MuleSoft, con i CIO per guidare la rivoluzione AI

L’intelligenza artificiale sta trasformando il mondo del business. Davide Andreoni, head di MuleSoft Italia, ci spiega cosa sta accadendo nel mercato e come saranno protagonisti con gli agenti AI

Applicazioni, dati, processi, intelligenza artificiale, miscelare il tutto durante il recente MuleSoft Connect:AI 2025 per ottenere una visione del futuro prossimo venturo.

Chef per l’occasione Davide Andreoni, head of MuleSoft Italia, che ci ha raccontato passato, presente e futuro di MuleSoft, società che fa parte della galassia Salesforce ed è specializzata in soluzione per integrare applicazioni, dati e dispositivi, semplificando la connettività tra sistemi diversi.

Abbiamo incontrato Andreoni in occasione dell’evento che riuniva in Italia tutto il mondo MuleSoft, dove clienti e partner potevano toccare con mano ciò che è stato fatto e gli sviluppi futuri di un mercato oggi in fermento, sferzato dall’arrivo dell’AI.

È stata presentata la ricerca 2025 Connectivity Benchmark Report, basata su un sondaggio condotto su oltre 1000 leader IT in tutto il mondo. Dai risultati emerge che l’adozione dell’AI sta superando le previsioni: l’84% dei CIO la ritiene importante tanto quanto l’accesso a Internet. Inoltre, si sta già assistendo a una trasformazione dalla semplice interazione tramite prompt all’adozione di agenti AI. Secondo l’85% degli intervistati, i budget delle aziende saranno aumentati nel 2025 per prepararsi all’uso esteso dell’IA; il 25% di questi sarà allocato per l’infrastruttura e la gestione dei dati.

Da quanto emerso, la figura del CIO sta cambiando, come ci ha spiegato Andreoni: “Con l’avvento dell’AI il ruolo del CIO oggi sta vivendo una significativa trasformazione. In alcune aziende meno orientate all’innovazione il CIO tradizionale, inteso come Chief information officer, responsabile dell’IT “alla vecchia maniera”, si trova affiancato da un altro CIO con la responsabilità di Chief innovation o transformation officer. Questa duplicazione di ruoli indica una fase di transizione in cui le responsabilità legate all’IT e all’innovazione sono ancora distinte. In futuro, si prevede una convergenza di queste figure e responsabilità, con l’emergere di un nuovo CIO che sarà un Chief information innovation officer. Una figura che avrà un ruolo importante nella strategia aziendale, perché l’impatto delle scelte tecnologiche, soprattutto quelle legate all’AI, sul business è diventato più evidente e immediato rispetto al passato”.

L’AI è dunque il fattore scatenante di tale processo di trasformazione che coinvolge il mondo aziendale. “L’AI è indubbiamente un motore per il futuro, con un impatto significativo sul business e sull’IT – ha proseguito Andreoni – l’evoluzione dell’AI è già in atto e si prevede che continuerà a trasformare profondamente diversi aspetti. A differenza delle tecnologie tradizionali, l’AI sta avendo un impatto sul business in tempi brevi. Ciò richiede un cambiamento dei KPI dei CIO. Per funzionare efficacemente l’AI necessita di API e dati. Piattaforme come MuleSoft giocano un ruolo cruciale nell’agevolare l’accesso a questi dati, fungendo da “frontend” per l’AI e fornendo i “building block” necessari per alimentare modelli di machine learning e database vettoriali. MuleSoft facilita il trasferimento e la scalabilità di questo modello. Si sta assistendo, inoltre, a uno sviluppo di connettori preconfigurati e approcci low-code/no-code per l’integrazione dell’AI, come nel caso dei connettori per gli agent di Salesforce. Questo mira a rendere più agile e rapida l’adozione dell’AI che dovrà consentire al personale di liberarsi da compiti ripetitivi per potersi concentrare su attività più rilevanti, stimolanti e intellettualmente appaganti. Una visione futura, menzionata dal CTO di Salesforce, è quella di un’AI che sviluppa autonomamente gli agenti. In questo scenario, gli agenti AI saranno in grado di crearne di nuovi per soddisfare ulteriori esigenze e funzionalità. Si prospettano interazioni dirette tra gli agenti AI per gestire flussi di lavoro, riducendo potenzialmente la necessità di interazione umana in alcune transazioni tra i business partner. È importante non perdere di vista etica e sicurezza nell’adozione dell’AI: è fondamentale controllare attentamente l’utilizzo dei dati aziendali per evitare che finiscano in data lake pubblici. La sicurezza, la regolamentazione e la gestione del rischio legati all’AI diventeranno KPI sempre più importanti». Nel giro di pochi anni, MuleSoft è diventata uno dei più importanti attori in questo segmento di mercato, ma non lo ha fatto da sola. Accanto a questa società c’è una rete di partner in costante crescita, come ha illustrato Andreoni. “Il team di vendite di MuleSoft in Italia è cresciuto negli ultimi sei anni, passando da due account executive a circa venti persone. L’ecosistema dei partner gioca comunque un ruolo importante: include tendenzialmente tutti i partner di Salesforce, ma prevede anche l’esistenza di boutique partner, ovvero piccoli system integrator specializzati su specifiche tematiche”.

La collaborazione con il canale avviene in due modi: possono portare direttamente delle lead, individuando opportunità sul mercato, oppure vengono coinvolti dall’azienda per sviluppare progetti congiunti. ”Per quanto riguarda la realizzazione dei progetti – ha sottolineato il manager – la configurazione più frequente è ibrida: MuleSoft fornisce figure di governance e technical architect che aiutano e certificano il partner (disegno architetturale, implementazione e review periodiche del codice), mentre il partner si occupa dell’intera componente di implementazione e gestione quotidiana presso il cliente”. Secondo Andreoni, la collaborazione tra MuleSoft e la sua rete di partner è fondamentale per valorizzare al meglio le rispettive offerte e dare un servizio di qualità al cliente finale. Se oggi la maggior parte del business di MuleSoft è costituita da attività di legacy replacement, l’obiettivo per il futuro è colmare il gap tecnologico che separa l’Italia dagli Stati Uniti e sfruttare al meglio le opportunità offerte da questa trasformazione trainata dall’AI.

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