Il mercato italiano dei servizi di sicurezza gestita

Il mercato italiano dei Managed security service provider cresce tra domanda in aumento e innovazione. Le sfide sono tante, ma chi saprà innovare, investire nelle persone giuste e collaborare avrà un vantaggio competitivo decisivo.

Il mercato italiano dei Managed security service provider (MSSP) si presenta oggi dinamico e in costante fermento, sospinto da una domanda crescente e da rapide evoluzioni tecnologiche.

Le opportunità non mancano: dalla protezione delle numerose PMI vulnerabili ai servizi evoluti richiesti dalle grandi imprese. Tuttavia, i provider si trovano a operare in un contesto competitivo complesso, in continuo mutamento, dove solo chi saprà innovare senza perdere in affidabilità, investire sulle giuste competenze e sviluppare modelli collaborativi sarà in grado di guidare il settore nei prossimi anni.

Secondo l’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano, nel 2024 il mercato italiano della cybersecurity ha raggiunto un valore di 2,48 miliardi di euro, in crescita del 15% rispetto al 2023. Una parte rilevante di questo incremento è riconducibile all’espansione dei servizi di sicurezza gestita, ormai componente essenziale delle strategie difensive di molte imprese italiane.

A livello globale il mercato dei servizi di sicurezza gestita dovrebbe toccare i 38,85 miliardi di dollari nel 2025, con una prospettiva di crescita fino a 69,20 miliardi nel 2030, spinto da un CAGR del 12,24% (fonte: Mordor Intelligence).

La domanda di MSS è trainata dalla crescente complessità degli scenari di minaccia e dalla consapevolezza, ormai diffusa anche tra le PMI, della necessità di proteggere le infrastrutture digitali. In Italia, il budget destinato alla cybersecurity tende ormai a dividersi in maniera bilanciata tra soluzioni tecnologiche e servizi specialistici. Tuttavia, restano ampi i margini di crescita, sia in termini di spesa complessiva sia per quanto riguarda l’adozione dei servizi MSS da parte di organizzazioni di ogni dimensione.

MSSP italiani: chi sono e come operano

In Italia, il panorama dei Managed security service provider (MSSP) è in continua evoluzione, con una crescente presenza di operatori che offrono servizi di sicurezza gestita per rispondere alle esigenze di protezione delle aziende.

Secondo i dati aggiornati al 2025 di Compubase, sono attivi nel nostro Paese 3.117 MSP unici, suddivisi tra 511 Cloud service provider (MSP) e 3014 Managed services resellers (VAS resellers – MSP). La stessa analisi indica che in 1566 il numero di MSSP italiani, lasciando intendere che circa la metà dei fornitori di servizi fornisce anche servizi di sicurezza.

A chi servono i MSS

L’adozione dei servizi di sicurezza gestita non riguarda esclusivamente le grandi imprese o i settori più sensibili, come quello bancario o assicurativo. Al contrario, sono proprio le organizzazioni con strutture IT meno mature, risorse limitate e competenze specialistiche carenti a beneficiare maggiormente di queste soluzioni. PMI, studi professionali, enti della pubblica amministrazione locale, strutture sanitarie, aziende manifatturiere e persino realtà del commercio al dettaglio rappresentano target naturali per i Managed security services.

In assenza di team interni adeguati o di budget significativi per costruire una strategia di cybersecurity interna, l’esternalizzazione consente a queste organizzazioni di ottenere accesso a tecnologie avanzate, competenze costantemente aggiornate e a una sorveglianza h24 delle infrastrutture digitali. Inoltre, l’evoluzione normativa e il crescente ricorso alla digitalizzazione dei processi aumentano l’esposizione ai rischi e rendono indispensabile un presidio continuo delle minacce.

Le imprese più evolute, dal canto loro, possono utilizzare i servizi gestiti in modo selettivo: per esempio per il monitoraggio del traffico di rete, la threat intelligence, la gestione dei SIEM (Security information and event management) o per integrare le proprie attività di Security Operation Center con servizi in modalità as-a-Service, aumentandone la scalabilità e la resilienza.

Dunque, i Managed security services non sono una soluzione standardizzata ma una risposta flessibile, capace di adattarsi a diversi livelli di maturità tecnologica e di rischio, permettendo a ciascuna organizzazione di costruire un presidio di sicurezza coerente con le proprie reali esigenze.

I servizi di sicurezza più richiesti dalle aziende italiane

Le imprese italiane, costrette a difendersi da minacce informatiche sempre più sofisticate, oggi pretendono un ventaglio completo di servizi di sicurezza gestiti. Se in passato l’outsourcing si limitava a funzioni di base, come la configurazione dei firewall o la gestione degli antivirus,  ora le aziende cercano partner capaci di garantire protezione a tutto tondo, dal monitoraggio continuo al rilevamento proattivo delle intrusioni, fino alla risposta immediata agli incidenti.

I servizi tradizionali conservano un ruolo centrale: sicurezza perimetrale, protezione degli endpoint, gestione centralizzata di antivirus e firewall rimangono il “primo livello” difensivo, particolarmente apprezzato dalle PMI che spesso non dispongono di competenze interne adeguate. A questi si affiancano backup e disaster recovery in ottica di resilienza dei dati, ormai parte integrante di ogni strategia di cybersecurity.

Parallelamente cresce la domanda di soluzioni evolute di monitoraggio e risposta. Il Managed detection and response (MDR) è oggi fra le proposte più richieste a conferma di un cambiamento di mentalità che privilegia rilevamento e intervento rapidi rispetto alla sola prevenzione. Numerosi MSP italiani integrano già piattaforme EDR avanzate e, in misura crescente, offrono veri e propri servizi MDR con team operativi attivi h 24.

Sta inoltre prendendo piede il modello SOC-as-a-Service con cui molte organizzazioni affidano a un MSSP il controllo continuativo del proprio ambiente IT, talvolta in forma ibrida con un SOC interno, mentre solo una minoranza mantiene un presidio completamente in-house.

Un SOC efficace, infatti, richiede competenze specializzate, personale su turni e investimenti rilevanti; esternalizzarlo consente di accedere a monitoraggio dei log, piattaforme SIEM, analisi degli alert e procedure di incident response senza sostenere costi strutturali. Alcuni fornitori vi affiancano servizi di threat intelligence e vulnerability management con scansioni periodiche, per offrire un quadro aggiornato delle minacce e dei punti deboli.

Un cambiamento altrettanto significativo riguarda le aspettative contrattuali: le aziende vogliono un servizio end-to-end con garanzie misurabili. Di conseguenza, i provider propongono SLA stringenti e KPI concreti su tempi di risposta, percentuale di minacce neutralizzate e disponibilità del servizio ininterrotta.

Tra le esigenze emergenti spicca la gestione esternalizzata di accessi e identità accelerata dall’adozione massiccia dello smart working che ha reso imprescindibili VPN sicure, autenticazione multifattore e processi di identity governance.

Forte slancio anche per la sicurezza cloud, con servizi di Cloud security posture management (CSPM) e monitoraggio dei workload con moduli dedicati a AWS, Azure o Google Cloud per verificare configurazioni, individuare accessi non autorizzati e assicurare la compliance.

Crescono infine le verifiche proattive con penetration test periodici e red teaming “as-a-Service” che consentono di collaudare regolarmente le difese senza ricorrere di volta in volta a consulenti esterni.

In definitiva, le aziende italiane richiedono oggi dai MSSP un mix di servizi che copra l’intero ciclo di vita della sicurezza informatica: prevenzione, rilevamento, risposta e consulenza continua. È proprio la capacità di erogare questi servizi in modo integrato e con livelli di servizio garantiti ciò che rende un MSSP competitivo sul mercato attuale.

Vendor e MSSP tra collaborazione e competizione

Tra i temi meno dibattuti eppure determinanti nell’ecosistema della cybersecurity spicca il fragile equilibrio che lega i vendor di soluzioni tecnologiche ai Managed security service provider che le impiegano nei propri servizi. I produttori di firewall, piattaforme SIEM, strumenti di threat intelligence ed EDR/XDR considerano gli MSSP partner strategici; allo stesso tempo, però, li percepiscono come possibili concorrenti, soprattutto da quando alcuni vendor hanno iniziato a erogare direttamente servizi gestiti in cloud.

Questa doppia natura alimenta frizioni nella definizione dei margini commerciali, nella gestione dei contratti multilivello e nel livello di supporto tecnico garantito. Alcuni vendor adottano politiche channel-friendly che promuovono la crescita degli MSSP tramite programmi di formazione, assistenza e licensing flessibile; altri preferiscono un modello più accentrato, relegando i partner a ruoli di pura rivendita.

Per gli MSSP, costruire un portafoglio di vendor affidabile e bilanciato è dunque una priorità strategica. L’obiettivo non è solo scegliere tecnologie performanti, ma assicurarsi relazioni commerciali sostenibili, interoperabilità fra soluzioni eterogenee e visibilità sulle roadmap evolutive, così da anticipare le richieste del mercato.

Dal canto loro, i vendor devono riconoscere che gli MSSP costituiscono un canale privilegiato per presidiare mercati verticali, territori specifici e organizzazioni che non dispongono delle risorse necessarie a gestire internamente soluzioni complesse. Favorire la collaborazione invece dello scontro diventa quindi essenziale per offrire un portfolio integrato, capace di rispondere con rapidità alle sfide della cybersecurity contemporanea.

Adozione dei MSS tra PMI e grandi aziende

Nel panorama italiano della cybersecurity il divario tra grandi imprese e PMI è evidente e incide anche sulla propensione a scegliere servizi di Managed security service provider. Le organizzazioni di maggiori dimensioni dispongono di budget più consistenti e di team interni specializzati, mentre le realtà più piccole, pur avendo maturato una crescente consapevolezza del rischio cyber, faticano a trasformare questa consapevolezza in investimenti concreti. Budget IT limitati, altre priorità considerate più urgenti e la difficoltà di reperire soluzioni realmente calibrate sulle esigenze delle PMI restano ostacoli importanti. Gran parte degli MSSP tradizionali, infatti, ha storicamente sviluppato offerte pensate per le grandi aziende, spesso complesse e costose per strutture con organici ridotti. Questa distanza si riflette in modelli di fruizione differenti.

Le imprese più strutturate, già dotate di un team di sicurezza, ricorrono ai provider in modo complementare o ibrido: demandano all’esterno il monitoraggio del Security operation center nelle fasce notturne e nei festivi, i servizi di threat intelligence e le analisi forensi oppure, all’opposto, attività operative a minor valore aggiunto come la gestione quotidiana dei dispositivi e il filtraggio del traffico. La governance strategica resta però interna, affidata a CISO e responsabili IT.

Le PMI, prive di un reparto dedicato, delegano più spesso l’intera funzione di cybersecurity. In questi casi il provider diventa il referente unico: definisce le policy, esegue il monitoraggio, interviene nelle emergenze e cura la formazione del personale. Il rapporto, regolato da contratti in abbonamento annuale o pluriennale calcolati sul numero di endpoint o sul volume di dati trattati, consente anche ad aziende di una cinquantina di dipendenti di raggiungere livelli di protezione paragonabili a quelli di gruppi molto più grandi.

Parallelamente, gli MSSP stanno modellando proposte ad hoc per il segmento small business: pacchetti standardizzati di servizi essenziali (protezione degli endpoint, backup, monitoraggio di base) distribuiti tramite canale indiretto o in partnership con associazioni di categoria. Queste offerte, sommate agli incentivi pubblici e alla crescente percezione dei rischi, potrebbero ulteriormente accelerare nei prossimi anni l’adozione dei servizi di sicurezza gestiti tra le imprese di dimensioni ridotte.

Trend tecnologici e strategici nel mercato MSSP

Anche il mercato italiano dei Managed security service è ormai permeato dall’influenza dell’intelligenza artificiale e del machine learning. I provider di servizi gestiti di sicurezza stanno integrando algoritmi AI/ML nelle loro piattaforme e i Security Operation Center impiegano analisi comportamentale che apprende il profilo d’attività normale di ciascuna organizzazione per segnalare in tempo reale le deviazioni anomale.

Alle funzionalità di rilevamento si affiancano oggi motori di threat intelligence automatizzata: intelligenze artificiali scandagliano costantemente Web e Dark Web alla ricerca di indicatori di compromissione o di nuovi vettori d’attacco, inviando allerte tempestive ai clienti. Le stesse tecniche aiutano a prioritizzare gli incidenti riducendo i falsi positivi e, grazie a Playbook di risposta predefiniti, supportano l’automated threat hunting. Ne consegue anche l’adozione crescente di soluzioni SOAR (Security orchestration, automation and response) che orchestrano flussi di reazione semi-automatici o completamente automatici, integrando strumenti che vanno dall’endpoint al SIEM per intervenire istantaneamente su specifiche categorie di minacce.

L’affermazione del lavoro ibrido spinge inoltre l’adozione del paradigma Zero Trust. Sempre più MSSP includono nei pacchetti di servizio l’autenticazione multifattore gestita, la gestione centralizzata delle identità (IDaaS) e sistemi di controllo accessi adattivi che adeguano le policy al livello di rischio. All’offerta tradizionale si aggiungono formule “Zero Trust as-a-Service” con cui il provider riprogetta con il cliente l’architettura di rete e applicativa, spesso attraverso piattaforme cloud per la governance unificata di identità e permessi.

La migrazione verso ambienti cloud ibridi, caratterizzati da infrastrutture distribuite, rende più complessa la protezione con approcci tradizionali. Per rispondere a questo scenario si afferma il concetto di Cybersecurity Mesh Architecture o CSMA (promosso da Gartner): un fabric di sicurezza che interconnette strumenti e servizi eterogenei, condivisione di dati e policy via un piano di controllo comune.

In questo modo si superano i silos a livello di network, cloud, endpoint e i provider possono offrire soluzioni end-to-end realmente integrate. Alcuni operatori italiani hanno già cominciato a costruire piattaforme unificate in cui confluiscono log provenienti da fonti diverse, gestendo da un’unica console i molteplici aspetti della postura di sicurezza aziendale.

Si consolida infine la tendenza alla specializzazione verticale e allo sviluppo di ecosistemi collaborativi. Diversi MSSP concentrano le proprie competenze su settori specifici: nel sanitario, dove la tutela dei dati sensibili e la conformità al GDPR sanitario sono decisive; nel manifatturiero, dove cresce la centralità della OT security per impianti e macchinari connessi; nella finanza, che richiede aderenza a normative come la PSD2 e capacità di reazione rapidissima contro le frodi. Questa verticalizzazione permette di differenziarsi in un mercato affollato e di acquisire know-how mirato, spaziando dalla protezione dei sistemi SCADA industriali alla sicurezza degli sportelli ATM bancari.

Le sfide più rilevanti per gli MSSP italiani

Il mercato dei Managed security service provider continua a crescere, ma per gli operatori italiani la sostenibilità nel medio-lungo periodo dipende dalla capacità di superare alcune criticità ormai strutturali.

La prima riguarda la carenza di competenze specialistiche: analisti SOC, threat hunter, esperti di incident response e ingegneri della sicurezza restano figure difficili da reperire, con un impatto diretto sulla qualità e sulla scalabilità del servizio.

A questa penuria di talenti si somma una competizione sempre più serrata, alimentata dalla presenza di player globali che operano nel Paese con economie di scala e capitali superiori. La pressione sui prezzi è inevitabile: i clienti pretendono di più spendendo di meno, spingendo i margini verso il basso. In questo scenario i provider nazionali possono restare competitivi soltanto puntando su elementi che i giganti faticano a replicare, come un’assistenza altamente personalizzata, la conoscenza profonda del contesto normativo locale e, quando serve, la disponibilità di un Security operation center (SOC) fisicamente sul territorio italiano.

Il terzo fronte su cui si gioca la partita è l’innovazione continua. Restare al passo con l’evoluzione delle minacce richiede investimenti costanti sia nelle piattaforme tecnologiche sia nel modello di servizio.

Oggi i clienti chiedono soluzioni di Managed detection & response e domani pretenderanno test di resilience svolti con cadenza continua o servizi di asseverazione delle terze parti per mettere in sicurezza la supply chain.

Direttamente connessa all’innovazione è la necessità di conseguire nuove certificazioni, sottoporsi ad audit indipendenti e aggiornare regolarmente le competenze interne, voci di spesa che devono trovare spazio nei piani di investimento degli MSSP.

Solo così i fornitori italiani potranno difendere la propria posizione in un mercato promettente ma ormai dominato da dinamiche concorrenziali internazionali.

L’unione fa la forza

In un mercato altamente competitivo e in costante trasformazione, l’aggregazione tra MSSP rappresenta una strategia sempre più cruciale per garantire sostenibilità, innovazione e capacità di risposta alle esigenze del mercato. Gli operatori di dimensioni medio-piccole, spesso focalizzati su specifici territori o verticali di mercato, si trovano infatti a fronteggiare difficoltà nell’investire in tecnologie avanzate, formare personale altamente qualificato e mantenere aggiornati i propri servizi in linea con l’evoluzione delle minacce.

Attraverso modelli di consorzio, reti d’impresa o partnership strategiche, gli MSSP possono condividere risorse, competenze e infrastrutture (per esempio SOC distribuiti o piattaforme SIEM comuni) ottimizzando i costi e potenziando la qualità dei servizi. Inoltre, l’aggregazione facilita l’accesso a gare pubbliche e commesse complesse, che richiedono requisiti dimensionali o certificazioni che un singolo fornitore faticherebbe a soddisfare.

Un altro vantaggio significativo è la possibilità di sviluppare specializzazioni complementari: un MSSP può concentrarsi, per esempio, su settori critici come sanità o manifattura, mentre un altro può offrire expertise su cloud security o compliance normativa, costruendo così un’offerta più ampia e solida a beneficio del cliente finale.

Parallelamente, si assiste alla creazione di partnership strategiche: MSSP italiani che collaborano tra loro o con vendor tecnologici per arricchire il portafoglio. Tali ecosistemi permettono di combinare soluzioni e competenze, nonché di condividere informazioni sulle minacce. La condivisione di intelligence infatti è un trend importante: tramite piattaforme come MISP o la partecipazione a CERT settoriali, gli MSSP scambiano indicatori di compromissione e best practice, creando un fronte comune più efficace contro i cyber attacchi. L’ACN sta promuovendo in Italia queste collaborazioni pubblico-privato e gli MSSP ne sono attori fondamentali.

Il valore di una piattaforma unificata

Uno degli elementi determinanti per l’efficacia dei servizi di sicurezza gestita risiede nella capacità di integrare le diverse componenti tecnologiche in una piattaforma unificata. Disporre di una soluzione completa e coerente permette infatti non solo di semplificare la gestione operativa e il monitoraggio degli eventi di sicurezza, ma anche di migliorare significativamente la rapidità e la precisione delle risposte agli incidenti.

Una piattaforma completa consente di correlare dati provenienti da endpoint, rete, cloud, applicazioni e identity management, offrendo una visione unificata del rischio e una capacità di reazione basata su intelligence contestuale. Questo approccio integrato si traduce in una minore frammentazione dei tool, una riduzione dei falsi positivi e un miglioramento della postura complessiva di sicurezza.

Per i fornitori di servizi gestiti, adottare una piattaforma centralizzata significa anche poter standardizzare i processi, ridurre la complessità tecnica e scalare più facilmente i servizi su più clienti, mantenendo al contempo livelli elevati di efficienza operativa. Molti MSSP stanno puntando su soluzioni modulari in grado di evolvere nel tempo, anche attraverso l’uso di tecnologie AI-driven per il rilevamento comportamentale e l’automazione delle risposte.

Dal punto di vista delle aziende utenti, affidarsi a una piattaforma di sicurezza gestita non solo rafforza la capacità difensiva, ma migliora la governance e la compliance, grazie a una tracciabilità più efficace delle attività, una reportistica automatizzata e un supporto alla gestione degli audit. In un contesto di crescente complessità normativa e minacce in continua evoluzione, questa centralità della piattaforma si sta affermando come una componente imprescindibile di ogni strategia di cybersecurity sostenibile e a lungo termine.

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