SentinelOne vede un 2024 positivo per gli investimenti in cybersicurezza

Per Paolo Cecchi di SentinelOne, l’AI sarà un nuovo strumento nelle mani degli hacker e apre nuovi scenari, fondamentale continuare a investire in sicurezza

Nel mondo ICT la cybersicurezza continuerà ad avere un posto d’onore al tavolo degli investimenti nel 2024, ne è certo Paolo Cecchi, sales directory Emea di SentinelOne, soprattutto alla luce delle tendenze che vedono le azioni dei cybercriminali in aumento e sempre più raffinate e precise. Dal suo privilegiato punto di vista, Cecchi ha evidenziato, che nonostante la congiuntura economica faccia muovere con attenzione le aziende nel fare investimenti tecnologici, tutto quello che riguarda la cybersicurezza è visto con molta attenzione e il livello degli investimenti sarà mantenuto: «E questo è un successo». Anche se la mancanza di risorse umane sta mettendo sotto stress i team dedicati alla sicurezza, rallentando un po’ il processo di adozione di nuove tecnologie. L’intervento del Cfo nella fase di acquisizione delle soluzioni di sicurezza rallenta anch’esso l’iter, ma porta all’attenzione del board questo tema e le problematiche a esso associate. Questo è un bene, perché un attacco informatico può dare problemi diretti, come il blocco di un servizio, ma anche indiretti, come la perdita di fiducia nei clienti.

I trend del 2024

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Paolo Cecchi, sales directory Emea di SentinelOne

Paolo Cecchi ha anche illustrato quali saranno i trend per il prossimo anno sul fronte degli attacchi. Ransomware, malware e compagnia saranno sempre usati per estorce e ottenere denaro; direttamente o attraverso il furto di dati e identità digitali. Ma con il crescere di conflitti in giro per la terra sono tornati in auge azioni di hacker state sponsored, con azioni atte a creare disagio colpendo istituzioni, fornitori di servizi e realtà produttive. È la componente cyber delle attuali guerre. Infatti, questi attacchi provengono in massima parte dalle nazioni che stanno muovendo “guerra” all’occidente. L’Italia, come evidenziato dall’ultimo rapporto Clusit, è una delle vittime preferite, anche alla luce dell’adozione di adeguate soluzioni di sicurezza.

Un altro fronte che si sta aprendo è quello legato alle soluzioni di Intelligenza Artificiale. Il 2024 sarà il suo anno e sarà adottata da molte realtà produttive in diverse attività. Se un attacco diretto è “facile” da identificare e contrastare, uno portato contro il sistema che gestisce l’Intelligenza Artificiale, in modo da alterarne le risposte, sarebbe più difficile da identificare e bloccare. Immaginate se il sistema di AI dedicato al supporto clienti, in un giorno prestabilito, facesse scaricare a tutti quelli che si rivolgono, un malware o li costringesse a fornire le proprie credenziali. Si aprono scenari anche inquietanti, dove, rimanendo in ambito di attacchi state sponsored, ci potrebbe essere la diffusione di falsi contenuti pensati per destabilizzare a livello sociale una data area.

La soluzione SentinelOne

Secondo SentinelOne diventa fondamentale proteggere al meglio l’infrastruttura, gli end point e le identità digitali di tutti i dipendenti. L’idea è combattere il fuoco con il fuoco, quindi Singularity Platform di SentinelOne utilizza l’Intelligenza Artificiale per contrastare gli attacchi così da velocizzare tutte le operazioni, facilitando il lavoro del team di sicurezza. Con una sola piattaforma diventa possibile analizzare, interpretare e correlare i dati provenienti da diversi sistemi, e anche di rispondere in modo rapido all’attacco. Tutto quello che viene scoperto dai centri ricerca di SentinelOne viene subito reso disponibile su Singularity Platform, così che la finestra di tempo che un hacker può sfruttare per utilizzare una particolare tecnica si riduce in modo drastico. Singularity Platform, inoltre, è in grado di offrire l’adeguata protezione anche per le architetture cloud, ibride e non, nonostante la loro adozione da noi sia ancora lontana dai livelli statunitensi e anglosassoni. L’unico modo per contrastare l’attacco quando avverrà è quello di adottare una soluzione in grado di proteggere tutta l’infrastruttura indipendentemente dalla complessità. In Italia, ha spiegato Paolo Cecchi, le infrastrutture critiche sono protette, ma la pubblica amministrazione è ancora il fanalino di coda e i recenti attacchi subiti da diverse Ast lo dimostrano. C’è ancora molto da fare.

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