La crescente digitalizzazione delle reti, l’evoluzione della generazione distribuita e le pressioni regolatorie stanno aprendo nuovi scenari di mercato, in cui l’efficienza operativa si traduce direttamente in opportunità economiche per multiutility, ESCo e aggregatori.
L’avanzata di AI e machine learning
Nel prossimo futuro, l’adozione di intelligenza artificiale e machine learning nelle piattaforme EMS diventerà ancora più pervasiva. Gli algoritmi predittivi non solo ottimizzeranno il dispatch e la manutenzione, ma diventeranno strumenti fondamentali per integrare la generazione rinnovabile variabile e i carichi elettrici flessibili. Secondo MarketsandMarkets, il segmento di EMS basato su AI crescerà a un CAGR del 15,2% entro il 2030, con particolare enfasi su forecast, ottimizzazione energetica e anomaly detection. Queste tecnologie permetteranno di anticipare i picchi di domanda, simulare l’impatto di guasti o interruzioni e ottimizzare il dimensionamento delle risorse distribuite, offrendo così un vantaggio competitivo a chi saprà adottarle in modo integrato.
Parallelamente, la diffusione di Virtual power plant (VPP) e sistemi DERMS favorirà la partecipazione attiva a mercati locali e globali di flessibilità e capacità. I VPP aggregano risorse distribuite come impianti fotovoltaici, batterie, pompe di calore e veicoli elettrici, trasformando piccoli impianti in blocchi scalabili e commerciabili. Secondo uno studio della International Renewable Energy Agency (IRENA), il mercato globale dei servizi di flessibilità DER crescerà di oltre il 20% annuo fino al 2035, con un ruolo centrale delle piattaforme di gestione integrate. Questa evoluzione consente alle multiutility di offrire nuovi servizi e di accedere a mercati prima inaccessibili, valorizzando la flessibilità come asset strategico.
Dalla riduzione dei costi alla creazione di valore
Il futuro dell’energy management non riguarda più soltanto la riduzione dei costi. Le multiutility possono trasformare la gestione energetica in una linea di business aggiuntiva, offrendo servizi avanzati ai propri clienti industriali e residenziali. Tali servizi includono contratti di flessibilità, programmi di demand response, tariffazioni dinamiche e servizi di ottimizzazione dei consumi.
Le ESCo e gli aggregatori, dal canto loro, possono sfruttare piattaforme EMS e DERMS per fornire contratti di performance energetica (EPC – Energy performance contracting), dove il pagamento è direttamente legato ai risparmi ottenuti e certificati tramite sistemi di Measurement & Verification (M&V). Questi modelli consentono di condividere il rischio tra fornitore e cliente, rendendo più accessibile il finanziamento di interventi di efficienza energetica. L’accumulo energetico rimane uno dei fattori chiave per la creazione di valore. Batterie stazionarie o distribuite permettono di accumulare energia nei momenti di eccesso e di venderla o utilizzarla nei momenti di picco di domanda. Le multiutility possono così partecipare a mercati di arbitraggio energetico, garantire continuità di servizio e ridurre l’impatto della variabilità delle fonti rinnovabili. Secondo Bloomberg, il mercato globale dello storage crescerà da circa 35 GWh nel 2023 a oltre 240 GWh entro il 2030, spinto principalmente da esigenze di flessibilità delle reti e partecipazione ai mercati dei servizi ancillari.
Simulazione e pianificazione avanzata
L’utilizzo dei digital twin non solo facilita simulazioni operative, ma permette anche di esplorare scenari di mercato e pianificare investimenti in asset energetici. Attraverso modelli predittivi avanzati, le multiutility possono anticipare i picchi di domanda, simulare l’impatto di guasti o interruzioni e ottimizzare il dimensionamento delle risorse distribuite. Gli analytics predittivi applicati ai dati di smart metering, sistemi SCADA e sensori IoT consentono di identificare inefficienze, ridurre perdite e aumentare la qualità del servizio. Inoltre, la disponibilità di dati certificati e auditabili favorisce l’accesso a incentivi regolatori e opportunità di finanza verde.
Secondo uno studio di Deloitte, le aziende che integrano digital twin, AI e strumenti predittivi nei propri EMS registrano una riduzione dei guasti non pianificati fino al 35%, mentre i costi energetici complessivi possono diminuire del 12-15% annuo.
Combinando EMS, DERMS e strumenti di AI, le ESCo possono offrire servizi altamente personalizzati. Contratti di rendimento energetico garantito, gestione dinamica dei carichi e monitoraggio continuo permettono di ridurre i costi per i clienti e allo stesso tempo creare nuove fonti di ricavo. Gli aggregatori, associando piccoli asset distribuiti, possono accedere a mercati di capacità e servizi ancillari altrimenti irraggiungibili, trasformando la flessibilità in valore economico. La combinazione tra EMS avanzato e moduli di M&V certificati rende scalabile e replicabile il modello di business, aumentando l’attrattività per investitori e clienti.
Il ruolo delle multiutility come fornitori di servizi energetici implica anche un’attenzione crescente alla compliance regolatoria e ai criteri ESG. L’adozione di piattaforme EMS con funzionalità integrate di reporting consente di monitorare emissioni, efficienza e risparmi energetici in tempo reale, soddisfacendo requisiti normativi e incentivando pratiche sostenibili. La possibilità di fornire dati trasparenti e certificati agli stakeholder aumenta la fiducia dei clienti e facilita l’accesso a incentivi governativi e finanziamenti inerenti all’ambito ESG.
Barriere, rischi e raccomandazioni strategiche
La trasformazione digitale delle utility energetiche sta accelerando, ma il percorso verso sistemi avanzati di energy management resta complesso. Le infrastrutture legacy rappresentano uno degli ostacoli più critici: molte reti operative non sono progettate per dialogare con piattaforme digitali moderne, e integrare sistemi OT con soluzioni IT senza interrompere il servizio richiede investimenti consistenti e competenze specialistiche, spesso difficili da reperire in un mercato sotto pressione crescente. Accanto ai limiti infrastrutturali, pesa la mancanza di competenze interne. La digitalizzazione richiede una visione integrata tra strategia, tecnologia e operation, ma molte organizzazioni soffrono ancora una frammentazione in silos che ostacola l’adozione di nuovi modelli. L’EMS genera enormi volumi informativi che devono essere integrati in piattaforme interoperabili.
La persistenza di silos limita la scalabilità, mentre modelli come data mesh e data platform richiedono cambiamenti culturali profondi. Non sorprende, quindi, che oltre metà dei progetti di digital transformation fallisca per carenza di visione e coordinamento tra gli stakeholder aziendali. Un ulteriore freno è il costo di implementazione: piattaforme EMS, formazione, manutenzione e integrazione richiedono investimenti rilevanti, difficili da giustificare senza una chiara stima del ROI.
A complicare il quadro contribuisce l’evoluzione normativa: direttive sulla sostenibilità, riforme dei mercati energetici e requisiti di reporting sempre più stringenti impongono aggiornamenti continui. La mancanza di linee guida chiare o la lentezza degli adeguamenti regolatori aumenta l’incertezza sugli investimenti e rallenta l’adozione delle tecnologie più innovative.
Infine, la scarsa formazione tecnica e la limitata consapevolezza dei benefici concreti frenano l’adozione.
Cybersecurity, interoperabilità e differenze regolatorie restano criticità aperte. Per multiutility, ESCo e aggregatori, la via maestra è una roadmap integrata che parta da smart meter e EMS modulari fino all’orchestrazione avanzata di DER, VPP e sistemi di accumulo.
Investire in data governance, digital twin, cybersecurity e M&V certificabili è oggi essenziale per costruire un’offerta scalabile, credibile e attrattiva per clienti e investitori.

