L’Italia, rispetto ad altre nazioni, ha perso terreno in termini di produttività e competitività sui mercati, pur rimanendo una nazione di rilievo nel panorama internazionale. Il digital divide con altri Paesi l’ha spinta indietro. La frammentazione del tessuto produttivo, inoltre, non ha aiutato a generare quella massa critica che le avrebbe permesso di raggiungere i giusti volumi per essere protagonista. Per ritornare in prima linea, dunque, è necessario crescere a livello tecnologico, colmare questo divario e adottare le ultime tecnologie per essere al passo con le altre nazioni. I dati ISTAT contenuti nel Report ICT 2024 mostrano segnali di progresso. L’adozione di tecnologie di AI è in crescita tra le aziende con almeno 10 dipendenti: si è passati dal 5,0% nel 2023 all’8,2% nel 2024, sebbene l’Italia rimanga ancora indietro rispetto alla media UE del 13,5%. Le vendite online per le PMI hanno registrato un incremento significativo negli ultimi dieci anni, raggiungendo il 14,0% del fatturato totale nel 2024. Parallelamente, un numero crescente di aziende sta adottando misure di sicurezza informatica. L’Indice di Intensità Digitale (DII) rivela che la maggior parte delle PMI (70,2%) ha un livello di digitalizzazione “di base”, mentre una quota minore (26,2%) raggiunge livelli “alti”, indicando un panorama digitale a due velocità, dove spesso le imprese più grandi guidano l’adozione tecnologica. Il Report mostra come il nostro Paese ci stia provando, ma ha bisogno di una spinta in più. Spinta che può arrivare dal Canale, che deve farsi trovare pronto a supportare questa trasformazione delle aziende italiane in modo proattivo. Per rispondere a queste domande, abbiamo coinvolto alcuni protagonisti del settore che, con i loro interventi, hanno illustrato ciò che sta accadendo e gli obiettivi del futuro.

Il primo a prendere la parola è Ernesto Di Ruggiero, managing director cloud infrastructure services di Capgemini Italia, che sottolinea come l’IT sia ora al centro delle decisioni aziendali, soprattutto in questo momento storico. «La trasformazione digitale offre nuove opportunità e sfide al mercato e alle aziende. La competitività si gioca sul modo in cui le imprese stanno adattando il proprio modello a un mondo in rapida evoluzione. Il primo passo è comprendere come la digital transformation possa migliorare prodotti, servizi e processi, creando valore. Questa valutazione, sebbene guidata dalle funzioni IT, deve coinvolgere tutte le aree aziendali. È essenziale individuare le soluzioni tecnologiche più adeguate, come l’AI (Generativa, Cognitiva, Agentica), il cloud computing, la blockchain e i Big Data. Tuttavia, la vera chiave del successo risiede nelle competenze, sia interne sia esterne, senza le quali l’adozione di queste tecnologie diventa estremamente difficile. Assumere e formare talenti può essere oneroso, quindi spesso è preferibile affidarsi ad aziende specializzate nella digital transformation. Queste aziende, pionieri del settore, introducono innovazione continua, accelerando e rendendo più efficiente il processo di trasformazione».

L’intervento di Gianni Gigli, amministratore delegato di Atlantica Digital, pone l’accento sulle tecnologie che devono essere al centro di questa trasformazione digitale e su come farle adottare. «La trasformazione digitale è ormai un requisito imprescindibile per la competitività delle aziende italiane sui mercati globali. Il Canale ICT, pur avendo compiuto progressi significativi, deve ancora affrontare alcune sfide per supportare efficacemente la digital transformation dei propri clienti. Per accelerare questo processo, è fondamentale investire in infrastrutture avanzate, come il cloud computing, la cybersecurity e l’AI, garantendo al contempo la scalabilità e la sicurezza delle soluzioni adottate. Inoltre, le aziende devono adottare un approccio data-driven, sfruttando l’analisi dei big data per prendere decisioni più rapide ed efficaci. Le competenze richieste oggi includono la conoscenza delle tecnologie emergenti, la capacità di integrare sistemi complessi e una mentalità orientata all’innovazione. La formazione continua del personale ICT è fondamentale per garantire un supporto adeguato alle imprese. Strumenti come piattaforme di automazione, ERP avanzati e soluzioni IoT sono ormai indispensabili per soddisfare le nuove esigenze del mercato e rendere le aziende più agili e competitive».

Anche per Alessandra Girardo, general manager Italia di Kirey Group, il Canale deve essere il primo a evolvere e ad adattarsi alle novità. «Le sfide connesse alla digital transformation sono continue e mutevoli, legandosi non solo alle nuove tecnologie, ma anche e soprattutto alla capacità delle aziende di tradurle in una visione efficace, accompagnata dal giusto substrato culturale. Pensiamo alla diffusione dell’AI, che sta aumentando la pressione competitiva in Italia e nel mondo. Il Canale ICT svolge un ruolo cruciale nell’accompagnare le aziende in questo percorso di trasformazione strategica, ma è chiamato a sua volta a evolvere per adattarsi alle nuove esigenze del mercato. Le competenze specializzate per riuscire a offrire un valido supporto nell’adozione delle tecnologie più avanzate sono importanti quanto il sostegno nell’implementazione di una governance che integri soluzioni quali il cloud, l’AI e l’IoT, con particolare attenzione a una gestione corretta, sicura e conforme dei dati. In quest’ottica, i player del settore ICT saranno sempre i primi a dover aggiornare continuamente le proprie competenze, sia tecniche (hard skill) sia trasversali (soft skill come problem solving, project management e leadership)».

Giuseppe Lieto, strategy manager di DigitalPlatforms, spiega invece le modalità con cui si approcciano al mercato e di come queste possano essere di guida per le aziende. «Il nostro gruppo sviluppa tecnologie hardware e software per accelerare la trasformazione digitale in settori chiave per la società, come l’energia e i trasporti. Allo stesso tempo, offriamo servizi ICT a grandi realtà nazionali e internazionali, aiutandole a ottimizzare e migliorare i loro processi di business. Grazie alla nostra capacità di coprire l’intero ecosistema, dalla tecnologia di base ai servizi avanzati, adottiamo una visione ampia e ci posizioniamo come veri e propri abilitatori della digital transformation. Il nostro approccio è data-driven, in un contesto in cui molte PMI adottano ancora modelli più tradizionali. Grazie a questa strategia, guidiamo sempre più aziende verso soluzioni gestite basate sul cloud, l’AI e un modello di cybersecurity basato sul principio “security by design”. Inoltre, investiamo continuamente nello sviluppo di competenze in ambito cloud ed edge cloud, IoT, Big Data, AI e cybersecurity, per garantire innovazione e competitività. Siamo convinti che il settore ICT giochi un ruolo centrale nella digital transformation e che, per rendere le imprese più competitive a livello globale, sia fondamentale affidarsi a operatori consapevoli della propria responsabilità strategica. La crescita delle competenze deve essere un elemento cardine per rispondere rapidamente alle nuove sfide del mercato».

Secondo Paolo Gasparini, head of marketing bu digital technologies di Maticmind, il Canale deve sviluppare competenze tecnologiche, ma anche relazioni commerciali. «La digital transformation, trainata da automazione, cloud, AI e cybersecurity, ha reso le infrastrutture IT più complesse e i servizi più integrati. Di fronte a questa evoluzione tecnologica, il Canale ICT deve sapersi adattare al cambiamento e affrontare le sfide per trasformarle in opportunità. Il successo della trasformazione digitale di un cliente dipende anche dalle competenze del Canale ICT, costituito da relazioni commerciali e sinergie tra vendor, system integrator, distributori, VAR, MSP, sviluppatori e operatori telco. Un Canale ICT efficace deve sviluppare non solo nuove competenze, ma anche facilitare l’adozione di modelli di consumo per servizi, software e hardware, e innovare in termini di marketing e modelli di vendita digitale. Automazione, cloud computing, AI e cybersecurity restano tecnologie fondamentali su cui investire per sviluppare nuove competenze. La capacità di lavorare con l’AI è utile per automatizzare i processi e strumenti come AWS, Azure e Google Cloud sono fondamentali per la scalabilità e la flessibilità. Infine, è utile la capacità di leadership per guidare la trasformazione digitale e superare le resistenze al cambiamento delle organizzazioni».

Roberto Vicenzi, chief sales and marketing officer di Megabyte Sistemi Informatici, porta come esempio la sua esperienza professionale per indicare la via che il Canale deve seguire per essere vincenti nel futuro. «Da quando, nel 1984, ho avviato la mia attività imprenditoriale fondando la società Centro Computer Spa, ho sempre creduto nell’innovazione digitale come fattore competitivo determinante, anticipando tendenze e adottando rapidamente nuove tecnologie. La digitalizzazione dei processi interni rappresenta oggi la maggiore opportunità di crescita per le aziende italiane. Il Canale ICT deve essere il primo a formarsi costantemente e a trasferire rapidamente competenze e vantaggi ai propri clienti. Anche i clienti devono investire nella formazione per innovare. Chi non lo fa rischia di essere superato dai concorrenti più lungimiranti. Nella società MegaByte Sistemi Informatici, ho trasferito la mia filosofia professionale basata su tre pilastri: qualità, innovazione e risparmio. I clienti possono rendere la propria azienda più competitiva attraverso la trasformazione digitale, senza sacrificare la qualità e ottenendo un risparmio economico significativo. Il futuro appartiene a chi sa integrare queste tre dimensioni e il Canale ICT ha la responsabilità di guidare questa trasformazione con competenza e visione».

Stefano Amici, head of design & delivery di VEM Sistemi, chiude la nostra inchiesta sottolineando il ruolo da protagonista nella trasformazione del Paese che il Canale è chiamato ad avere. «La trasformazione digitale è ormai imprescindibile per restare competitivi. Per accelerare questo processo, il Canale ICT italiano deve evolversi: non può più limitarsi a fornire soluzioni tecnologiche, ma deve diventare un vero e proprio partner strategico, in grado di affiancare i clienti nei percorsi di digitalizzazione, automazione e messa in sicurezza dei processi aziendali. Oggi, la formazione tecnica su ambiti come il cloud ibrido, la cybersecurity, la gestione dei dati, l’automazione e l’IA è indispensabile, ma non basta. È necessario un approccio consulenziale che comprenda le esigenze e le specificità delle imprese italiane, soprattutto delle PMI che fanno ancora ampio uso di sistemi legacy. L’integrazione di questi sistemi all’interno di nuove architetture digitali richiede competenze trasversali, capacità di visione e flessibilità. Oggi il Canale ICT ha l’opportunità – e la responsabilità – di guidare l’innovazione del tessuto produttivo italiano e promuovere un’evoluzione digitale che sia anche efficiente e sostenibile. Essere protagonisti della trasformazione digitale significa costruire, insieme ai clienti, il futuro competitivo e responsabile del Paese».
Il Sistema Italia deve oggi cambiare pelle e abbandonare vecchi retaggi che portavano il sistema produttivo a ragionare con la filosofia “si è sempre fatto così”. Il Canale ICT si è attrezzato per fornire le tecnologie e le competenze per rendere possibile questa trasformazione e far tornare così competitivo il nostro Paese.

