Le minacce informatiche si evolvono a una velocità vertiginosa, diventando sempre più sofisticate, evasive e distruttive. In un mondo digitale in cui nessuno si può sentire al sicuro, la cybersecurity non è più un’opzione da valutare, ma una necessità impellente per poter fronteggiare attacchi come ransomware-as-a-service, phishing mirati (spear phishing), APT (advanced persistent threat) e malware polimorfi che quotidianamente mettono a dura prova le difese di organizzazioni pubbliche e private di ogni dimensione. In tale contesto, strumenti tradizionali come antivirus, firewall e sistemi SIEM (Security information and event management) si dimostrano spesso insufficienti se usati singolarmente. Un’efficace risposta alle nuove sfide arriva da una tecnologia come XDR (eXtended detection and response), che lavora in sinergia con la threat intelligence (TI) per offrire una protezione proattiva, dinamica e intelligente. In uno scenario complesso come questo, assumono un ruolo fondamentale i partner di canale nel fornire soluzioni di sicurezza efficaci e gestite. Non si tratta più soltanto di vendere prodotti, ma di offrire competenze, servizi e, soprattutto, una visione olistica e proattiva della difesa cibernetica. E l’insieme XDR-threat intelligence rappresenta una delle armi più potenti di cui possono disporre i partner per offrire ai loro clienti una protezione proattiva, dinamica e intelligente dalle minacce più avanzate.
Oltre i silos di sicurezza
Per decenni, il settore della sicurezza informatica è stato caratterizzato da un’eccessiva frammentazione. Tipica era la situazione in cui le organizzazioni dovevano gestire una miriade di soluzioni “isolate”: firewall perimetrali, EDR (Endpoint detection and response) per gli endpoint, NDR (Network detection and response) per la rete, SIEM per la correlazione dei log, CASB (Cloud access security broker) per il cloud, per citarne alcuni. Ogni strumento generava i propri allarmi, le proprie dashboard e i propri silos di dati, rendendo impossibile una visibilità complessiva e facendo rallentare la capacità di risposta. I partner di canale si trovavano spesso a dover integrare manualmente soluzioni disparate, affrontando sfide significative in termini di complessità, costi e, non meno importante, carenza di personale qualificato. È in questo contesto che l’XDR emerge come una risposta rivoluzionaria. Infatti, non è solo una sorta di evoluzione naturale dell’EDR, è un approccio che integra e correla dati provenienti da molteplici fonti di sicurezza all’interno dell’infrastruttura IT di un’organizzazione, come per esempio endpoint, rete, cloud, identità, applicazioni e persino e-mail. L’obiettivo principale dell’XDR è fornire una visione unificata e contestualizzata degli eventi di sicurezza, eliminando i punti ciechi e permettendo una rilevazione più rapida e accurata delle minacce, una prioritizzazione intelligente degli allarmi e una risposta automatizzata o semi-automatizzata.
D’altra parte, molte organizzazioni oggi puntano alla “vendor consolidation” proprio per ridurre la frammentazione, snellire la gestione e chiudere le falle operative. Per i partner, questa tendenza può essere un’efficace opportunità di up-selliing e cross-selling: diventare il punto di riferimento per sicurezza integrata significa allinearsi alle esigenze strategiche dei clienti e consolidare flussi ricorrenti di fatturato. A fronte del suo modo di agire, l’XDR consente al partner di andare oltre la vendita di componenti isolati e di offrire una piattaforma di sicurezza integrata che semplifica notevolmente la gestione e migliora l’efficacia complessiva della difesa. L’XDR riduce il “rumore” degli allarmi, permettendo ai team di sicurezza, spesso sottodimensionati (se non addirittura assenti, come solitamente accade nelle PMI), di concentrarsi sulle minacce reali. La capacità di correlare eventi da diverse fonti consente di ricostruire l’intera catena di attacco (kill chain) in modo molto più chiaro e veloce, trasformando una serie di allarmi disconnessi in un quadro coerente e “actionable”.
Il risultato è che sono drasticamente ridotti i tempi sia di rilevamento (Mean time to detect – MTTD), sia di risposta (Mean time to response – MTTR), due fattori critici per minimizzare l’impatto di un cyberattacco.
Inoltre, l’XDR facilita l’automazione delle risposte. Una volta rilevata una minaccia, il sistema può isolare automaticamente un endpoint compromesso, bloccare un’attività di rete sospetta o revocare un accesso non autorizzato. Questo non solo accelera la remediation, ma libera anche risorse preziose dei team di sicurezza, consentendogli di dedicarsi ad attività più strategiche come la caccia alle minacce (threat hunting) o l’ottimizzazione delle policy. Ai partner che operano come Managed security service provider (MSSP), l’XDR offre l’opportunità di semplificare la gestione di molteplici clienti, potendo offrire un migliore servizio di sicurezza e più differenziato.
Il cuore pulsante della difesa proattiva
Mentre l’XDR fornisce la visibilità e la capacità di risposta all’interno dell’infrastruttura del cliente, la threat intelligence aggiunge la dimensione esterna e contestuale. La threat intelligence è l’insieme di informazioni basate su prove, contestualizzate, attualizzate e utilizzabili, che riguardano una minaccia esistente o emergente alla sicurezza delle risorse. Non si tratta di semplici feed di indirizzi IP maligni o hash di malware, ma di un’analisi profonda delle motivazioni, delle capacità e delle intenzioni degli attori delle minacce. La TI risponde a domande fondamentali: chi sono gli attaccanti? Quali sono i loro obiettivi? Quali tecniche, tattiche e procedure (TTP) utilizzano? Quali sono le loro infrastrutture?
Per i partner di canale, la threat intelligence è la base su cui sviluppare una difesa proattiva. Integrata con le piattaforme XDR, la TI consente di trasformare un allarme generico in un evento altamente contestualizzato. Se l’XDR rileva un’attività sospetta su un endpoint, la TI può immediatamente fornire informazioni sul gruppo di attaccanti che utilizza quella specifica TTP, sui settori industriali che solitamente sono presi di mira, sulle vulnerabilità sfruttate e persino sui futuri movimenti che potrebbero essere compiuti. Questa ricchezza di informazioni permette ai partner di anticipare gli attacchi, di rafforzare le difese in punti specifici e di educare i propri clienti sui rischi più pertinenti.
I partner di canale che investono nella threat intelligence, sia essa fornita da vendor di sicurezza, da fonti open source o generata internamente attraverso l’esperienza accumulata, acquisiscono un vantaggio competitivo significativo. Possono offrire ai propri clienti un servizio di cybersecurity che non solo reagisce agli attacchi, ma li previene attivamente, identificando e mitigando i rischi prima che si materializzino. La TI permette ai partner di offrire servizi a valore aggiunto come il threat hunting proattivo, l’analisi delle vulnerabilità basata su intelligence, e la consulenza strategica sulla postura di sicurezza.
Una sinergia vincente a servizio del canale
La vera forza della cybersecurity moderna si manifesta quando XDR e threat intelligence vengono integrati in modo sinergico e fluido. L’XDR si occupa di raccogliere e normalizzare i dati provenienti da molteplici fonti, mentre la threat intelligence interviene per arricchire queste informazioni con un contesto esterno aggiornato e rilevante. Questo connubio offre ai partner di canale una marcia in più sotto diversi aspetti operativi e strategici.
In termini di rilevazione delle minacce, l’XDR alimentato da dati di intelligence è in grado di identificare pattern di attacco emergenti, individuare varianti sconosciute di malware e riconoscere tecniche, tattiche e procedure (TTP) sofisticate che, senza questo arricchimento, passerebbero inosservate. La threat intelligence fornisce infatti i riferimenti che guidano la piattaforma nella ricerca tra la massa di eventi generati quotidianamente da sistemi e utenti.
Questa sinergia si traduce anche in una capacità di indagine e risposta nettamente superiore. Quando le informazioni sono contestualizzate e precise, i team di sicurezza – o i SOC dei partner – possono comprendere con maggiore rapidità la natura di un incidente, valutarne l’urgenza e attivare una risposta coordinata ed efficace. Non si tratta più di reagire a una sequenza disordinata di alert, ma di intervenire in base a una mappa chiara e dettagliata delle minacce reali.
Un altro vantaggio importante riguarda la riduzione dei falsi positivi e del rumore informativo. La threat intelligence aiuta a filtrare gli eventi non rilevanti o di bassa priorità, migliorando l’efficienza operativa e consentendo ai partner, soprattutto agli MSSP, di concentrare le proprie risorse su ciò che conta davvero nei molteplici ambienti dei clienti gestiti.
La combinazione tra XDR e threat intelligence abilita inoltre una difesa proattiva, spostando l’asse dalla reazione all’anticipazione. Quando l’intelligence segnala che un gruppo APT sta prendendo di mira un determinato settore con una vulnerabilità specifica, i partner possono agire preventivamente, applicando patch mirate o rafforzando le difese in modo puntuale prima che l’attacco venga effettivamente sferrato.
Infine, questa capacità combinata si traduce in nuove opportunità di business per il canale. I partner possono costruire servizi a valore aggiunto basati su questa integrazione, offrendo ad esempio programmi di gestione delle vulnerabilità guidati dall’intelligence, attività di red e blue teaming, o iniziative strutturate di threat hunting. In questo modo si evolvono da semplici fornitori di tecnologia a consulenti strategici per la sicurezza, accrescendo il proprio ruolo nel ciclo di vita del cliente e generando nuove fonti di ricavi ricorrenti.
The Business Research Company prevede che il mercato dei sistemi XDR registri anche i prossimi anni un andamento simile. Questo dovrebbe portare a raggiungere un fatturato globale di 8,32 miliardi di dollari nel 2029, con un CAGR del 31,2%. La crescita nel periodo di previsione può essere attribuita alla crescente adozione di soluzioni di sicurezza basate su cloud, all’aumento di attacchi sempre più sofisticati, all’uso dell’intelligenza artificiale e del machine learning per il rilevamento delle minacce e all’espansione dei dispositivi IoT.
IL MERCATO XDR IN NUMERI. Negli ultimi anni, il mercato dei sistemi XDR è cresciuto esponenzialmente. Secondo le rilevazioni di The Business Research Company, il giro d’affari globale passerà da 2,12 miliardi di dollari del 2024 a 2,81 miliardi di dollari nel 2025, con un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 32,3%. Le motivazioni che hanno portato a questo risultato risiedono principalmente nella domanda di piattaforme di sicurezza integrate, nell’aumento del lavoro da remoto, nei requisiti di conformità normativa, all’enfasi sulle capacità di threat hunting e di risposta agli incidenti proattive.
Il ruolo crescente dell’AI
Un aspetto emergente nella sinergia tra XDR e threat intelligence è rappresentato dall’impiego dell’intelligenza artificiale per potenziare le capacità di rilevamento predittivo e risposta autonoma. Le piattaforme XDR di nuova generazione, grazie all’applicazione di tecniche avanzate come il deep learning e il reinforcement learning, sono oggi in grado di anticipare i pattern comportamentali che ricordano attacchi già noti, individuando in anticipo attività sospette. Inoltre, riescono a correlare eventi complessi su più livelli, rilevando connessioni che sfuggirebbero a un analista umano. Questi sistemi sono capaci anche di aggiornare in modo autonomo i propri modelli di difesa, adattandosi continuamente a nuove minacce sulla base delle informazioni ricevute in tempo reale.
Un altro elemento distintivo è la possibilità di automatizzare le decisioni operative, intervenendo senza necessità di supervisione manuale: per esempio, isolando automaticamente una macchina virtuale compromessa per prevenire la propagazione di un attacco. Questo approccio guidato dall’AI si rivela essenziale per colmare il crescente divario tra la velocità degli attacchi informatici e la capacità di reazione dei sistemi difensivi.
Le sfide e le opportunità per i partner
L’adozione di XDR e l’integrazione della threat intelligence non sono prive di sfide per i partner di canale. Richiedono investimenti in competenze, formazione e, in alcuni casi, nell’infrastruttura tecnologica per ospitare e gestire queste soluzioni.
Anche la complessità intrinseca della threat intelligence, che richiede analisi e interpretazione, può essere un ostacolo. Tuttavia, le opportunità superano di gran lunga le sfide.
I partner che si posizionano come esperti in XDR e threat intelligence possono differenziarsi in un mercato affollato come è oggi quello della sicurezza e offrire servizi gestiti di alto livello (MSSP), costruendo relazioni più profonde e durature con i propri clienti. Inoltre, possono aiutare le PMI, spesso prive di risorse interne dedicate alla sicurezza, a raggiungere un livello di protezione che altrimenti sarebbe irrealizzabile.
Da non sottovalutare poi che l’automazione e l’efficienza offerte da XDR e threat intelligence consentono ai partner di scalare le proprie operazioni e di servire un numero maggiore di clienti con la stessa o una minore quantità di personale, ottimizzando i margini.
In un periodo in cui le minacce informatiche sono in costante aumento e, potenzialmente, possono colpire qualsiasi azienda causando ingenti danni, la capacità di rilevare, comprendere e rispondere rapidamente agli attacchi è il discriminante tra la resilienza e il disastro.
Operando in sinergia, XDR e threat intelligence forniscono ai partner gli strumenti e le informazioni necessarie per proteggere efficacemente i propri clienti. Se si decide di seguire questa evoluzione, il futuro della cybersecurity non rappresenta solo una sfida, ma una grande opportunità di crescita e di posizionamento strategico nel cuore della difesa digitale. Saper offrire una sicurezza unificata, intelligente e proattiva diventerà il marchio distintivo dei partner più lungimiranti.
4 forme di intelligenza
Esistono diverse tipologie di threat intelligence, ognuna con il proprio valore. Si è soliti suddividerle in quattro categorie:
- Strategica: fornisce una visione di alto livello sulle tendenze del panorama delle minacce, sui principali attori (state sponsored o meno) e sulle vulnerabilità emergenti. Per i partner, è un elemento fondamentale per definire le strategie di sicurezza a lungo termine per i propri clienti.
- Tattica: consiste in indicatori di compromissione (IoC) come indirizzi IP malevoli, domini, hash di file, firme di malware. Questi IoC possono essere direttamente integrati nei sistemi di sicurezza, come l’XDR, per bloccare o rilevare immediatamente le minacce note.
- Operativa: offre informazioni sulle TTP specifiche utilizzate dagli attaccanti. Permette ai partner di comprendere come gli avversari conducono le loro campagne e di sviluppare contromisure efficaci.
- Tecnica: analizza le vulnerabilità specifiche, i malware, gli strumenti e le infrastrutture degli attaccanti. Risulta estremamente importante per i team tecnici nell’implementazione di patch, configurazioni di sicurezza e nella conduzione di analisi forensi.

