Italiani al lavoro: tra aspettative high-tech e realtà aziendale

Quasi la metà dei lavoratori del nostro Paese coinvolti in una nuova ricerca Ricoh afferma che la propria impresa sia in ritardo nell’innovazione volta a migliorare la workplace experience e l’automazione dei processi.

Oggi sempre più aziende italiane si trovano ad affrontare una sfida cruciale: colmare il divario tra le aspettative tecnologiche dei propri dipendenti e la capacità di rispondere a queste esigenze. Uno studio recente promosso da Ricoh Europe e condotto da Opinium mette in luce le preoccupazioni dei lavoratori italiani che vedono nelle loro organizzazioni un ritardo significativo nell’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate.

Quasi la metà dei lavoratori intervistati (44%) percepisce la propria azienda in ritardo nell’integrazione di tecnologie che potrebbero apportare notevoli vantaggi in termini di efficienza e benessere lavorativo. La situazione attuale, secondo il 35% degli intervistati, agisce come un freno alla produttività, mentre una porzione ancora più ampia (56%) lamenta un eccessivo carico di attività amministrative, spesso gestibili con automazioni appropriate.

Tecnologia come leva di cambiamento

La soluzione a tale problematica risiede nell’implementazione di processi automatizzati e strumenti che migliorano l’esperienza lavorativa, potenziando la collaborazione e ottimizzando i flussi di lavoro. L’innovazione in quest’area non solo snellisce i compiti ripetitivi ma consente ai dipendenti di dedicarsi a mansioni a maggiore valore aggiunto, incrementando la loro soddisfazione professionale. Il 76% dei lavoratori crede fermamente di poter contribuire maggiormente al successo aziendale se dotati delle tecnologie adeguate.

Rischio e opportunità per le aziende

Non tenere il passo con queste aspettative può risultare pericoloso per il tessuto imprenditoriale. Se il divario non dovesse ridursi entro il 2024, le aziende rischiano di perdere i propri talenti verso realtà più all’avanguardia: il 18% dei dipendenti considera l’employee experience e le modalità di lavoro come motivazioni valide per un cambio di posto, e oltre il 27% cita la mancanza di innovazione tecnologica come possibile catalizzatore di tale decisione.

Nicola Downing, CEO di Ricoh Europe, ha commentato: “Guardando al futuro, appare indispensabile che le aziende allineino le tecnologiche alle esigenze dei dipendenti, in particolare per quanto riguarda l’automazione dei processi e la workplace experience, due ambiti che possono aiutare i dipendenti a essere più produttivi e a concentrarsi su attività maggior valore aggiunto. Come mostrato dalla nostra ricerca, le organizzazioni che trascurano l’employee experience e le tecnologie per il workplace rischiano di perdere i migliori talenti che cercheranno altrove un ambiente di lavoro che soddisfi le loro esigenze”.

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