Intelligenza artificiale: le PMI possono fare di più

Il report “Intelligenza Artificiale: oltre l’efficienza” ha cercato di ispirare le aziende sulle potenzialità di questo potente strumento per il loro business, ma la piccola media impresa e la PA vanno a rilento nell’adozione

Hotwire Global ha realizzato, in collaborazione con House of Beautiful Business, il nuovo report “Intelligenza Artificiale: oltre l’efficienza”.

La nuova ricerca di Hotwire, condotta in diversi paesi a livello mondiale coinvolgendo aziende e manager di diversi settori, sia consumer, sia B2B, intende spingere i brand e le aziende ad approcciare l’AI generativa non solo per i benefici potenziali che assicura in termini di efficienza, ma anche per il valore aggiunto per i clienti e la società.

Intelligenza artificiale e le aziende italiane

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Beatrice Agostinacchio, managing director di Hotwire per l’Italia e la Spagna

Beatrice Agostinacchio, managing director di Hotwire per l’Italia e la Spagna, ha presentato i risultati della ricerca, sottolineando che il valore del mercato italiano dell’intelligenza artificiale ammonta a 760 milioni di euro. Da rilevare come però il 90% del mercato dell’AI nel nostro Paese è rappresentato dalle grandi imprese, il resto è suddiviso in modo equo tra PMI e PA. Dal report emerge inoltre come il 61% delle grandi imprese ha attivo un progetto di AI, mentre si scende al 10% tra le PMI.

Per quanto riguarda la maturità delle aziende italiane nell’adozione dell’intelligenza artificiale, la ricerca individua come11% delle realtà aziendali si possa definire avanguardista e il 23% come apprendista, mentre nel restante 66% dei casi si tratta di aziende in cammino o che non percepiscono come rilevante il tema.

“Uno spaccato sulle aziende italiane, che mostra come il tessuto produttivo del Paese si muova a diverse velocità nell’adozione di uno strumento così importante come l’intelligenza artificiale” ha affermato Agostinacchio.

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Come impiegare l’IA: 4 valori chiave

Il report ha anche individuato alcuni valori che possono aiutare i professionisti del marketing e della comunicazione nell’identificare lo stato dell’arte della propria azienda approfondendo delle modalità efficaci per integrare tali valori all’interno della propria strategia di intelligenza artificiale. Si parte dall’Autonomia che consente alle persone di avere maggiore controllo su sé stessi e sulle circostanze, al fine di prendere decisioni consapevoli. Un altro valore è rappresentato dal Riconoscimento che assicura che i clienti si sentano ascoltati e apprezzati per il proprio contributo. Il terzo elemento è l’Impatto che consente ai marchi di supportare i clienti nell’intraprendere iniziative che possano migliorare la vita dei clienti in termini sociali, etici e ambientali. Infine, il report parla di Intimità che favorisce relazioni che siano più profonde e autentiche, non solo personalizzate.

Questi quattro valori – sottolinea Agostinacchio – non devono essere necessariamente perseguiti tutti insieme: ogni brand e ogni azienda può decidere quale peso attribuire a ciascuno in base alla propria strategia di marketing e comunicazione”.

Le sfide dell’adozione dell’IA generativa

Il report affronta anche le tensioni e le responsabilità che derivano dalla massiccia adozione dell’AI generativa da parte dei marchi. Sfide come la privacy dei dati, la trasparenza, l’impatto ambientale e i pregiudizi impongono ai brand di adottare framework etici che mettano al primo posto il consenso informato e autentico, insieme a pratiche trasparenti nella gestione dei dati. Affrontando questi temi in modo proattivo, i marchi possono rispondere alle aspettative dei clienti in termini di utilizzo responsabile della tecnologia, stabilendo al contempo nuovi standard di settore per le pratiche etiche nell’AI. Il report offre inoltre ai professionisti a capo dei brand, approfondimenti e linee guida pratiche per orientarsi in queste complessità.

“L’AI generativa è più di un mezzo per migliorare le operation – ha dichiarato la manager -. Quando i marchi guardano oltre l’efficienza facendo leva sul pieno potenziale dell’intelligenza artificiale per arricchire la customer experience, consolidare la fiducia nel brand e posizionarsi come leader, la loro reputazione cresce esponenzialmente. Comprendere a che punto ci si trova e come poter migliorare il proprio approccio consente alle aziende di coltivare relazioni più forti e autentiche con clienti e società, generando contestualmente risultati significativi in termini di fidelizzazione e revenue”.

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