Sono i giovani i veri custodi della privacy

L’ultima indagine Cisco Consumer Privacy evidenzia i giovani come paladini della privacy dimostrando di avere una maggiore consapevolezza digitale, a fronte di una minima percentuale degli anziani. Sul fronte dell’uso dell’AI generativa si sollevano questioni significative: la metà degli utenti non evita di inserire dati sensibili, nonostante l’88% esprima preoccupazione per la condivisione non autorizzata delle proprie informazioni.

L’edizione 2023 del Cisco Consumer Privacy Survey getta luce su un fenomeno emergente nel panorama digitale: l’attivismo dei giovani nella protezione dei propri dati. Mentre il dibattito sulla privacy si intensifica, il sondaggio mostra che il 42% dei consumatori tra i 18 e i 24 anni esercita il proprio diritto di accesso ai dati trattati dalle organizzazioni, mentre il dato degli over 75, si attesta solo al 6%. Tale divario generazionale riflette una consapevolezza e una proattività crescenti tra i più giovani, forse stimolate da un ambiente digitale in cui la privacy viene continuamente messa alla prova.

La fiducia verso le organizzazioni è stata scossa dall’impiego dell’intelligenza artificiale (AI), con la metà degli intervistati che si rivolge al governo per l’istituzione e l’applicazione di normative a tutela della privacy dei dati. Inoltre, la ricerca ha offerto un’anticipazione sullo stato attuale dell’AI generativa (AI Gen), evidenziando che solamente il 12% degli intervistati la utilizza con costanza.

Proprio sull’AI Gen, il report di Cisco offre un primo assaggio del suo impatto e delle sue implicazioni per la privacy, nonché dei rischi potenziali. L’AI Gen, ancora agli albori della sua comprensione pubblica, risulta sconosciuta a una maggioranza del 52% dei partecipanti al sondaggio. Degli utenti che ne fanno uso regolare, solamente la metà si impegna a non inserire dati sensibili nelle piattaforme di AI Gen, lasciando che l’altro 50% potenzialmente si esponga a rischi di privacy. Contestualmente, l’88% esprime di essere un po’ o molto preoccupato che le proprie informazioni inserite in sistemi di AI Gen possano essere divulgate.

Analizzando la composizione demografica del campione, i dati mostrano un chiaro trend: i giovani consumatori sono più propensi a difendere attivamente i propri diritti digitali. La percentuale di “Privacy Active” – coloro che non solo si preoccupano della privacy ma agiscono concretamente in sua difesa – è più alta tra i 18 e i 34 anni. Si evidenzia una graduale diminuzione di questa tendenza con l’aumentare dell’età. La propensione a richiedere la cancellazione o la modifica dei dati personali segue una simile correlazione età-dipendente, suggerendo un aumento della consapevolezza e della volontà di interagire con le normative sulla privacy tra i più giovani.

Il ruolo dei governi e delle leggi in questo scenario è un altro punto focale dell’indagine. Una porzione significativa dei consumatori si aspetta che i governi dettino gli standard e proteggano la privacy dei dati. Secondo l’indagine, infatti, la metà degli intervistati ha dichiarato che il governo nazionale o locale dovrebbe avere il ruolo principale nella protezione dei dati, mentre il 21% ha affermato che le aziende private dovrebbero esserne le principali responsabili. 

Il report presentato da Cisco mostra una realtà in cui giovani consumatori emergono come difensori della privacy, mentre le organizzazioni devono navigare le sfide della fiducia nell’era dell’AI. La relazione tra privacy e tecnologia è in costante evoluzione, e il sondaggio invita a un’azione collettiva e consapevole per affrontare i complessi equilibri del nostro tempo.

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