Nutanix ECI 2025 evidenzia criticità nell’uso dell’AI generativa nelle banche

Uno studio Nutanix evidenzia come l’adozione dell’IA generativa nei servizi finanziari sia in forte crescita. Restano criticità legate a infrastrutture, competenze IT e sicurezza dei dati.

L’adozione dell’intelligenza artificiale generativa nel settore dei servizi finanziari è ormai una realtà diffusa, ma il percorso verso benefici concreti di lungo periodo passa da infrastrutture più robuste e da competenze specialistiche. È quanto emerge dalla settima edizione del Financial Services Enterprise Cloud Index (ECI) di Nutanix, che ha analizzato le scelte tecnologiche e organizzative di istituzioni bancarie e finanziarie a livello globale.

Adozione diffusa ma con criticità di sicurezza

Secondo il report, quasi tutte le aziende del comparto hanno già introdotto applicazioni basate su GenAI, soprattutto in ambito customer care, creazione di contenuti e automazione dei processi. Tuttavia, il 97% degli intervistati riconosce la necessità di rafforzare la protezione di modelli e applicazioni, segnalando privacy e sicurezza dei dati come i principali fattori di rischio.

Il ruolo di cloud ibrido e container

La modernizzazione dell’infrastruttura emerge come condizione essenziale per supportare l’espansione della GenAI. Il 92% degli intervistati ritiene infatti che gli ambienti IT attuali non siano ancora sufficienti a gestire in modo efficace applicazioni cloud native e containerizzate. Tecnologie come Kubernetes sono già utilizzate, ma la frammentazione dei dati e la mancanza di portabilità delle applicazioni rallentano l’efficienza complessiva.

Carenza di competenze IT

Il passaggio dalla fase di sviluppo a quella di produzione è ostacolato soprattutto dalla carenza di figure qualificate: il 98% dei responsabili finanziari segnala difficoltà operative in questa transizione. Nonostante il 62% delle aziende stia assumendo professionisti con competenze mirate, la formazione del personale interno resta una priorità per evitare colli di bottiglia.

ROI e visione di lungo periodo

Il tema del ritorno sugli investimenti è centrale. Il 39% degli intervistati prevede possibili perdite nei prossimi 12 mesi, ma il 58% si attende benefici tra uno e tre anni. Un dato che conferma come la GenAI sia vista come un asset strategico, pur richiedendo tempo e metriche più avanzate per misurare i risultati.

Sicurezza e conformità sotto pressione

L’adozione di GenAI sta ridisegnando le priorità di sicurezza: il 96% delle aziende coinvolte conferma un’attenzione crescente sulla protezione dei dati, mentre il 90% esprime preoccupazioni legate all’ecosistema dei fornitori IT. Questo conferma come la complessità della catena tecnologica rappresenti una sfida non solo tecnica ma anche di governance.

Uno scenario in rapida evoluzione

Oltre alla GenAI, alcune realtà stanno già sperimentando approcci più avanzati basati su IA agentica, con l’obiettivo di estendere l’automazione e migliorare l’interazione con i clienti. In questo contesto, cloud ibrido e container diventano elementi imprescindibili per garantire agilità e capacità di risposta in un settore che deve bilanciare innovazione, regolamentazione e sicurezza.

Il sondaggio, condotto dalla società di ricerca Vanson Bourne su un campione di 1.500 responsabili IT e DevOps in tutto il mondo, conferma quindi un trend chiaro: l’intelligenza artificiale generativa è già entrata nel cuore dei servizi finanziari, ma il suo impatto reale dipenderà da infrastrutture scalabili, competenze adeguate e strategie di sicurezza solide

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