Elogio dell’indecisione, del dubbio e del pensiero

Condividi

Milano, cinema strapieno, prima nazionale de “La grazia”, l’ultimo film di Paolo Sorrentino con in sala, dopo la proiezione per una discussione sull’opera, lo stesso regista, Anna Ferzetti, Milvia Marigliano e il protagonista Toni Servillo.

Film molto bello, decisamente da vedere, a parte, mi perdoneranno i cultori di Sorrentino e Servillo, una certa ripetitività di regia e di interpretazione che però non è ancora giunta al punto di stancare. Ma non siamo in un sito di cinefili, bensì di tecnologie digitali e quindi, la deformazione professionale mi ha fatto sviluppare nei giorni successivi la proiezione, questo pensiero che vi propongo.

La bellezza di questo lavoro di Sorrentino, inaspettatamente amplificata dagli ultimi mesi di decisioni politiche rapide e interventiste dell’amministrazione Trump ma anche da un’evidente accelerazione generale nella distruzione di modelli diplomatici tradizionali e di relazioni formali tra Paesi (inimmaginabile soltanto pochi anni fa) sta nell’elogio del dubbio che il protagonista, il Presidente delle Repubblica italiana Mariano De Santis, mostra su ogni decisione che deve prendere. Appesantito anche da una burocrazia che impedisce decisioni rapide, l’approccio attendista del Presidente, finalizzato alla ricerca continua di una verità che non è semplice da vedere e che richiede fatica, struggimento, conflitto, ci porta a scoprire la bellezza della necessità di pensare, di agire nel rispetto di un’analisi dettagliata delle varie componenti che fanno parte della complessità della vita reale. Oltre a tanti altri stimoli proposti dal film, questa continua riflessione del Presidente sui documenti da firmare rivaluta la fatica della ricerca del vero, la complessità non semplice da superare.

E quindi, direte voi? Il digitale? Beh, non si può non cogliere un chiaro parallelo con la semplificazione indotta oggi dal ricorso massiccio all’intelligenza artificiale a cui viene attribuita una facoltà quasi magica nell’analizzare la complessità e proporre soluzioni che richiedono solo la volontà di agire, lasciando alla tecnologia tutto il gravoso compito di analisi, di ricerca e di fatica, liberandoci in parte dalla responsabilità delle nostre decisioni.

È questo il grande tema, accanto alle degenerazioni nell’utilizzo distorto dell’AI in spregio e valori etici e morali, che dovremo affrontare nei prossimi anni: quanto la nostra specie umana saprà convivere con queste tecnologie mantenendo un pensiero critico e quanto invece saremo, per comodità o interesse, portati a essere “compiacenti” rispetto alle decisioni che questi sistemi ci proporranno di prendere. Nascondendoci dietro al fatto che questi risultati proposti sono il frutto di terabyte di dati analizzati e quindi “saranno senz’altro più coerenti” che non una decisione umana presa sulla base dell’esperienza o di una sensibilità difficile da tradurre in algoritmo.

Questa lenta erosione delle nostre capacità analitiche e di ricerca, demandate sempre più ai sistemi di AI, comodi e veloci da utilizzare, sta lentamente e inesorabilmente trasformando il nostro modo di essere e pensare. Già di recente, nel corso di un incontro con il filosofo Luciano Floridi, siamo ritornati su questo punto oggi delicatissimo nell’impostazione futura di utilizzo di questi sistemi. E se, come dice Floridi, sostanziale sarà valorizzare il nostro capitale semantico fatto di conoscenze, esperienze e culture allo scopo di governare le tecnologie e non esserne sudditi intimoriti e acritici, è vero che l’attacco oggi al nostro modo di crearci esperienze, significati e chiavi interpretative della complessità è massiccio e continuo: enormi quantità di stimoli e informazioni spesso accennate e superficiali; facilità estrema nell’utilizzo di sistemi complessi di AI per risolvere e affrontare la quotidianità, quindi disponibilità su larga scala nel ricorrere a queste tecnologie; comodità e velocità di accesso a questi sistemi proprio per muoversi in una contemporaneità difficile e in continuo cambiamento che questi stessi sistemi contribuiscono a generare. Ecco allora ritornare la riflessione iniziale che il film di Sorrentino ci sollecita: dare il reale valore alla fatica del decidere.

Non si tratta di un approccio anti-moderno, o peggio ancora nostalgico dei tempi analogici. Così non si va da nessuna parte. Si tratta piuttosto di sviluppare un approccio critico a ciò che ci viene proposto, con la convinzione che sicuramente esiste un arricchimento o addirittura una alternativa a quanto questi sistemi ci stanno indicando. Si tratta di rapportarci con questi sistemi come noi boomer, talvolta, facciamo con il navigatore dell’auto quando ci muoviamo in una città conosciuta: impostiamo un indirizzo e poi litighiamo con il sistema perché secondo noi la strada migliore, magari un po’ più lunga, è un’altra. Anche nell’intelligenza artificiale servirà al genere umano meno fede e un po’ più di scetticismo e conoscenza.

Stefano Uberti Foppa
Stefano Uberti Foppa
Giornalista professionista, è stato direttore della rivista e del portale ZeroUno per 22 anni. Inizia a occuparsi di giornalismo nel settore informatico nel 1981, partecipando all'avvio della sede italiana del settimanale Computerworld. Nel 1987 passa al mensile ZeroUno, edito da Arnoldo Mondadori Editore, di cui nel 1997 assume la direzione insieme a quella del settimanale PcWeek Italia. Fonda nel 2006 la casa editrice Next Editore, poi confluita, nel 2017, nel Gruppo Digital360. Si occupa dell’analisi dell’evoluzione digitale sia in rapporto allo sviluppo di impresa sia all’impatto sui modelli organizzativi e sulle competenze professionali ed è oggi opinion leader riconosciuto nel settore Ict in Italia.

Altri Editoriali

La semplificazione come atto di leadership

Prima o poi, c’è un momento, nella vita di...

AI europea spinta dalla SAI 304 223

La sicurezza dell’AI è centro di dibattito in qualsiasi...

Il capitale umano come leva della reputazione aziendale

Leggendo gli scritti di Francesca Caputo, autrice del libro...

Sarà il quantum a far esplodere la AI bubble?

Per rivoluzionare ottimizzazione, telecomunicazioni e crittografia, la parola d’ordine...

La difficile strada dell’AI europea

È stato durante la recente cerimonia di inaugurazione del...

Talent Recruiting guidato dall’AI: i trend

L’era del Talent Recruiting guidato dall’Intelligenza Artificiale sta ridefinendo...