Italia sotto attacco

Secondo i dati più recenti del Rapporto 2023 di Clusit sulla sicurezza ICT in Italia il numero di attacchi nel nostro Paese cresce quattro volte rispetto al resto del mondo

Da anni Clusit delinea lo scenario della sicurezza in Italia con il suo periodico rapporto. Gli ultimi dati rilasciati a novembre 2023 relativi al primo semestre dell’anno permettono un interessante raffronto di quanto accaduto tra il 2018 e il primo semestre 2023 ed evidenziano una forte accelerazione nell’ultimo periodo rispetto al passato con un incremento del 40% del numero di incidenti rilevati. Infatti il 26% dei 505 attacchi noti di particolare gravità che hanno coinvolto in questo intero periodo le realtà italiane (132 per l’esattezza) si sono verificati nel primo semestre 2023. 

Si tratta di un dato ancora più preoccupante se confrontato con il dato globale poiché il numero di incidenti in Italia, nel primo semestre 2023 ha fatto registrare una crescita quasi 4 volte superiore al dato globale e in questo periodo, nel nostro Paese, è andato a segno il 9,6% degli attacchi mondiali. 

L’83,9% del totale degli attacchi avvenuti in Italia rientra nella categoria del Cybercrime a cui fanno seguito gli incidenti classificati come Hacktivism (7,7%).

Il target che riceve il maggior numero di attacchi è Government (23%), seguito da Manufacturing (17%) che si posizionano davanti ai correspettivi in ambito globale. A giustificare questi dati probabilmente concorrono le peculiarità del nostro tessuto economico e sociale che favoriscono elevate percentuali di successo e dove l’accelerazione verso il digitale degli ultimi anni ha amplificato il livello di impreparazione delle piccole e medie imprese italiane nel sostenere la crescente pressione degli attacchi informatici.

Il settore Financial/Insurance è quello che ha fatto registrar il maggiore incremento di incidenti gravi nel nostro Paese, con il 9% di attacchi (era il 3,7% nel 2022): il numero di attacchi ha superato nei primi 6 mesi dell’anno il totale degli attacchi avvenuti in tutto il 2022.

Venendo alle tecniche di attacco, il malware, insieme al ransomware, continua a rappresentare la principale tecnica di attacco utilizzata dai criminali in Italia (31%), anche se in calo rispetto al 2022 (53%) e con un dato inferiore rispetto a quello globale (26%). 

Incide in maniera maggiore rispetto al resto del mondo (14% rispetto al 8,6% globale) l’uso di attacchi di tipo phishing e di social engineering. In forte crescita anche gli attacchi DDoS nel nostro Paese che passano dal 4% del 2022 al 30% del primo semestre 2023.

Dal punto di vista della “severity” degli attacchi, il dato italiano nei primi 6 mesi del 2023 appare più roseo rispetto a quello globale: gli incidenti di tipo “Critical” si fermano al 20% (rispetto al 40% globale), mentre la quota maggiore di attacchi fa riferimento a una severity “High” (48% in Italia rispetto a 38% globale) e “Medium” (30% in Italia rispetto a 21% globale). Completa il quadro un 2% di incidenti con criticità bassa.

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