Il ruolo del system integrator nei nuovi trend dell’UCC

Il forzato ricorso all’uso delle soluzioni di Unified Collaboration & Communication durante la pandemia ne ha fatto apprezzare i vantaggi e oggi il loro uso è sempre più diffuso. Questo rappresenta una grande opportunità per i system integrator, che però per sfruttarla devono ampliare le competenze, sapendo anche trasformarsi in Managed Service Provider

Ci è voluta una pandemia perché il mondo si rendesse pienamente conto dell’importanza delle soluzioni di Unified Collaboration & Communication (UCC). E questo in un tempo brevissimo. Quando i famigerati DPCM hanno impedito di recarsi in azienda, la digitalizzazione è infatti diventata una priorità per mantenere in funzione le attività e assicurare la continuità del business. Si è così creata la necessità immediata di consentire alle persone di lavorare da remoto potendo usare e-mail, chiamate vocali, servizi di messaggistica, videoconferenza e strumenti di collaborazione. Il tutto da un’unica piattaforma accessibile da qualsiasi luogo. Una piattaforma solida e flessibile che permettesse ai lavoratori, indipendentemente dall’industria o dal titolo professionale, di essere produttivi rimanendo al sicuro da casa e lontani dagli altri. 

Nuovi modelli operativi

Questi cambiamenti improvvisi hanno costretto le imprese a riconsiderare i modelli operativi e ad adattare l’infrastruttura IT alle nuove esigenze. Per i system integrator queste nuove necessità hanno rappresentato un’importante opportunità, anche se in un primo momento la parla d’ordine era “essere rapidi”. Quindi si è pensato principalmente a trovare soluzioni che permettessero di sopperire alla situazione che si era creata, piuttosto che definire progetti strutturati.

L’emergenza ha però messo in luce la validità del lavoro da remoto, che non è stato totalmente abbandonato. Tutt’altro. Si è consolidato e si è trasformato in lavoro ibrido. In pratica, in una modalità operativa che prevede un alternarsi regolamentato di lavoro in presenza e da remoto. 

E questo per i system integrator rappresenta un’ulteriore opportunità, questa volta con la possibilità di definire progetti strutturati. Tuttavia, per sfruttare appieno tale opportunità bisogna organizzarsi per non farsi trovare impreparati a fronte delle possibili richieste. 

Mercato in forte crescita

Obiettivo degli strumenti di collaborazione è consentire una comunicazione continua tra i dipendenti. Comunicazione che migliora l’efficienza operativa e la produttività, aiutando così le organizzazioni a raggiungere gli obiettivi di business. L’aumento della domanda per i software di collaborazione indica che per le aziende sta diventando sempre più importante il valore che tali software possono apportare.

Così, sfruttando lo slancio acquisito durante la pandemia, le tecnologie di UCC hanno continuato a crescere. Markets & Markets ha calcolato che il mercato globale nel 2022 ha generato un giro d’affari di 76,7 miliardi di dollari e che dovrebbe raggiungere i 141,6 miliardi di dollari entro il 2027, con un tasso annuale composto (CAGR) del 13% durante il periodo di previsione. La società di analisi prevede che il mercato globale delle UCC crescerà con l’adozione del BYOD (Bring Your Own Device) e l’aumento della cultura WFH (Work From Home).

Una transizione verso il cloud

È un dato di fatto che il ricorso alla tradizionale comunicazione vocale si stia percentualmente riducendo rispetto all’uso di altri strumenti, come i messaggi vocali, le chat e le conferenze. E oggi, quando si usa la voce, molto spesso è in combinazione con il video. 

Secondo Markets & Markets, nel mondo ci sono circa sei miliardi di abbonati alla telefonia mobile e il tasso di adozione aumenta esponenzialmente ogni anno. In pratica, gli individui possono condividere e ricevere informazioni quasi da ogni luogo attraverso uno smartphone. Questo è un chiaro segno di come la tendenza alla mobilità sia in aumento. Inoltre, i dipendenti possono comunicare in modo più partecipativo grazie alle videoconferenze. 

Comunicazione ubiqua è sinonimo di piattaforme offerte come servizi cloud. Tali piattaforme sono complicate da installare e richiedono un costo di gestione elevato. In precedenza, le organizzazioni nominavano dei team per gestire l’infrastruttura cloud sui propri server. Oggi invece la tendenza è di delegare all’esterno la gestione. In questo modo, la videoconferenza consente alle aziende di ridurre gli investimenti per la creazione dell’infrastruttura, che viene gestita dai fornitori di servizi gestiti (MSP). Questo è un punto cardine per il system integrator che vuole puntare in modo deciso sulle soluzioni di UCC: bisogna saper offrire servizi gestiti, l’UCaaS (Unified Communication as a Service). E ciò non implica solo di acquisire un’adeguata competenza, ma anche di saper trasformare un business basato su cospicue vendite singole in un’attività che invece dipende da fatturati più contenuti e ricorsivi nel tempo.

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