggermente superiore ai 2.000 euro per la configurazione MTR. Ricordo che tutti gli strumenti audio e video Jabra sono configurabili e gestibili da remoto. L’IT manager può perciò assegnare setting personalizzati all’intero parco prodotti, per esempio definendo il numero massimo di persone in una sala (funzione counting people) per evitare gli assembramenti o stabilendo che una sala sia utilizzabile solo in modalità BYOD e non gestita.
Oggi l’AI è un passaggio obbligato per tutti. Sta influenzando anche lo sviluppo dei prodotti Jabra?
L’intelligenza artificiale sta spostando l’interazione dalla digitazione alla voce e dai controlli manuali all’automazione.
Jabra sta integrando l’AI per migliorare sia l’audio sia il video. Sul fronte audio, stiamo lavorando per migliorare la captazione e la classificazione del rumore, in modo che le cuffie registrino solo il parlato e non i disturbi circostanti. In ambito video, l’intelligenza artificiale abilita funzionalità come la Dynamic Composition, che permette a un prodotto di videoconferenza di spostare la focalizzazione su chi sta parlando. Si prevede che entro tre anni la voce diventerà l’interfaccia primaria per l’intelligenza artificiale generativa in molti scenari lavorativi, poiché parlare è molto più rapido che digitare.
Per questo motivo, una parte predominante della ricerca di Jabra si concentra sui microfoni: la comunicazione dall’utente all’AI deve essere più pulita possibile per garantire risposte accurate, un aspetto cruciale soprattutto in un contesto dove si parlano più lingue.
Qual è l’approccio di Jabra verso il futuro della videocomunicazione?
Puntiamo a rispondere alle richieste del mercato e, dove possibile, ad anticiparle. Lavorare a stretto contatto con i grandi partner e le piattaforme di Unified communication, come Microsoft, ci permette di avere visibilità su ciò che sta arrivando e di precorrere i tempi, sia nell’ambito audio che in quello video.
Un punto di orgoglio per Jabra Italia è che l’intera parte di ricerca e sviluppo del video, in particolare di tutto il software, avviene nella sede di Ancona. Il team unisce ingegneri esperti del settore, attivi fin dagli anni 90, e giovani professionisti, creando un equilibrio tra esperienza e innovazione.
La visione di Jabra per il futuro è chiara: passare dal “cliccare e digitare” al “vedere, parlare e sintetizzare”. L’obiettivo è realizzare sale riunioni intelligenti, capaci di adattarsi ai partecipanti e di migliorare la qualità della collaborazione, rendendo la tecnologia un alleato naturale e intuitivo del lavoro quotidiano.

