Per rivoluzionare ottimizzazione, telecomunicazioni e crittografia, la parola d’ordine è oggi “quantum”. Serve chiarezza, però non bisogna semplificare troppo: il calcolo quantistico è caratterizzato da diverse tecnologie in rapida evoluzione, molto diverse tra loro. Ma anche da potenze reali molto difficili da definire.
Se è vero che l’elemento centrale, il qubit logico, esegue con matematica e fisica non digitale delle operazioni irresolubili con gli elaboratori tradizionali, è anche vero che per fare un qubit logico serve un numero variabilissimo di qubit fisici: ne servono centinaia/migliaia per IBM e Google (tecnologie a superconduttori), decine per Hànyuán (atomi freddi), meno di 10 per Quantinuum (trapped ions). Ne ho scritto a proposito di Hànyuán-1, il quantum computer cinese disponibile per l’acquisto.
Inoltre, per la gran parte, le notizie attualmente in giro si concentrano su simulazioni quantistiche, ancora lontane da applicazioni commerciali su larga scala.
Va precisato che il fermento quantistico è al momento alimentato, oltre che dalla tecnologia, anche da aspetti geofinanziari e dalla mancanza di una legislazione.
In attesa degli sviluppi normativi, e lasciando da parte le considerazioni di potenza reale, proviamo a vedere cosa succede nel Belpaese e dintorni. Si tratta di una rassegna a volo d’uccello, che certamente potrà essere arricchita dalle segnalazioni dei lettori.
Strategie europee e italiane
L’Unione Europea supporta attivamente questo settore tramite il programma Quantum Technologies Flagship, che mira a installare otto diversi sistemi quantistici negli Stati membri entro il 2026. Al riguardo, in Italia va seguito Tommaso Calarco, che ne fa parte. Questi sistemi adotteranno tecnologie varie, come ioni intrappolati, superconduttori, atomi neutri, fotonica e presumibilmente altri. Al momento sembra far gola il programma CEF (Connecting Europe Facility), che finanzia iniziative come EuroQCI per la crittografia quantistica, oltre a Edge Cloud e 5G. La dotazione di 1,5 miliardi di euro, dei quali molti sono ancora da stanziare, va investita entro il 2027: sono denari che fanno gola a molti.
Ogni sistema del CEF/D sarà basato su una tecnologia diversa: dopo gli ioni intrappolati (Piast-Q in Polonia), e superconduttori (Vlq in Repubblica Ceca, gestito dal consorzio Lumi, del quale l’Italia non fa parte) -la stessa tecnologia di IBM e Google. I prossimi elaboratori riguarderanno sistemi che sfruttano atomi freddi, luce (fotonica) e altre architetture complementari -ma difficilmente i presunti Majorini di Microsoft. Ricordo che la Slovacchia, altra faccia della Repubblica Ceca, ha Tachyum, un suo AI processor general purpose: l’azienda è statunitense, ma il suo Ceo, Radoslav Danilak, è cittadino slovacco.
Per sicurezza e cifratura, il quantum è collegato ad aspetti militari. A luglio 2025, la Commissione Europea ha adottato la prima strategia quantistica europea unitaria, riconoscendo le tecnologie quantistiche come dual use (civili e militari) e fondamentali per la sovranità tecnologica europea, con impatti cruciali su cybersecurity, difesa e industria. L’obiettivo è attrarre capitali privati per sostenere ricerca e sviluppo.
IQM Sparc a Torino
Alcune cose italiane si muovono anche in questa direzione. Ne fa parte il computer quantistico commerciale, Spark di IQM Quantum Computers, che usa la tecnologia a superconduttori. E’ stato installato a Torino grazie a una partnership tra il Politecnico di Torino, Fondazione Links e l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica. Questo acquisto in Finlandia evidenzia le carenze nella filiera produttiva italiana: anche se ribadiamo di avere i migliori fisici atomici del mondo, non produciamo quantum computer.
IonQ apre a Roma
L’interesse internazionale è confermato dall’espansione di IonQ, produttore statunitense di sistemi a ioni intrappolati. L’azienda ha annunciato investimenti in Lombardia tramite la Cure Alliance e l’apertura di un centro di ricerca a Roma con l’assunzione immediata di un centinaio di persone, guidato da Marco Pistoia. Sebbene non sia prevista l’assemblaggio di hardware in Italia, questi accordi sono significativi per il ruolo italiano ed europeo.
Quantum Act 2026
L’EU Quantum Act è in elaborazione, preceduto -come visto dalla strategia quantistica unitaria-. Sarà una proposta legislativa per promuovere la ricerca, l’industrializzazione, e stabilire una governance e una resilienza della catena di approvvigionamento per l’UE
Sulla scorta del Dual Use (civile e militare), introducendo indirettamente un primo livello di controllo sulle esportazioni (simile a un soft regulation di sicurezza).
Si prevede che la Commissione Europea presenterà ufficialmente la proposta del Quantum Act nel secondo trimestre del 2026. L’obiettivo primario non è etico, ma promozionale, quindi più simile al Chips Act: rafforzare la sovranità tecnologica e la resilienza della catena di approvvigionamento e governare il rischio futuro, adottando un approccio ibrido. Probabilmente usciranno due diverse regolamentazioni.
Mercato e speculazione
Il settore del calcolo quantistico è attraversato da una forte componente militare e finanziaria. Esiste un dibattito aperto su quanto questi aspetti sottraggano risorse al corretto sviluppo delle tecnologie. Un rischio concreto è che il quantum computing diventi la prossima bolla speculativa, sulla scia di quanto accaduto con l’intelligenza artificiale, che ha mostrato sia un valore di mercato reale sia una forte tendenza alla speculazione finanziaria. Dopo anni di hype sul calcolo quantistico, sarà difficile, ma non impossibile, che il focus finanziario e speculativo si sposti su questa nuova frontiera.
Il panorama del calcolo quantistico è eterogeneo, con diverse tecnologie e gradi di maturità. L’Europa, tramite il programma Flagship, punta a colmare i divari sviluppando otto sistemi diversi. L’Italia, con l’installazione di Spark a Torino e l’interesse di aziende come IonQ, compie passi avanti, ma la filiera produttiva locale è ancora da potenziare. Il settore si confronta con l’opportunità e il rischio di diventare una nuova frontiera per la speculazione finanziaria.

